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28.12.2020 – 00:31

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Comunicato stampa: Il coronavirus divora l'ottimismo per il 2021

Comunicato stampa: Il coronavirus divora l'ottimismo per il 2021
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Comunicato stampa

Sondaggio rappresentativo di Comparis sulle finanze personali 2021

Il coronavirus divora l’ottimismo per il 2021

In Svizzera circa un adulto su cinque crede che nel 2021 la propria situazione finanziaria andrà a peggiorare: è il dato più alto degli ultimi quattro anni. Uno svizzero su due vuole acquistare più prodotti regionali, uno su tre comprerà meno carne e prodotti di origine animale. Questo è quanto emerge da un sondaggio rappresentativo di comparis.ch. «La pandemia di coronavirus e il dibattito sul clima domineranno le decisioni degli svizzeri per quanto riguarda finanze e consumi nel 2021», afferma Michael Kuhn, esperto Comparis di finanze e consumo.

Zurigo, 28 dicembre 2020 – Un anno fa, il 33% degli adulti in Svizzera era convinto che nel 2020 la propria situazione finanziaria sarebbe migliorata. La pandemia di coronavirus, però, ha messo fine a questo ottimismo. Attualmente, infatti, solo un adulto su quattro prevede un miglioramento della propria situazione finanziaria nel 2021. Il 18%, invece, si aspetta che nell’anno venturo le proprie finanze andranno a peggiorare: il dato più alto degli ultimi quattro anni. Questi sono i risultati di un sondaggio rappresentativo del portale di confronto online comparis.ch.

Previsioni finanziarie offuscate da problemi lavorativi e cali dei fatturati

Per la maggior parte di chi si aspetta un peggioramento delle proprie finanze nel 2021, il motivo sono i problemi sul posto di lavoro: il 68% dei pessimisti indica il lavoro ridotto, una perdita dell’impiego (propria o del partner), un grado di occupazione minore (proprio o del partner) o, tra i lavoratori autonomi, un calo del fatturato.

A fine 2019, solo il 13% credeva che la propria situazione finanziaria sarebbe peggiorata l’anno successivo. Tra questi una percentuale relativamente bassa (il 33%) indicava motivi legati al lavoro, mentre per il 46% la causa era piuttosto l’aumento dei premi di cassa malati. Anche quest’anno i premi dell’assicurazione malattia destano preoccupazione, ma la percentuale è scesa al 39%. «Nel 2021 i premi di cassa malati andranno a gravare pesantemente su molte famiglie che, a causa del coronavirus, hanno già meno denaro a disposizione. C’è poi da tenere presente che molti assicurati con i premi più alti non cambiano polizza», avverte Felix Schneuwly, l’esperto Comparis di casse malati.

Il coronavirus preoccupa soprattutto gli svizzeri romandi

Il persistere della crisi del Covid preoccupa più di quattro svizzeri su cinque (83%), un dato nettamente superiore a quello dell’ultima rilevazione* di maggio (76%), e leggermente inferiore a quello del primo sondaggio** svolto a marzo (88%). In percentuale, la preoccupazione per la crisi del coronavirus è maggiore nella Svizzera romanda (con il 92%) che nelle altre regioni linguistiche: nella Svizzera tedesca gli intervistati in apprensione sono l’81%, in Ticino il 78%.

Nonostante l’elevato numero di nuovi contagi a fine anno e l’offuscarsi delle previsioni finanziarie, tra gli svizzeri è comunque tornata la voglia di consumare. Nel sondaggio di marzo, il 42% degli intervistati aveva affermato l’intenzione di rinunciare a grandi acquisti come mobili o un’auto a causa del coronavirus. A fine anno, la percentuale è scesa al 36%. Allo stesso modo, se all’inizio della crisi gli intervistati che dichiaravano di consumare meno e risparmiare di più erano il 45%, a dicembre 2020 sono solo il 38%.

