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27.10.2021 – 08:43

ZHAW - Zürcher Hochschule für angewandte Wissenschaften

Migliori condizioni di lavoro evitano che gli infermieri cambino lavoro

Migliori condizioni di lavoro evitano che gli infermieri cambino lavoro
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Comunicato stampa del 27.10.2021

Dipartimento Salute della ZHAW

Migliori condizioni di lavoro evitano che gli infermieri cambino lavoro

Nove infermieri su dieci potrebbero immaginare di rimanere a lungo nella professione se le condizioni di lavoro migliorassero. Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio di lunga durata della ZHAW, che ha esaminato i primi sei anni di carriera professionale del personale curante.

Ciò che gli infermieri si aspettano dalla vita professionale non coincide con la loro percezione della realtà lavorativa. Migliorare le condizioni di lavoro nel settore infermieristico consentirebbe di ridurre gli abbandoni precoci della professione e contrastare la penuria di personale qualificato. A questa conclusione è giunto uno studio di lunga durata della ZHAW in cui infermieri SUP e SSS, ossia diplomatisi presso una scuola universitaria professionale o una scuola specializzata superiore nell’anno 2011/12, sono stati intervistati in tre occasioni fino al 2019. All’ultimo sondaggio del 2018/19 hanno partecipato più di 600 infermieri.

Le condizioni di lavoro sono troppo gravose

«Sei anni dopo l'inizio dell’attività professionale, nove infermieri diplomati su dieci possono figurarsi di continuare a lavorare nel settore anche nei successivi dieci anni, tuttavia, per la maggior parte degli interpellati, a patto che le condizioni di lavoro migliorino» afferma René Schaffert, responsabile dello studio presso l’Istituto di scienze della salute della ZHAW. Dopo sei anni, la percentuale di partecipanti allo studio non più attiva nel settore infermieristico era contenuta: il cinque per cento aveva cambiato mestiere e un altro cinque per cento aveva smesso di lavorare, principalmente per motivi familiari. Ciò nonostante, secondo Schaffert l’inchiesta ha già messo in luce importanti cause dell’elevato tasso di abbandoni professionali soprattutto tra gli infermieri sotto i 35 anni, che l’Osservatorio svizzero della salute stima a circa un terzo degli effettivi: «Le condizioni attuali sono troppo gravose e in contrasto con le esigenze fondamentali degli infermieri».

Queste esigenze includono la conciliabilità tra lavoro e vita privata o vita familiare. Tra i dodici aspetti considerati nell’inchiesta, questi due sono stati valutati come i più importanti in funzione della futura permanenza degli intervistati nella professione infermieristica, sin dalla prima intervista e in misura sempre maggiore nelle interviste successive. Per contro, nella valutazione della quotidianità lavorativa attuale, le due conciliabilità sono state menzionate al penultimo e al terzultimo posto. «La discrepanza tra aspettative e percezione è correlata alla soddisfazione professionale e alla frequenza dei pensieri di abbandonare la professione» spiega Schaffert.

Il lavoro incide sulla salute

Lo studio rivela discrepanze tra le aspettative e la realtà anche in altri aspetti della professione, come la possibilità di realizzare il proprio potenziale nel lavoro, o lo stipendio. Quest’ultimo ad esempio si situa a metà classifica nelle aspettative, ma nella percezione della realtà professionale è relegato all’ultimo posto. «Per gli infermieri una buona paga non è la questione centrale, ma sentono di essere pagati troppo poco per quello che fanno» precisa il responsabile dello studio. Questo sentimento è illustrato anche dalle risposte a una domanda sulle condizioni per rimanere a lungo nella professione. Quasi il 90 per cento degli interpellati ha citato una paga migliore. Inoltre, il 57 per cento si aspettava un maggiore sostegno da parte della direzione, cosa che secondo Schaffert «è indice di un forte bisogno di maggiore apprezzamento da parte dei datori di lavoro e della società». Una chiara maggioranza (72 %) ha giudicato necessaria anche una migliore conciliabilità tra lavoro e vita privata per svolgere a lungo questa professione, un altro 62 per cento pretendeva ritmi meno stressanti sul lavoro. Non si tratta di una richiesta infondata: nell'ultima intervista (2018/19), il 55 per cento degli infermieri ha dichiarato di sentirsi spesso stanco e teso durante il lavoro a causa del carico lavorativo, e il 54 per cento sosteneva che questo limitava le attività della vita privata.

Più opportunità di lavoro a tempo parziale

I partecipanti potevano anche suggerire misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro, tra cui quelle più menzionate per conciliare vita lavorativa e privata sono state: più modelli a tempo parziale che consentano basse percentuali di lavoro, più regolarità e considerazione dei desideri individuali nella pianificazione dei turni e offerte più adeguate di custodia diurna dei bambini. Per rafforzare il sostegno da parte della direzione, gli interpellati hanno proposto una maggior presenza dei dirigenti sui reparti e una comunicazione aperta e trasparente. «Con l'attuazione di queste e altre misure mirate, quali una riduzione del carico di lavoro o salari più alti, sarebbe possibile prolungare la permanenza nella professione infermieristica» sostiene René Schaffert.

Contatto

René Schaffert, istituto di Scienze della Salute, dipartimento Salute della ZHAW, tel. 058 934 63 54, e-mail rene.schaffert@zhaw.ch

José Santos, responsabile della comunicazione al dipartimento Salute della ZHAW, tel. 058 934 63 84, e-mail jose.santos@zhaw.ch

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