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Allianz Suisse

Allianz Global Wealth Report: record di crescita della ricchezza dal 2003

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Wallisellen (ots)

   - Nel 2013 nuovo record (118.000 miliardi di euro) del patrimonio 
     finanziario lordo a livello mondiale 

   - Le famiglie svizzere ancora al 1° posto della classifica 
     mondiale per ricchezza, ma anche per indebitamento 

   - Stagnazione del patrimonio privato in Svizzera rispetto alle 
     altre nazioni 

   - Luci e (leggere) ombre nella distribuzione mondiale della 
     ricchezza: sono 65 milioni i "non più ricchi" e mezzo miliardo i
     "nuovi ricchi"

Allianz ha presentato oggi il 5° Global Wealth Report, un'analisi della situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie di oltre 50 Paesi. Il rapporto mette in evidenza, per il 2013, un aumento de¬l 9,9% del patrimonio finanziario lordo delle famiglie: la crescita più alta dal 2003. La ricchezza mondiale tocca il nuovo record di 118.000 miliardi di euro.

L'elemento trainante della crescita che ha contraddistinto il 2013 è stato soprattutto l'eccellente sviluppo dei mercati azionari in Giappone, USA ed Europa, dove la ricchezza detenuta in titoli è aumentata del 16,5%, superando il livello toccato negli anni immediatamente precedenti la crisi finanziaria. Il motivo di questo sviluppo non è tuttavia da ricercare in un rinnovato interesse dei risparmiatori per l'acquisto di azioni: solo gli USA infatti hanno registrato un afflusso consistente di nuova liquidità in azioni e altri titoli, mentre in Europa è proseguita la tendenza al ritiro di capitali.

Svizzera: sviluppo al di sotto della media nel confronto sul lungo periodo

In Svizzera, nel 2013, il patrimonio finanziario lordo ha registrato un aumento del 5,3% attestandosi appena al di sopra della media europea. Dal 2007 (ultimo anno precedente lo scoppio della crisi finanziaria) l'incremento complessivo è stato quindi del 10,6%, un livello nettamente inferiore alla media europea del 15,1%. Su un orizzonte temporale ancora più lungo, lo sviluppo del patrimonio privato presenta, al confronto con gli altri Paesi europei, un bilancio decisamente magro: dalla fine del 2000 il patrimonio finanziario lordo delle famiglie svizzere è cresciuto in media del 2,3% annuo rispetto a un tasso medio del 3,5% negli altri Paesi. Solo l'Italia e la Grecia, travolta dalla crisi, hanno registrato uno sviluppo ancora più modesto. Su base pro capite, il tasso di crescita medio annuo scende addirittura all'1,3% e, se si sottrae ancora il tasso di inflazione medio dello 0,6%, ne risulta per la Svizzera una situazione pressoché di stagnazione. Persino il Giappone ha registrato risultati migliori nello stesso periodo. In Svizzera i risparmiatori risentono chiaramente degli effetti del basso livello dei tassi di interesse. Resta ancora una consolazione: in termini assoluti, la Svizzera è ancora al primo posto della classifica mondiale per patrimonio finanziario pro capite lordo (circa 204.000 euro).

Grande ricchezza e forte indebitamento

La situazione patrimoniale delle famiglie svizzere è caratterizzata non solo da risparmi elevati, ma anche da un forte indebitamento. La Svizzera ha registrato il debito privato pro capite più alto (in media 75.490 euro) rispetto a tutti gli altri Paesi. Quanto meno la crescita del debito privato ha subito nel 2013 un netto rallentamento scendendo dell'1,5%. Il rapporto debito/PIL è rimasto a quota 124%, anche questo un valore estremamente elevato. Tuttavia l'indebitamento viene leggermente relativizzato se rapportato al patrimonio finanziario lordo: per la Svizzera ne deriva una quota del 34%, risultato che corrisponde esattamente alla media europea.

Per quanto riguarda il patrimonio finanziario netto globale (patrimonio finanziario lordo al netto dei debiti) il 2013 ha registrato nel complesso un aumento del 12,4%. La classifica dei Paesi più ricchi ha visto alcune variazioni, come ad esempio la perdita di due posizioni da parte del Giappone, dovute all'andamento dei cambi. Nonostante la debole crescita della ricchezza sul lungo periodo rispetto al resto d'Europa, la Svizzera si è riconfermata al primo posto della classifica per patrimonio finanziario pro capite netto (in media 146.540 euro), con un notevole distacco rispetto agli USA. Oltre alla Svizzera, sono entrati nella Top Ten anche altri quattro Paesi europei: Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Gran Bretagna.

