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Cellulare e videogiochi: i principali strumenti digitali nella quotidianità dei bambini

Comunicato stampa del 29 aprile 2020

Dipartimento di psicologia applicata della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), in collaborazione con la piattaforma nazionale Giovani e media dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e con la Jacobs Foundation

Cellulare e videogiochi: i principali strumenti digitali nella quotidianità dei bambini

In Svizzera le attività preferite dai bambini della scuola elementare nel tempo libero sono giocare e fare sport: è quanto emerge dallo studio MIKE, svolto dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) prima della crisi del coronavirus. Sebbene infatti stiano diminuendo gli hobby impegnativi e quasi la metà dei bambini possieda un telefono cellulare, i più giovani continuano a preferire attività ricreative non mediali. Tra le attività mediali, sono particolarmente importanti televisione e videogiochi.

Giocare in casa o all'aperto e fare attività sportive come il calcio, la bicicletta e il nuoto sono le attività ricreative non mediali preferite dai bambini della scuola elementare in Svizzera. Sebbene questo dato sia praticamente invariato rispetto a quanto emerso dalle rilevazioni precedenti, si nota però il calo di attività quali fare musica (-27 %) e partecipare a gruppi giovanili come gli scout (-19 %). È quanto emerge dall'ultima edizione dello studio MIKE della ZHAW, nell'ambito del quale per la terza volta oltre 1000 bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 13 anni sono stati interpellati in merito alle loro attività mediali e ricreative. Questo calo potrebbe essere riconducibile all'introduzione del nuovo piano di studio della Svizzera tedesca Lehrplan 21: Come spiega Gregor Waller, ricercatore alla ZHAW e co-responsabile dello studio MIKE, condotto assieme a Daniel Süss e al suo gruppo di lavoro, il nuovo piano di studio prevede nella maggior parte dei Cantoni un aumento del numero di lezioni a settimana, il che comporta una riduzione del tempo libero. Verrebbe così spesso a mancare il tempo per hobby impegnativi quali fare musica e partecipare a gruppi giovanili come gli scout.

Quasi la metà dei bambini possiede un proprio cellulare

Nel tempo libero trascorso utilizzando i media, la maggioranza dei bambini guarda una o più volte alla settimana la televisione (81 %), ascolta musica (76 %) o gioca ai videogiochi (68 %). All'inizio della scuola elementare l'utilizzo di apparecchi digitali è ancora limitato, ma fino alla sua conclusione continua ad aumentare in modo costante. Tra questi il cellulare è in cima alla classifica: quasi la metà dei bambini dichiara di utilizzarlo almeno una volta alla settimana o di possederne uno proprio. A questo proposito emergono differenze in funzione dell'età: mentre tra i bambini di 6-9 anni è circa il 25 per cento a possedere un telefono cellulare, tra quelli di 10-11 anni la percentuale è già del 60 per cento e tra quelli di 12-13 anni arriva al 77 per cento. Tuttavia il concetto di "proprio" va considerato con la dovuta cautela: secondo le informazioni date dai genitori, solo circa un bambino su tre possiede un cellulare. Un'ipotesi dei ricercatori è che il "proprio cellulare" sia in alcuni casi un "cellulare di famiglia", condiviso con i fratelli e utilizzato solo occasionalmente. Il 29 per cento dei bambini dispone di un proprio tablet, senza differenze di rilievo tra le diverse fasce d'età. Nuovi gadget quali fitness tracker, assistenti vocali come Alexa oppure occhiali per la realtà virtuale sono praticamente inesistenti nella quotidianità dei bambini.

Niente supera YouTube

Un chiaro favorito spicca anche per quanto concerne l'uso di app: circa due terzi dei bambini (il 59 % delle ragazze e il 73 % dei ragazzi) in Svizzera utilizzano almeno una volta alla settimana la piattaforma video YouTube. Alle ragazze piacciono in particolare i video del genere lifestyle o comedy. I ragazzi preferiscono invece i video che trattano di videogiochi. Altre app amate tra i bambini sono WhatsApp, Snapchat, Instagram e TikTok.

