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Danno economico dovuto al Coronavirus: urge un incontro ai vertici della sanità sulla ripartizione dei costi

Bern (ots)

Secondo una prima stima grossolana consolidata effettuata dall'Associazione SpitalBen-chmark il danno finanziario dovuto al Coronavirus si aggirerebbe per gli ospedali e le cli-niche attorno ai 1.7-2.9 miliardi di franchi fino alla fine del 2020. Si tratta delle conseguen-ze dei costi supplementari dovuti al Covid-19 e del divieto di effettuare trattamenti ordina-to dal Consiglio federale il 13 marzo 2020. H+ Gli Ospedali Svizzeri chiede perciò con ur-genza al Consiglio federale di indire quanto prima un vertice nazionale in ambito sanitario per chiarire la questione della ripartizione dei costi conforme alla legge.

Alla fine di aprile il danno finanziario subìto da ospedali e cliniche dovuto al Coronavirus ammon-tava a circa 1.5-1.8 miliardi di franchi. Secondo la previsione effettuata, entro la fine dell'anno tale danno potrà aumentare di un ulteriore miliardo di franchi. Circa l'80 per cento del danno com-plessivo è costituito da perdite di utili dovute al divieto di effettuare trattamenti e interventi chirur-gici valido dal 16 marzo al 26 aprile. Questo è lo scenario mostrato da una prima stima grossola-na dell'associazione SpitalBenchmark. Per H+ Gli Ospedali Svizzeri e i suoi membri è ora impor-tante che questi costi supplementari e le perdite di utili non coperti vengano compensati dalla Confederazione, dai Cantoni e dagli assicuratori. "È ora di smetterla con lo scaricabarile dietro le quinte sulla ripartizione dei costi", dichiara la direttrice di H+ Anne-Geneviève Bütikofer. H+ chiede perciò al Consiglio federale di indire con urgenza un vertice a livello nazionale sulla sani-tà, con la partecipazione di tutti gli attori importanti, vale a dire Confederazione, Cantoni (CDS) e fornitori di prestazioni ed enti finanziatori.

Tariffe che non coprono i costi e costi supplementari non coperti

La crisi del Coronavirus ha colpito in modo esteso gli ospedali e le cliniche. In tempi da record sono stati messi a disposizione personale, infrastrutture e materiale, affinché i pazienti affetti da Covid-19 e in pericolo di vita e tutti gli altri pazienti che avevano bisogno di un trattamento urgen-te, potessero ottenere la necessaria assistenza medico-sanitaria e infermieristica. Queste pre-stazioni aggiuntive hanno generato costi supplementari e sono state fornite senza ridurre né gli usuali standard di trattamento e né la qualità e osservando rigorosamente le misure d'igiene e di sicurezza per pazienti, ospiti degli istituti di cura e personale. Per permettere che le prestazioni erogate durante la crisi dovuta al Coronavirus possano essere indennizzate a copertura dei costi, occorre adeguare le tariffe per gli ospedali e le cliniche a livello di assicurazioni sociali e infortuni. Secondo prime stime, basate su campioni rappresentativi, nel settore ambulatoriale degli ospe-dali il cinque per cento dei costi di trattamento risulta scoperto. Nel settore stazionario si tratta del dieci per cento. È vero che l'UFSP ha effettuato adeguamenti relativi all'applicazione delle tariffe ambulatoriali e stazionarie in vigore, ma non sono sufficienti, visto che non generano indennizzi maggiori e non coprono i costi supplementari. H+ chiede dunque che tramite l'ordinanza di ne-cessità vengano disposti dei supplementi su quei prezzi per trattamenti ambulatoriali e stazionari che non coprono i costi.

Nessun aumento dei premi dovuto al Covid-19

Il trattamento di pazienti durante la pandemia genera costi supplementari dovuti al trattamento più dispendioso e dunque più costoso. Il discorso è simile per i trattamenti ambulatoriali. In segui-to al divieto di effettuare trattamenti e interventi chirurgici valevole tra il 16 marzo e il 26 aprile 2020, molti trattamenti negli ospedali e nelle cliniche non hanno potuto essere effettuati, ciò che porterà a minori spese a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Gli assicuratori dispongono inoltre di circa 9 miliardi di franchi di riserve che dovranno essere impiegate per costi supplementari imprevisti, come nel caso di un'epidemia. Dal punto di vista di H+ i premi non aumenteranno dunque, come temuto da alcuni politici, ma i risparmi a favore dell'AOMS dovuti al divieto di trattamento e lo sfruttamento delle riserve possono più che attutire i costi aggiuntivi dovuti al Covid-19. "Le riserve delle casse malati, dell'ordine di 9 miliardi di franchi, conformi alle norme di legge, sono state create a copertura di costi supplementari do-vuti a epidemie e ora devono servire anche a evitare un aumento dei premi," osserva la direttrice di H+ Bütikofer.

L'associazione SpitalBenchmark ha effettuato una prima stima grossolana delle perdite di utili e dei costi supplementari per gli ospedali e le cliniche svizzeri. I dati utilizzati per l'analisi si riferi-scono a un campione rappresentativo di ospedali e cliniche provenienti da tutti i settori delle cure. Ulteriori informazioni su www.spitalbenchmark.ch/publikationen/

Contatto:

Anne-Geneviève Bütikofer, direttrice
tel.: 031 335 11 63
E-Mail: anne.buetikofer@hplus.ch

Se avete domande sull'analisi del danno finanziario dovuto al
Coronavirus per gli ospedali e le cliniche effettuata
dall'associazione SpitalBenchmark vi preghiamo di rivolgervi al
signor Thomas Brack, presidente dell'associazione SpitalBenchmark,
tel.: 079 247 19 88, e-mail:
thomas.brack@spital-limmattal.ch (22 maggio 2020, ore 9-10.30)

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