Sempre più disuguaglianza in Svizzera

L'ultimo rapporto Allianz analizza per la prima volta, per mezzo di una "matrice patrimoniale", lo sviluppo della distribuzione della ricchezza all'interno dei vari Paesi. I risultati mostrano un quadro differenziato: nella maggior parte dei Paesi presi in considerazione, negli ultimi dieci anni la distribuzione della ricchezza è rimasta invariata o è migliorata. È questo il caso soprattutto nei Paesi emergenti e in particolare nell'America Latina. In alcuni grandi Paesi come l'India e la Russia, così come nei Paesi industrializzati, si osserva invece una tendenza opposta: nella maggior parte dei casi la distribuzione della ricchezza ha subito un peggioramento, il che equivale a dire che la ricchezza del 10% più ricco della popolazione è ulteriormente cresciuta. Il Paese in cui questa tendenza è più evidente sono gli USA, ma anche la Svizzera e altri Paesi europei come Francia, Irlanda e Italia hanno registrato un significativo aumento della disuguaglianza economica. La crescita fondamentalmente debole della ricchezza dovuta alla crisi sembra ripercuotersi maggiormente sui patrimoni di piccole e medie dimensioni. "I risvolti politici di questa situazione sono chiari: chi si batte per una distribuzione più omogenea della ricchezza non deve tanto cercare di frenare la crescita della ricchezza con tasse e imposte, quanto piuttosto puntare a promuoverla a tutti i livelli. La crescita è lo strumento migliore per ottenere una maggiore giustizia sociale", afferma Michael Heise, capo economista del Gruppo Allianz.

Distribuzione eterogenea della ricchezza a livello mondiale

L'analisi delle classi patrimoniali globali rafforza questo quadro di eterogeneità. Nel 2013 i Paesi esaminati da Allianz contavano in totale 912 milioni di persone con un patrimonio finanziario netto di livello medio. La dinamica di sviluppo della classe media globale diventa più chiara se si considera un asse temporale più esteso: negli ultimi 13 anni la popolazione, in termini mondiali, che appartiene a questa classe/ceto è raddoppiata nell'Europa dell'est, si è pressoché triplicata nell'America Latina ed è cresciuta di ben sette volte in Asia. Tuttavia la rapida crescita della classe media non ha interessato tutti i Paesi presi in considerazione dallo studio: nei Paesi che negli ultimi anni hanno registrato un enorme aumento dell'indebitamento e il cui patrimonio finanziario ha fortemente risentito della crisi è diminuito infatti, rispetto al 2000, il numero delle persone con un patrimonio elevato. Nel complesso il numero delle persone appartenenti alla classe di ricchezza elevata è sceso negli ultimi anni di ben 65 milioni. I Paesi in cui questo calo, in termini assoluti, si è avvertito in modo più evidente sono stati gli USA, il Giappone, la Francia e l'Italia, tutte nazioni in cui è cresciuta sensibilmente anche la disuguaglianza nella distribuzione interna della ricchezza.

Il numero delle persone appartenenti alla classe meno abbiente (in media patrimonio finanziario pro capite netto di 5.300 euro) è rimasto negli ultimi anni pressoché invariato (circa 3,5 miliardi). Dietro questo fenomeno si cela principalmente la forte crescita della popolazione, un aspetto che, se preso in debito conto, rivela l'esistenza di un'enorme tendenza alla crescita: sono circa mezzo miliardo, infatti, le persone che negli ultimi 13 anni sono riuscite a salire la scala della ricchezza entrando a far parte della classe media. "Questa cifra evidenzia più di ogni altra cosa il fatto che su scala globale sempre più persone partecipano alla ricchezza mondiale. Da un punto di vista globale, non si può parlare quindi di un aumento della disuguaglianza", conclude Heise.

Lo studio completo è consultabile all'indirizzo: https://www.allianz.com/economic-research/de/ alla sezione Publikationen/Spezialthemen.

Contatto:

Dr. Lorenz Weimann tel. +49.69.24431-3737
Bernd de Wall tel. +41 58 358 84 14

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