Circa tre ragazze su cinque e quattro ragazzi su cinque giocano almeno una volta alla settimana a un videogioco. Fortnite è ora ai vertici delle preferenze dei bambini. Secondo Gregor Waller, l'aspetto critico di questo fatto è che, sebbene il limite d'età per il videogioco di sopravvivenza sia 12 anni, evidentemente ci giocano bambini molto più giovani. Sempre secondo il ricercatore, i bambini non interpretano le scene di violenza come qualcosa di dannoso, si orientano su ciò che fanno i loro coetanei e magari non sanno nemmeno che l'uso del videogioco è vietato per la loro fascia d'età. Altri videogiochi molto amati sono Minecraft, FIFA, Mario Kart e Super Mario.

Harry Potter fa paura ad alcuni bambini

Per l'edizione attuale dello studio si è chiesto per la prima volta ai bambini quali contenuti alla televisione o in Internet li spaventano. Oltre al riferimento generale alle scene dell'orrore, il titolo di film indicato nella maggior parte dei casi è Harry Potter. Secondo Daniel Süss questo è ancora più sorprendente, se si considera il fatto che si tratta anche del film più amato. Il ricercatore della ZHAW spiega che bisogna però tenere presente che molti bambini non guardano di proposito contenuti che fanno paura. Ci si imbattono quando guardano la televisione con i genitori o con i fratelli maggiori, oppure quando si alzano di notte e vedono o sentono qualcosa che non è destinato a loro. Oltre la metà dei bambini dichiara che per digerire contenuti televisivi negativi di questo genere cerca di distrarsi. Il 44 per cento ne parla con i genitori, mentre il 31 per cento non fa proprio niente. Generalmente, però, le esperienze positive con i contenuti mediali prevalgono per quanto concerne sia la TV che per Internet.

I genitori fissano regole

La maggior parte dei genitori è consapevole della propria responsabilità per quanto riguarda l'uso dei media da parte dei figli. La strategia preferita di controllo è di fissare regole, per esempio sui tempi massimi per l'utilizzo dei media oppure sui contenuti consentiti o vietati. Molti genitori sottolineano tra l'altro l'importanza di dialogare con i figli su come usano i media e di presentare loro alternative. Tuttavia, a differenza di quella tra i bambini, l'inchiesta tra i genitori non è rappresentativa, poiché solo circa la metà di loro, e in particolare donne e persone con un elevato livello d'istruzione, ha compilato il questionario.

L'attuale crisi del coronavirus si ripercuote presumibilmente anche sull'utilizzo dei media e pone molti genitori di fronte a una sfida. Secondo Daniel Süss, in questo momento un utilizzo consapevole dei media è più importante che mai. Le famiglie trascorrono molto tempo in casa e i media digitali sono costantemente a portata di mano. "Anche in questa situazione i genitori dovrebbero continuare a badare ai limiti di tempo imposti per guardare la televisione o usare il cellulare. È però raccomandabile, in particolare con i bambini della scuola elementare, concordare regole straordinarie che possono essere meno severe di quelle normali". Quando la scuola riprenderà, sarà necessario negoziare nuove regole o reintrodurre quelle precedenti la crisi. È inoltre importante proporre ai bambini anche attività offline.

Lo studio MIKE (acronimo tedesco di "Medien, Interaktion, Kinder, Eltern", ovvero media, interazione, bambini, genitori) analizza l'utilizzo dei media da parte di un campione rappresentativo di bambini della scuola elementare in Svizzera. Per l'edizione del 2019 sono stati interpellati tra aprile e giugno di quell'anno oltre 1000 bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 13 anni e oltre 600 genitori delle tre maggiori regioni linguistiche svizzere. Lo studio MIKE è realizzato dal gruppo specializzato in psicologia dei media della ZHAW grazie al sostegno della Jacobs Foundation e della piattaforma nazionale per la promozione delle competenze mediali Giovani e media dell'UFAS. Lo studio è alla sua terza edizione, dopo quelle del 2015 e del 2017.

Informazioni:

Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW)

Contatto con gli autori tramite Tanja von Rotz, capo Marketing e comunicazione, Dipartimento di psicologia applicata,Tel. +41 58 934 84 08, e-mail: tanja.vonrotz@zhaw.ch

Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS)

Martina Robbiani, Ambito Famiglia generazioni e società, Settore Questioni dell'infanzia e della gioventù

Tel. +41 58 485 07 80, e-mail: martina.robbiani@bsv.admin.ch

Jacobs Foundation

Alexandra Güntzer, responsabile della comunicazione, Tel.: +41 44 388 61 06, E-Mail: alexandra.guentzer@jacobsfoundation.org

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