Bundesamt f. Umwelt, Wald und Landschaft

Il Consiglio federale invia in consultazione la tassa sul CO2

      Berna (ots) - Il Consiglio federale intende adottare misure
supplementari per realizzare gli obiettivi di politica climatica
stabiliti dalla legge. Il Governo invia in consultazione quattro
varianti, di cui tre prevedono l'introduzione di una tassa sul CO2,
e una variante con il "centesimo per il clima", quale provvedimento
volontario, riscosso sui carburanti. Il Consiglio federale ha deciso
di inviare dette varianti in consultazione il prossimo autunno. La
variante che il Governo proporrà concretamente al Parlamento
dipenderà dal responso della consultazione ma anche dalle soluzioni
adottate in altri Paesi europei e dalla concorrenzialità
dell'economia svizzera. Le decisioni definitive saranno prese in
seguito alla valutazione dei risultati emersi dalla consultazione.

      Gli esperti del clima prevedono per la fine del secolo un
riscaldamento globale tra 1,4 e 5,8°C, riconducibile, allo stato
delle conoscenze attuali, soprattutto al massiccio aumento delle
emissioni di gas a effetto serra (in particolare del CO2). È molto
probabile che tale fenomeno climatico si manifesterà con maggior
frequenza anche alle nostre latitudini, attraverso eventi estremi
quali giornate caldissime e forti precipitazioni. In Svizzera
dovrebbero aumentare le zone minacciate da frane e inondazioni. Per
limitare gli effetti del riscaldamento climatico, la comunità
internazionale degli Stati ha elaborato nel 1997 il cosiddetto
Protocollo di Kyoto. Detto Protocollo, ratificato nel frattempo
anche dal nostro Paese, prevede per il quadriennio 2008-2012 una
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'8 per cento
rispetto al 1990. Il punto centrale della politica climatica
svizzera è costituito dalla legge sul CO2 approvata dal Parlamento.
Le più recenti previsioni in materia di CO2 rivelano che le misure
adottate finora in Svizzera non sono sufficienti per raggiungere gli
obiettivi della legge sul CO2 entro il 2010. Senza l’adozione di
ulteriori provvedimenti, rispetto al 1990 le emissioni di CO2
verrebbero ridotte complessivamente appena del 3,8 per cento, contro
il 10 per cento stabilito dalla legge. Il divario rispetto agli
obiettivi è ancora notevole per quanto riguarda i carburanti ed i
combustibili (cfr. scheda tecnica 1). La legge prevede che il
Consiglio federale è tenuto a introdurre la tassa sul CO2 se gli
obiettivi di politica climatica non possono essere realizzati. Una
volta introdotta la tassa, è poi compito del Parlamento approvare le
relative aliquote. Il Consiglio federale ha apprezzato gli sforzi di
riduzione delle emissioni di CO2 compiuti volontariamente
dall'economia. Accordi sugli obiettivi sono sinora stati stipulati
con il DATEC da oltre 600 aziende, 300 delle quali vogliono essere
esonerate dal pagamento di un’eventuale tassa futura. Il Governo
constata però che le misure adottate dall'economia sono ancora
insufficienti per rispettare quanto prescritto dalla legge. Il
Consiglio federale ritiene pertanto che sia necessario agire. Nella
procedura di consultazione, che sarà avviata il prossimo autunno,
intende esaminare la fattibilità delle diverse varianti, le quali
prevedono l'introduzione di una tassa sul CO2 come pure di un
"centesimo per il clima" riscosso sui carburanti. Una delle ragioni
a favore del prelievo della tassa sul CO2 sono anche gli sforzi
compiuti sinora dall'economia. La tassa sul CO2 è l'unico strumento
per evitare che vengano punite quelle aziende che hanno già adottato
provvedimenti volontari contro le emissioni di CO2. Oggetto di
discussione sono le seguenti varianti: 1. Introduzione di una tassa
sul CO2 su combustibili e carburanti. Per la tassa sui combustibili
è previsto un importo di circa 9 centesimi al litro, calcolato in
riferimento all’olio da riscaldamento "extra leggero", mentre la
tassa sui carburanti sarà dapprima di 15 centesimi al litro, e in un
secondo tempo verrà fissata tra i 20 ed i 30 centesimi al litro.

