Tous Actualités
Suivre
Abonner Caritas Schweiz / Caritas Suisse

Caritas Schweiz / Caritas Suisse

Caritas Svizzera si oppone all'allentamento della legge sul materiale bellico
Le armi mettono in pericolo la popolazione civile

Caritas Svizzera si oppone all
  • Informations
  • Download

Lucerna (ots)

Caritas Svizzera respinge la revisione della legge federale sul materiale bellico e sostiene il referendum lanciato contro la modifica. L'organizzazione mette in guardia dal fatto che l'allentamento delle disposizioni vigenti renderebbe molto più agevole l'esportazione e la riesportazione di armi svizzere, aumentando il rischio che il materiale bellico prodotto nel nostro Paese finisca nelle mani di parti coinvolte in conflitti armati o di regimi che violano i diritti umani.

La Svizzera dispone oggi di una normativa rigorosa che mira a evitare che le armi esportate vengano impiegate in zone di conflitto o da Stati responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Un elemento chiave di questo sistema è la dichiarazione di non riesportazione che obbliga i Paesi acquirenti a non trasferire il materiale bellico svizzero a Stati terzi senza il preventivo consenso della Svizzera.

La revisione della legge federale sul materiale bellico, approvata dal Parlamento nella sessione invernale del 2025, indebolisce però in modo sostanziale questa salvaguardia. In futuro, la riesportazione di armi svizzere sarebbe di regola autorizzata. Sebbene il Consiglio federale conservi un diritto di veto, questo non offre le stesse garanzie di un divieto sancito dalla legge.

"La revisione accresce in modo significativo il rischio che le armi svizzere finiscano indirettamente in conflitti armati o nelle mani di regimi che violano i diritti umani", dichiara Monika Maire-Hefti, presidente di Caritas Svizzera. "Così facendo, la Svizzera rischia di subordinare la protezione della popolazione civile agli interessi economici dell'industria degli armamenti."

La tutela della popolazione civile come priorità

Il numero di conflitti armati nel mondo è oggi ai massimi storici e le principali vittime sono le popolazioni civili. Ogni giorno migliaia di persone perdono la vita, sono costrette ad abbandonare le proprie case o subiscono la distruzione di infrastrutture indispensabili, come gli impianti di approvvigionamento idrico ed elettrico e le strutture sanitarie. In qualità di organizzazione umanitaria, Caritas Svizzera è testimone quotidiana delle devastanti conseguenze della guerra e della violenza.

"Ogni arma in più rappresenta un pericolo maggiore per la popolazione civile", afferma Monika Maire-Hefti, presidente di Caritas Svizzera. "Impedire l'esportazione di armi verso le regioni colpite dai conflitti significa contribuire concretamente a salvare vite umane." Secondo Caritas Svizzera, la revisione della legge rischia inoltre di indebolire la credibilità internazionale della Svizzera nel suo ruolo di promotrice del dialogo e della costruzione della pace.

Contatto:

medias@caritas.ch