100 anni di industria MEM svizzera: il passato ci mostra ciò che adesso conta davvero
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Comunicato stampa
Weinfelden, 19 agosto 2026
100 anni di industria MEM svizzera: il passato ci mostra ciò che adesso conta davvero
Il nuovo studio condotto da Swissmechanic e BAK Economics dimostra che, nel corso di oltre un secolo, l’industria MEM svizzera ha saputo adattarsi con successo alle nuove sfide. Tuttavia, le condizioni generali stanno cambiando – e con esse anche le aspettative nei confronti dell’associazione di categoria.
Crisi economica mondiale, due guerre mondiali, crisi petrolifere, crisi finanziaria, shock del franco, pandemia o tensioni geopolitiche: quasi nessun altro settore ha dovuto affrontare crisi con tanta regolarità negli ultimi 100 anni quanto l’industria metalmeccanica ed elettrica (MEM) svizzera. Ciononostante, essa rimane ancora oggi uno dei pilastri portanti della piazza economica svizzera. È questa la conclusione a cui giunge un nuovo studio condotto da Swissmechanic e BAK Economics, che per la prima volta analizza in modo esaustivo un secolo di storia industriale.
La valutazione storica dimostra che, nonostante le numerose crisi economiche e politiche, dal 1925 l’industria MEM svizzera ha più che settuplicato il proprio valore aggiunto reale. I dati delineano quindi un quadro più sfaccettato rispetto al dibattito spesso condotto su un generale declino dell’industria. Lo studio dimostra piuttosto una straordinaria capacità di adattamento del settore nel corso delle generazioni. Allo stesso tempo, tale sviluppo non ha interessato tutte le aziende allo stesso modo. Lo studio evidenzia un netto cambiamento strutturale all’interno dell’industria MEM: le aziende di maggiori dimensioni sono riuscite a reggere meglio nel corso di periodi più lunghi, mentre le PMI, in particolare, hanno subito una pressione maggiore in termini di adattamento e concorrenza. «L’industria MEM svizzera ha dimostrato più volte la propria forza. Il fattore decisivo non è mai stata l’assenza di crisi, bensì la capacità di adattarsi costantemente alle nuove condizioni generali», afferma Erich Sannemann, direttore di Swissmechanic.
Le sfide diventano sempre più complesse
Mentre in passato le aziende dovevano per lo più reagire a singole crisi, lo studio evidenzia una nuova tendenza: oggi agiscono contemporaneamente diversi fattori di tensione. I tassi di cambio, i prezzi dell’energia, le incertezze geopolitiche, la carenza di manodopera qualificata e una situazione tesa sul fronte degli ordini aumentano la complessità, in particolare per le piccole e medie imprese.
Per Swissmechanic, lo studio rappresenta quindi ben più di una semplice retrospettiva storica. Fornisce una base fattuale per l’ulteriore sviluppo della Svizzera come piazza economica e per il ruolo dell’associazione. «Le sfide cambiano. Per questo motivo anche un’associazione di categoria deve continuare a evolversi. «Il nostro compito non è solo quello di affiancare le aziende, ma anche di rappresentare i loro interessi in modo ancora più mirato e di fornire loro un supporto efficace in un contesto sempre più complesso», afferma Sannemann.
Plasmare attivamente il futuro
Lo studio dimostra che l’industria MEM svizzera ha ripetutamente dato prova della propria competitività nel corso dei decenni. Affinché ciò possa continuare anche in futuro, sono necessarie condizioni generali affidabili e competitive. Tra queste figurano, tra l’altro, un accesso garantito al mercato, una politica energetica competitiva, oneri normativi il più possibile ridotti e sicurezza di pianificazione per le aziende.
Contatti per i media
Per domande e informazioni è possibile contattare:
– Erich Sannemann, direttore Swissmechanic, e.sannemann@swissmechanic.ch, tel.: +41 71 626 28 45, cell.: +41 79 661 44 78 (tedesco)
– Nicola Roberto Tettamanti, presidente Swissmechanic, nicola.tettamanti@tecnopinz.com, +41 91 946 40 70, +41 79 419 01 14 (italiano, francese e tedesco)
SWISSMECHANIC è l’associazione agile dell'industria PMI-MEM. Le oltre 1300 imprese affiliate impiegano più di 65'000 collaboratrici e collaboratori, di cui 6000 apprendisti, e generano un fatturato annuo di circa 15 miliardi di franchi. L’associazione è suddivisa in 13 sezioni regionali, un centro servizi nazionale, l’organizzazione specialistica sovraregionale Forum Blech e l’organizzazione associata Groupement suisse de l’Industrie des Machines (GIM).
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