    2. Introduzione di una tassa sul CO2 moderata su carburanti e combustibili, i cui proventi verrebbero in parte destinati all'acquisto di certificati d'emissione all'estero. L'aliquota sui carburanti sarebbe limitata a 15 centesimi (invece dei 30 previsti alla variante 1). L’uso parzialmente vincolato degli introiti comporterebbe una revisione della legge sul CO2.

    3. Introduzione, per ora solo nel settore dei combustibili, di una tassa sul CO2 dell’ammontare di 9 centesimi al litro, calcolato in riferimento all’olio da riscaldamento "extra leggero". Nel settore dei carburanti si ricorrerà invece, a titolo sperimentale, ad un provvedimento volontario: il "centesimo per il clima". La tassa sul CO2 rimane un’opzione da adottare qualora il "centesimo per il clima" non produca i risultati auspicati.

    4. Introduzione di un "centesimo per il clima" sui carburanti. Gli introiti devono finanziare le misure adottate nel settore dei combustibili e dei carburanti. Si rinuncia per il momento alla tassa sul CO2 puntando invece ancora sul provvedimento volontario del "centesimo per il clima". La tassa sul CO2 rimane un’opzione da adottare, qualora detto provvedimento non produca i risultati auspicati. La tassa sul CO2 non è un'imposta, ma una tassa d'incentivazione, i cui proventi devono essere restituiti alla popolazione e all'economia. Per contro, il "centesimo per il clima" è un provvedimento volontario, i cui proventi sono destinati alla promozione di misure efficienti e parsimoniose dal punto di vista energetico e all'acquisto di certificati d'emissione all'estero. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare un relativo progetto e di inviarlo in consultazione il prossimo autunno. In particolare andranno illustrate le ripercussioni a livello finanziario, economico e di politica climatica delle diverse varianti. L’ulteriore procedura da seguire sarà decisa dal Governo sulla base dei risultati della consultazione.

Computo delle misure di riduzione realizzate all'estero


Con o senza "centesimo per il clima": la legge sul CO2 dà al
Consiglio federale la facoltà di computare, ai fini del
raggiungimento degli obiettivi fissati, anche le misure di
riduzione realizzate all’estero. Il Governo intende avvalersi di
tale facoltà e fissare le relative condizioni quadro in un’apposita
ordinanza, che dovrà prevedere nel dettaglio i seguenti punti:

•              requisiti concernenti la qualità e la certificazione dei
provvedimenti di riduzione del CO2  adottati all’estero;


•              quota attribuita ai provvedimenti adottati all’estero
("supplementarità");

    • quota attribuita ai provvedimenti sui combustibili ai fini del raggiungimento dell’obiettivo fissato per i carburanti.

    Il Consiglio federale intende approvare contemporaneamente sia l’ordinanza concernente il computo delle riduzioni delle emissioni ai fini del raggiungimento degli obiettivi della legge sul CO2 sia la variante adottata.

Berna, 11 giugno 2004

DATEC Dipartimento federale dell' ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Servizio stampa

Informazioni: Servizio stampa DATEC, 031 322 55 11 Philippe Roch, direttore dell’UFAFP, 079 277 51 88 Bruno Oberle, vicedirettore dell’UFAFP, 079 687 11 65 Arthur Mohr, capo divisione Economia e ricerca UFAFP, 079 687 11 69 Allegati Scheda tecnica 1: Tassa sul CO2 e centesimo per il clima Scheda tecnica 2: Protezione del clima in Svizzera: misure Scheda tecnica 3: Terminologia relativa alla legge sul CO2



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