ASIN - Action pour une Suisse indépenda

Dopo 5 anni di ONU: libro nero dell'ASNI sulla neutralità

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Usare la neutralità come strumento di sicurezza e di pace - fermarne il deterioramento!

    Berna (ots) - In occasione del 5° anniversario dell'adesione del nostro Paese all'ONU, l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) ha compilato un ampio "libro nero sulla neutralità svizzera". Questo "libro nero" documenta tutta una serie di infrazioni alla neutralità e accerta che dal momento dell'adesione all'ONU il principio secondo cui "l'esser presenti sulla scena internazionale è più importante che avere dei vantaggi" è diventato il principio ispiratore a cui si attiene, in modo definitivo, la politica estera svizzera. Questo mette in pericolo la nostra sicurezza e la nostra abilità, particolarissima, di attuare una politica di pace e di organizzare aiuti umanitari. Lunedi prossimo, i consiglieri nazionali dott. Pirmin Schwander (presidente dell'ASNI), Hans Fehr (direttore dell'ASNI), prof. Christoph Mörgeli (Commissione di politica estera) e Yvan Perrin (consiglio direttivo dell'ASNI) presenteranno ai media il libro nero e le richieste dell'ASNI.

    Christoph Mörgeli ha illustrato lo sviluppo e la struttura particolare del nostro "modello positivo di una neutralità scelta liberamente, perenne, armata e totale" criticando molto pesantemente l'attivismo in politica estera - contrario alla neutralità stessa - che caratterizza la capitale federale. Nel nostro mondo globalizzato ha chiesto di rivestire di nuovi valori, di dare un significato nuovo alla neutralità in base al principio ispiratore secondo cui: "ogni Stato che si tiene lontano dai conflitti rende il nostro mondo un po' più pacifico". Grazie a una politica di intelligente prudenza, è necessario far si che la neutralità svizzera torni a essere, com'era una volta, uno strumento valido, estraneo ai partiti, apprezzato a livello internazionale, uno strumento al servizio della sicurezza, della pace e degli aiuti umanitari.

    Un numero altissimo di infrazioni alla neutralità     Hans Fehr ha constatato che tra i vari partiti rappresentati nel Consiglio federale soltanto l'UDC si attiene senza mezzi termini a una neutralità totale. Il PSS vuole archiviare la neutralità, il PPD vuole "ridefinirla" e il PRD si limita ad affermare, in maniera alquanto vaga, che "la neutralità non è una religione". Questo si pone in contrasto totale con l'ultima ricerca (2007) del prof. Karl W. Haltiner, dalla quale risulta che il 92% degli Svizzeri vuole conservare la propria neutralità. Fehr ha ancora definito il numero sempre crescente di gravi infrazioni alla neutralità come un numero "da inflazione" e ha criticato soprattutto la consigliera federale Calmy-Rey. Allo stesso modo, per fare un esempio, il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani - Consiglio istituito in seguito alle pressioni della Svizzera e ora dominato dall'"Organizzazione della conferenza islamica" - si è finora distinto solo per aver condannato unilateralmente Israele. La Svizzera, inoltre, è stata più volta criticata per motivi del tutto assurdi ed è stata accusata da un "inviato speciale dell'ONU" di essere una nazione "razzista" che "non rispetta i diritti dell'uomo". Inoltre, la consigliera federale Calmy-Rey, con la sua richiesta dell'indipendenza del Kosovo, ha provocato forti irritazioni e, come se non bastasse, con il suo progetto di un "Seminario sulle diverse modalità di approccio all'Olocausto" ha inteso offrire una piattaforma ai negazionisti dell'Olocausto. Ma il colpo definitivo, il colpo mortale alla neutralità svizzera, secondo Fehr, è costituito dalla richiesta, sempre da parte del nostro ministro degli esteri signora Calmy-Rey, di un posto al Consiglio di sicurezza dell'ONU "perché cosi la Svizzera potrebbe decidere in merito a guerra e pace".

    Esercito multinazionale e politicizzazione della Croce Rossa

    Negli ambienti del DDPS, Yvan Perrin ha denunciato soprattutto le "pressioni incredibili" per adeguarsi all'ONU e all'UE e per raddoppiare le nostre missioni all'estero. Perrin ha criticato pure l'invio di ufficiali svizzeri in Afghanistan che appartengono all'ISAF (International Security Assistance Force) e operano quindi all'interno del comando NATO. Perrin, inoltre, ha giudicato come "totalmente inconciliabile con la neutralità svizzera" la presenza di piloti svizzeri nel Ciad, paese afflitto dalla guerra civile, piloti che, sotto l'egida della "Swiss Air Force", addestrano piloti locali a guidare aerei Pilatus e che inoltre, stando alle dichiarazioni dello stato maggiore di quella nazione, "operano come consulenti" anche nella lotta contro i ribelli nelle province orientali del Ciad.

    Oltre a molte altre infrazioni alla neutralità del nostro paese, Perrin ha criticato anche la "politicizzazione della Croce Rossa". Il responsabile del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger è un fautore attivo di un'adesione all'UE e René Rhinow, il responsabile della Croce Rossa svizzera, definisce la neutralità come un fondamento della nazione che non ha più motivo di essere. Siccome l'essenza e il lavoro del CICR sono in stretto rapporto con la nostra neutralità, la sua  politicizzazione ha ripercussioni negative sulla Svizzera in quanto sede del CICR e sul nostro lavoro in campo umanitario.

    Richieste dell'ASNI: esportiamo la neutralità, invece di inviare soldati!

    Nella sua qualità di "guardiana della neutralità", l'ASNI denuncerà in futuro ogni infrazione a questo principio fondamentale dello Stato, come ha affermato Hans Fehr. Oltre all'iniziativa popolare tesa a rafforzare i diritti del popolo nel settore della politica estera - iniziativa che verrà lanciata in via definitiva nel marzo del 2008 -, Fehr ha presentato una mozione al fine di ancorare nella nostra Costituzione il nucleo costitutivo della neutralità svizzera. Inoltre, l'ASNI lavora a un'iniziativa popolare che vuole eliminare la "piaga infetta" costituita dalle missioni all'estero dei militari svizzeri in nome del principio secondo cui dobbiamo "esportare la neutralità, non inviare soldati". Soltanto in questo modo faremo s" che i responsabili del DDPS si possano concentrare completamente sulla protezione e sulla difesa del nostro Paese. Inoltre, l'ASNI chiede che si metta presto fine alla missione Swisscoy in Kosovo. Chiediamo anche che la consigliera federale Calmy-Rey venga messa a capo di un altro dipartimento. Infine, con una campagna a largo raggio - soprattutto con manifestazioni presso le scuole - l'ASNI vuole sensibilizzare il Paese sul significato e sul valore assolutamente centrale che riveste per la Svizzera una neutralità perenne e armata.

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