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economiesuisse - Per un approvvigionamento elettrico sicuro - anche in futuro

Zürich (ots) - economiesuisse deplora la decisione del Consiglio nazionale di abbandonare l'energia nucleare. Con la sua capacità innovativa, l'economia è disposta a ripensare il settore dell'energia. Anch'essa sostiene la promozione dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. In mancanza di alternative credibili e dal momento che non è per nulla chiaro come e quando sarà possibile fare a meno dell'energia nucleare, la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera potrebbe essere minacciata.

Seppur non dispongano di elementi solidi, prima il Consiglio federale e ora il Consiglio nazionale hanno preso la decisione di principio di abbandonare l'energia nucleare, sostenendo interventi in questo senso. Si tratta di una prima decisione parlamentare nel corso di un lungo processo politico. economiesuisse deplora che la maggioranza del Consiglio nazionale abbia preso una decisione così importante, prima di disporre di basi solide. Dal punto di vista dell'economia, le proposte del Consiglio federale evidenziano le seguenti lacune:

La prevista riduzione del consumo è sopravvalutata: le cifre sono irrealistiche Nel 2007 il Consiglio federale prevedeva per il 2050 un consumo annuale di elettricità di 86 terawattore. Oggi, il Consiglio federale calcola il consumo di elettricità solo a 61 terawattore. Non si devono sottovalutare le conseguenze economiche L'Ufficio federale dell'energia stesso ritiene che le conseguenze economiche di un'uscita dal nucleare non siano state approfondite e che sussistono ancora grandi incertezze. Le conseguenze per il clima non sono state prese in considerazione Con la scelta del Consiglio federale e del Consiglio nazionale, il gas naturale diventerebbe il principale vettore energetico dopo la forza idrica. I rapporti del Consiglio federale non menzionano tuttavia ciò che le emissioni supplementari di CO2 comporteranno per la politica svizzera del clima. Il potenziale delle energie rinnovabili e delle importazioni è sopravvalutato Finora l'Ufficio federale dell'energia parlava di un potenziale di energie rinnovabili di 5,4 terawattore fino al 2035 - ora questo tipo di approvvigionamento elettrico passa improvvisamente a 22,6 terawattore. Inoltre, le ipotesi concernenti le possibilità di importazioni sono illusorie sia per ragioni politiche, sia per ragioni tecniche. La maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale è già confrontata a pericolose lacune d'approvvigionamento. I costi globali dovrebbero essere ben superiori In realtà, i costi provocati dall'uscita dal nucleare - stimati tra lo 0,4 e lo 0,7% del PIL, ossia di circa 2,5 miliardi di franchi all'anno - potrebbero aumentare massicciamente. Se vi si aggiungono i costi per l'ampliamento della rete e delle capacità di produzione, il rincaro dei prezzi per tutte le fonti energetiche, il trasferimento di settori ad alto consumo di energia e altri costi indiretti, i costi economici effettivi saranno molto più elevati. La portata economica di una simile decisione esige analisi dettagliate.

L'economia è aperta a un dialogo costruttivo

L'economia è sempre pronta a contribuire in maniera costruttiva ad un approvvigionamento energetico sicuro, competitivo, indipendente e rispettoso dell'ambiente. Secondo economiesuisse, i seguenti elementi rivestono grande importanza:

- Occorre elaborare una strategia energetica globale nell'ambito di un dialogo - come in occasione di precedenti decisioni strategiche di politica energetica. Una commissione di esperti che riunisca rappresentanti degli ambienti scientifici ed economici, del settore dell'energia, dell'amministrazione e di altre associazioni deve elaborarne le basi.

- Le domande d'autorizzazione generale in corso per la sostituzione delle centrali nucleari restano per il momento sospese.

- In relazione alla strategia energetica globale, l'economia sostiene l'elaborazione di un Masterplan, ambizioso e realistico, in vista dello sviluppo delle energie rinnovabili sulla base del libero mercato. Inoltre, si devono aumentare le risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo e semplificare le procedure d'autorizzazione per la costruzione di progetti nel settore dell'energia, del risanamento degli edifici e della costruzione di condotte.

- La Svizzera sviluppa le capacità di accumulazione e pompaggio allo scopo di bilanciare, nel corso dei giorni e delle stagioni, l'elettricità supplementare prodotta irregolarmente dall'energia eolica e solare.

- L'economia prosegue la sua strategia per un aumento dell'efficienza energetica. Quest'ultima è un successo, anche nel confronto internazionale. Questa strategia permetterebbe la fissazione di obiettivi supplementari in termini di efficienza.

- Le centrali esistenti restano in attività fintanto che la loro sicurezza è garantita.

- Allo scopo di evitare una penuria di elettricità e di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, occorre costruire entro il 2020 un numero sufficiente di centrali a ciclo combinato alimentate a gas.

- Tutte le imprese possono compensare le emissioni di CO2 in maniera flessibile, attraverso misure realizzate in Svizzera e all'estero, per raggiungere l'obiettivo climatico della Svizzera (meno 20% entro il 2020).

- A seguito delle lacune di approvvigionamento che incombono in Europa, il tasso d'importazione è mantenuto ad un basso livello. La Svizzera si sforza di stipulare degli accordi sull'elettricità per migliorare la pianificazione (approvvigionamento e prezzo).

- L'opzione dell'energia nucleare viene mantenuta, in particolare nell'ottica della sua evoluzione tecnologica. Non appena si sarà stabilito uno scenario sullo sviluppo futuro dell'energia nucleare, sulle tecnologie disponibili nel settore delle energie rinnovabili e sul loro potenziale - nonché sulle misure tendenti ad aumentare l'efficienza - sarà possibile adottare decisioni politiche con la partecipazione degli elettori.

Contatto:

Angelo Geninazzi
Responsabile economiesuisse per la Svizzera italiana
Telefono: 079 383 79 13
E-Mail: angelo.geninazzi@economiesuisse.ch



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