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Discours Suisse - Paradisi fiscali: Zugo, un primato, ma non per tutti

Berna (ats)/ (ots)

I paradisi fiscali suscitano un vivace
dibattito nella Svizzera tedesca, con sullo sfondo le conseguenze 
della crisi e le implicazioni di politica estera. Zugo è da anni il 
cantone con le tasse più basse della Svizzera, ma non tutti ne 
approfittano.
"Zugo è il cantone finanziariamente più forte della Svizzera con 
una politica fiscale esemplare per le persone fisiche e giuridiche", 
recita il sito della promozione economica cantonale. I cantoni di 
Zugo e Svitto figurano in effetti fra le "top 10" dei paradisi 
fiscali europei per le imposte sul reddito, secondo uno studio di 
KPMG.
Più mediocre invece il risultato uscito da un'analisi del Credit 
Suisse, che ha calcolato il salario che rimane in tasca al 
contribuente medio (con un reddito imponibile di 100'000 franchi), 
dopo aver pagato le imposte, le spese per l'abitazione, i premi della
cassa malattia ed altri tributi comunali: in questa classifica Zugo 
si è piazzato l'anno scorso al 18esimo rango - dietro al canton 
Lucerna e davanti al Ticino - ed ha perso 13 posizioni in due anni.
La ricerca evidenzia che rispetto al 2006, paradisi fiscali come 
Svitto, Nidvaldo e Zugo hanno perso posizioni a causa dell'aumento 
dei prezzi immobiliari. Ad approfittare degli sconti fiscali sono in 
altre parole le persone che si possono permettere abitazioni molto 
costose.
L'altra faccia della medaglia
"I ricchi, e non soltanto stranieri, che si trasferiscono a Zugo 
obbligano le giovani famiglie del posto a cercare casa altrove", 
afferma Josef Lang, consigliere nazionale e presidente degli 
Alternativi del canton Zugo. Abitare in questo cantone è 
economicamente vantaggioso soltanto per chi ha un reddito imponibile 
di almeno 200'000 franchi: "a dirlo - precisa il rappresentante della
formazione affiliata ai Verdi - è uno studio di un'altra grande 
banca, l'UBS".
Per Lang, l'aumento delle pigioni, del costo dei terreni e degli 
immobili sono l'altra faccia della medaglia del paradiso fiscale. I 
dati dell'Ufficio federale di statistica confermano la tendenza 
all'esodo: nel 2007 sono stati 2854 gli stranieri che hanno eletto 
residenza nel cantone. La cifra ha superato per la prima volta quella
degli svizzeri trasferitisi a Zugo da altri cantoni (2262). Gli 
zughesi che hanno cercato casa altrove sono stati 2604, con un saldo 
di 497 partenze fra gli svizzeri.
Zugo - prosegue Lang - è un paradiso fiscale anche per le sue 
circa 3500 società "buca lettere" (in un cantone con 108'000 
abitanti), che non hanno alcuna attività nel cantone, non pagano un 
centesimo di tasse sugli utili e soltanto imposte molto basse sul 
capitale. A queste si aggiungono le società miste e le holding, che 
godono pure di importanti privilegi.
"Condizioni attrattive"
"Non ci consideriamo un paradiso fiscale, ma un cantone che si 
preoccupa di creare condizioni attrattive per i privati e le 
imprese", afferma il capo del Dipartimento cantonale delle finanze 
Peter Hegglin (PPD). "La pluridecennale crescita economica e 
demografica mostra che gli sforzi della politica e 
dell'amministrazione hanno avuto successo".
Per Hegglin, la pressione fiscale non è l'unico criterio per 
scegliere un nuovo cantone o comune: contano anche l'ubicazione 
centrale, le infrastrutture pubbliche e la stabilità delle 
istituzioni. "La concorrenza fiscale - dice il responsabile delle 
finanze - porta ad un utilizzo efficiente dei soldi dei 
contribuenti".
Il consigliere di Stato si dice consapevole degli alti costi della
vita e delle abitazioni, "che sono però altrettanto alti a Ginevra, 
Zurigo, Basilea e Berna": questi cantoni hanno tassi d'imposizione 
ben più alti di Zugo, ciò che - secondo Hegglin - smentisce 
l'equazione "basse imposte = alti costi della vita".
La maggioranza "borghese" del parlamento cantonale è sulla stessa 
linea: "appoggiamo la concorrenza fiscale, perché è l'unico strumento
che permette di frenare l'aumento della quota fiscale", dichiara il 
presidente dell'UDC cantonale e granconsigliere Stephan Schleiss. Le 
conseguenze sociali sono a suo avviso soltanto un argomento della 
propaganda di sinistra. La concorrenza fiscale - aggiunge il politico
UDC - permette viceversa al cantone di offrire prestazioni sociali 
all'avanguardia.
Christian Wanner, presidente della Conferenza dei direttori 
cantonali delle finanze (CDF) e consigliere di Stato solettese (PLR),
respinge da parte sua l'idea dei "piccoli cantoni approfittatori". 
"Zugo, Nidvaldo e Svitto - dice Wanner - non sono affatto un problema
per gli altri cantoni, ma versano apprezzati contributi nella 
perequazione finanziaria".
Sgravi per il ceto medio
In un messaggio sottoposto lo scorso febbraio al parlamento, 
relativo alla richiesta di un credito di 51 milioni di franchi per la
realizzazione di abitazioni a pigione moderata, il governo di Zugo 
aveva nondimeno riconosciuto che, a causa dell'offerta che non 
soddisfa la domanda, "molte persone in cerca di un appartamento 
devono fare i conti con affitti elevati, oppure si devono trasferire 
in un altro cantone".
Dopo due revisioni fiscali che negli ultimi tre anni hanno 
avvantaggiato in particolare le società a le holding, l'esecutivo ha 
inoltre approntato un pacchetto di riduzioni fiscali rivolte al ceto 
medio, con uno sgravio fino al 28% per le famiglie e le coppie 
sposate con un reddito lordo fra gli 80'000 e i 200'000 franchi. La 
revisione avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2011, ma è stata 
anticipata al 2010 in seguito ad una mozione del PS. Il parlamento ha
approvato i nuovi sgravi in prima lettura nella sessione di fine 
giugno. Soltanto i 12 deputati alternativi hanno votato contro.

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