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economiesuisse - Netto rifiuto a dannosi aumenti d'imposta / A proposito dell'iniziativa del PS per un'armonizzazione fiscale

Zürich (ots)

L'economia si impegna a favore di una politica
fiscale efficiente e della concorrenza fiscale. economiesuisse saluta
dunque la decisione odierna del Consiglio nazionale di respingere 
l'iniziativa del PS per un'armonizzazione fiscale. Quest'ultima 
interverrebbe in modo massiccio nell'autonomia fiscale dei Cantoni e 
dei Comuni, comportando aumenti d'imposta in oltre la metà dei 
Cantoni e riducendo i mezzi perequativi a disposizione degli altri: 
tutto ciò danneggerebbe la piazza economica svizzera.
L'iniziativa del PS chiede che siano integrate nella Costituzione 
federale delle esigenze minime per quanto concerne le aliquote 
fiscali e i tassi d'imposizione delle persone fisiche. Come in 
precedenza il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati, anche il
Consiglio nazionale rifiuta chiaramente l'iniziativa popolare «Per 
imposte eque. Stop agli abusi della concorrenza fiscale». 
economiesuisse saluta questa decisione, poiché la concorrenza fiscale
è parte integrante del federalismo svizzero coronato da successo. 
L'iniziativa limiterebbe l'autonomia fiscale dei Cantoni e dei 
Comuni. "L'efficacia della concorrenza fiscale in Svizzera spiega in 
gran parte l'efficienza della fornitura di prestazioni pubbliche", 
afferma Pascal Gentinetta, Direttore di economiesuisse La concorrenza
favorisce inoltre le innovazioni politiche e si traduce, nel 
confronto internazionale, in un onere fiscale più moderato. Non 
avviene nessun "race to the bottom". Nel corso degli ultimi decenni, 
le entrate fiscali della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni 
hanno registrato una crescita nettamente superiore a quella 
dell'economia.
In caso d'accettazione dell'iniziativa popolare, almeno la metà 
dei Cantoni dovrebbe aumentare le imposte. Ciò comporta l'esodo di 
buoni contribuenti. I restanti cantoni per contro verrebbero toccati 
indirettamente a causa delle minori risorse a disposizione per la 
perequazione intercantonale. Questo implicherebbe anche un 
adeguamento della scala delle aliquote e dunque degli aumenti 
d'imposta per i redditi intermedi. Infine, un'imposizione minima a 
livello nazionale non farebbe che rincarare l'apparato statale, senza
che quest'ultimo fornisca prestazioni supplementari.
L'iniziativa è inutile poiché la concorrenza fiscale oggi non è 
più illimitata. La nuova perequazione finanziaria compensa le 
disparità tra i Cantoni mediante versamenti annui valutati in 
miliardi di franchi. La Svizzera ha inoltre istituito un 
armonizzazione formale della base fiscale imponibile. Questa permette
di comparare le politiche fiscali cantonali e crea le premesse per 
una perequazione finanziaria equa. Infine, il Tribunale federale ha 
deciso che le imposte degressive sono inaccettabili, ciò che 
corrisponde a porre altri limiti.

Contatto:

Angelo Geninazzi, Telefono: 091 922 82 12,
angelo.geninazzi@economiesuisse.ch

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