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Radiografie orali: quando è necessario, ma senza esagerare

Radiografie orali: quando è necessario, ma senza esagerare
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Berna (ots)

Le radiografie odontoiatriche sono un'importante procedura diagnostica, che permette di individuare tempestivamente i danni ai denti e ai tessuti del cavo orale. Sebbene le tecniche radiologiche utilizzate in medicina dentaria espongano i pazienti a una dose ridotta di radiazioni, i dentisti SSO ricorrono ai raggi X osservando rigorosamente il seguente principio: quando è necessario, ma senza esagerare!

Molti danni ai denti e ai tessuti del cavo orale hanno origine in punti nascosti. A occhio nudo è praticamente impossibile valutare lo stato degli spazi interdentali e delle parti dei denti ricoperte dalla gengiva. Grazie alle radiografie, invece, il dentista riesce a identificare per tempo eventuali danni, per esempio una carie, una parodontite, un'infezione radicolare, nonché a riconoscere le cause di un ascesso, di una ciste, oppure a localizzare un dente del giudizio nascosto.

Molti pazienti hanno delle riserve nei confronti delle onde elettromagnetiche utilizzate in radiologia. In effetti, dosi elevate di radiazioni possono provocare danni ai tessuti. Tuttavia, le tecniche radiologiche utilizzate in medicina dentaria espongono i pazienti a dosi ridotte di radiazioni. Basta citare alcuni dati: anche se le radiografie odontoiatriche rappresentano il 42% di tutte le radiografie eseguite in campo medico nel nostro Paese, esse sono responsabili solo dello 0,7% dell'esposizione annuale totale ai raggi X. Negli ultimi anni, questa esposizione ai raggi in ambito odontoiatrico è costantemente diminuita grazie all'uso di pellicole radiografiche molto sensibili e alla sempre maggiore diffusione delle apparecchiature digitali.

Ciononostante, a scadenza regolare si torna a parlare dei danni potenziali delle radiografie orali: lo scorso mese di aprile, per esempio, uno studio condotto in America ha nuovamente messo in allarme i pazienti. Secondo i ricercatori americani, infatti, potrebbe esserci un nesso tra un uso frequente di radiografie odontoiatriche e l'insorgenza di un tumore benigno del cervello, il meningioma. Anche se è lecito sollevare dubbi sulle modalità con cui sono stati raccolti i dati per lo studio in questione (i ricercatori si sono basati sulle interviste ai pazienti e non sulle anamnesi), la SSO prende sul serio eventuali rischi e raccomanda quindi ai propri membri di eseguire radiografie sui pazienti solo su indicazione comprovata e solo se strettamente necessario. Durante le radiografie, inoltre, i medici SSO adottano tutte le misure del caso, in modo da esporre il meno possibile i pazienti e il personale ai raggi X. Per l'esercizio di un impianto a raggi X, i dentisti devono disporre dell'apposita licenza rilasciata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il titolare della licenza deve inoltre superare un esame federale di radioprotezione. Secondo le disposizioni in materia, chi possiede un impianto a raggi X deve eseguire regolarmente determinate procedure, per esempio il controllo di stabilità una volta alla settimana e, a scadenze regolari, una revisione da parte di un esperto, in modo da garantire il perfetto funzionamento dell'impianto.

I medici dentisti SSO ricorrono ai raggi X osservando rigorosamente il seguente principio: quando è necessario, ma senza esagerare! Le radiografie odontoiatriche rappresentano una procedura diagnostica a bassa dose di radiazioni, che oggigiorno è praticamente imprescindibile per effettuare una diagnosi precoce di determinate patologie.

Contatto:

Felix Adank
Servizio stampa e d'informazione SSO
Tel.: +41/31/310'20'80

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