È invece notevolmente aumentato il numero degli svizzeri che non rilevano cambiamenti nella loro attitudine al consumo dovuti al coronavirus: dal 24% di marzo la percentuale è salita al 30%. Più del 2% dei partecipanti al sondaggio, poi, vuole chiedere un credito privato (in primavera era meno dell’1%).

Effetti del dibattito sul clima: meno carne e più prodotti regionali

In un contesto dominato dal coronavirus, le tematiche ambientali faticano a imporsi. Come già lo scorso anno, per quasi tre intervistati su quattro il dibattito sul clima ha avuto un impatto ridotto o nullo sul loro approccio ai consumi e alla gestione delle finanze (71% contro il 73% dell’anno scorso).

Ciononostante, l’anno prossimo il riscaldamento globale dovrebbe influire pesantemente sulle decisioni degli svizzeri in fatto di consumi e finanze: un intervistato su due (49%; lo scorso anno era il 39%) intende acquistare più spesso prodotti regionali nel 2021. La tendenza è più marcata nella Svizzera occidentale con il 59% (Svizzera tedesca 47% e Ticino 41%). Il 31% dei partecipanti (dato del 2019: 26%) vuole acquistare meno carne/prodotti di origine animale.

«La paura per le conseguenze del riscaldamento globale si fa sentire sempre di più nel carrello della spesa», afferma l’esperto di finanze e consumo Kuhn. «E non si registrano differenze significative tra città/campagna, fasce di età e di reddito o fra le regioni linguistiche.» Alcune eccezioni si notano nell’ambito della mobilità: il 30% di chi abita in città, ad esempio, vuole utilizzare meno l’auto e più i trasporti pubblici e la bicicletta. Negli agglomerati urbani la percentuale è invece del 23% e nelle zone rurali del 20%.

Inoltre, Il 21% dei nuclei familiari con un reddito lordo mensile di oltre 8’000 franchi, poi, sta valutando l’acquisto di un’auto elettrica, contro il 13% nella fascia dai 4’000 agli 8’000 franchi al mese e il 6% tra i redditi più bassi. «La maggior propensione ad acquistare auto elettriche nelle fasce di reddito più alte è dovuta ai maggiori costi per l’acquisto rispetto ai modelli con motore a combustione», spiega Andrea Auer, esperta Comparis in materia di mobilità.

* Crisi del coronavirus: gli svizzeri temono per le loro finanze personali e il loro futuro professionale ( https://it.comparis.ch/comparis/press/medienmitteilungen/artikel/2020/banken/coronavirus-schweizer-bangen/um-finanzen-und-zukunft )

** Il coronavirus intacca l’ottimismo degli svizzeri sul loro futuro finanziario

( https://it.comparis.ch/comparis/press/medienmitteilungen/artikel/2020/banken/coronavirus-frisst-optimismus/fuer-die-finanzielle-zukunft )

Metodologia

Il sondaggio rappresentativo è stato condotto nel mese di novembre/dicembre 2020 dall’istituto di ricerche di mercato Innofact, su incarico di comparis.ch, e ha coinvolto 1’034 persone in tutte le regioni della Svizzera.

Maggiori informazioni
Michael Kuhn
Esperto di finanze e consumo presso Comparis
Telefono: 044 360 53 91
E-mail: media@comparis.ch
comparis.ch



Chi è comparis.ch
Con oltre 100 milioni di visite all’anno, comparis.ch è uno dei siti web svizzeri più utilizzati. La ditta confronta tariffe e prestazioni di casse malati, assicurazioni, banche e gestori di telefonia e presenta la più grande offerta online di auto e immobili in Svizzera. Grazie ad ampi confronti e valutazioni esaustive, Comparis porta trasparenza sul mercato, rafforzando così il potere decisionale dei consumatori. Fondata nel 1996 dall’economista Richard Eisler, l’impresa con sede a Zurigo oggi conta circa 180 dipendenti.