Il Parlamento respinge categoricamente l'iniziativa sull’alimentazione
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Comunicato stampa dell'Alleanza contro l'iniziativa sull’alimentazione del 20 marzo 2026
Il Parlamento respinge categoricamente l'iniziativa sull’alimentazione
Il Parlamento ha concluso le consultazioni inerenti l'iniziativa sull’alimentazione. Il Consiglio Nazionale l'ha respinta nettamente nella votazione finale con 194 voti a favore, 0 contro e 0 astensioni. Anche al Consiglio degli Stati ha subito una netta sconfitta, con 44 voti a favore, 0 contrari e 0 astensioni. Inutile, irrealistica o controproducente: questo è il parere unanime di tutti i partiti. Gran parte della popolazione sarebbe sottoposta a un’imposizione vegana dallo Stato, mentre tutte le superfici disponibili verrebbero utilizzate intensivamente per la campicoltura. Solo in questo modo si potrebbe raggiungere l'obiettivo dell'iniziativa.
Il verdetto del Parlamento riguardante l'iniziativa sull’alimentazione è chiaro: controproducente, irrealistica e inutile. La sua richiesta di un tasso di autoapprovvigionamento netto del 70% potrebbe essere raggiunta solo attraverso massicci interventi sulle abitudini di consumo della popolazione. In futuro, le persone dovrebbero nutrirsi principalmente senza alimenti di origine animale, e quindi prevalentemente in modo vegano, con una dieta conseguentemente squilibrata. Sarebbero necessarie delle direttive alimentari imposte dall’alto, che si tradurrebbero in un veganismo prescritto dallo Stato, con offerte prestabilite nella produzione, trasformazione, vendita al dettaglio e ristorazione. Inoltre, tutte le superfici agricole nazionali idonee, comprese le attuali superfici per la promozione della biodiversità, dovrebbero essere nuovamente ed esplicitamente destinate alla produzione alimentare.
Una dieta esclusivamente vegetale non rispecchia le attuali abitudini alimentari. Non è inoltre né logica né praticabile in termini di agricoltura sostenibile e cicli nutritivi chiusi. In una Svizzera caratterizzata da prati e pascoli, molte superfici possono essere utilizzate per il consumo umano solo grazie all'allevamento. Il letame e il liquame sono inoltre fertilizzanti preziosi per la produzione vegetale ed essenziali per la fertilità del suolo. L'iniziativa prevede anche nuovi requisiti, ad esempio sulle sementi, che ridurrebbero il potenziale della produzione vegetale e aumenterebbero i prezzi dei prodotti alimentari nazionali. Di conseguenza, è inevitabile un aumento del turismo degli acquisti. L'industria alimentare svizzera perderebbe quote di mercato e migliaia di posti di lavoro. Il settore agroalimentare è già in fase di profondo adattamento e numerose misure di ottimizzazione sono già in corso.
Dopo il dibattito parlamentare, il Consiglio Federale sottoporrà l’iniziativa al voto popolare. Le date possibili sono il 27 settembre o il 29 novembre 2026. L'Alleanza si impegnerà a fondo nella campagna per la votazione per avere un netto NO alle urne.
Ulteriori informazioni:
- Martin Rufer, Direttore Unione Svizzera dei Contadini, martin.rufer@sbv-usp.ch, cellulare 078 803 45 54
- Michel Darbellay, Vicedirettore Unione Svizzera dei Contadini, michel.darbellay@sbv-usp.ch, cellulare 078 801 16 91
- Patrick Erny, Direttore SWISS RETAIL FEDERATION, patrick.erny@swiss-retail.ch, Tel. 031 312 40 40
- Beat Imhof, Presidente GastroSuisse, beat.imhof@gastrosuisse.ch, cellulare 079 773 29 15
- www.iniziativa-alimentazione-no.ch