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Comunicato stampa - Cronaca della tragedia di Crans-Montana: il Consiglio svizzero della stampa invita alla cautela
Berna (ots)
Proteggere la privacy delle vittime e dei loro familiari
La tragedia di Crans-Montana rappresenta anche una sfida giornalistica. Il Consiglio svizzero della stampa invita giornaliste e giornalisti a rispettare la privacy di vittime e familiari nella loro copertura medatica. Le vittime dell'incendio non sono persone di interesse pubblico. Non vi è alcuna necessità di pubblicarne i nomi o loro immagini. Il codice giornalistico vieta qualsiasi rappresentazione sensazionalistica, sia essa in immagini, testi o audio. Nello svolgimento del loro lavoro, giornaliste e giornalisti sono inoltre tenuti a rispettare la sofferenza delle persone colpite e i sentimenti dei loro familiari, che si trovano in una situazione di estrema eccezionalità.
In una presa di posizione del 2012, il Consiglio svizzero della stampa ha stabilito delle linee guida per una copertura mediatica equa in situazioni di questo tipo. In seguito a un incidente di pullman nel canton Vallese persero la vita 28 persone, in gran parte bambini. All'epoca furono pubblicate, in alcuni casi in modo eccessivo, immagini delle vittime.
In quella decisione di principio, il Consiglio della stampa affermò: "È sproporzionato e oltrepassa i limiti dell'etica professionale che una redazione, dopo un incidente, indaghi in modo sistematico nella sfera privata delle persone coinvolte". In linea generale, "è consentito mostrare immagini delle vittime decedute in un incidente stradale, a condizione che i familiari acconsentano esplicitamente alla pubblicazione e mettano a disposizione le foto". Tuttavia, le reazioni agli eventi tragici e ai colpi del destino sono diverse da persona a persona. "Mentre molti desiderano vivere il proprio lutto nella riservatezza, per altri può essere d'aiuto condividere la sofferenza e permettere ad altre persone di partecipare al loro cordoglio", scrive il Consiglio della stampa nella sua presa di posizione dell'epoca. Proprio quando i familiari sono ancora sotto shock per un evento, il loro consenso non deve essere dato per scontato.
In linea di principio vale quanto segue: la privacy delle persone coinvolte - a meno che non si tratti di personaggi pubblici e la cronaca non sia correlata alla loro attività pubblica - deve essere rispettata anche in caso di incidenti, reati e catastrofi di grande risonanza.
Annik Dubied, vicepresidente del Consiglio svizzero della stampa, interviene nel programma PointJ della RTS per parlare di come i giornalisti possano riferire a tali eventi in modo corretto dal punto di vista dell'etica dei media. La trasmissione sarà disponibile dal 7 gennaio 2026 al seguente link: https://www.rts.ch/audio-podcast/2020/emission/le-point-j-25000806.html
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