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Manuel Ros: "In Italia Non Ci Sara' Mai Sviluppo Sociale Per via Della Dilagante Invidia E Cattiveria"

Lugano (ots) - "La gelosia fa da padrone, in Italia non c'e piu' posto per i buoni, i moralisti sono i primi invidiosi, se non si lavora su la reciproca educazione sociale nel Paese rimarranno solo coloro che avranno la critica da offrire"

L'imprenditore in occasione della riunione tenutasi presso l'IFB Conference a Londra, si esprime con una lunga riflessione relativa allo sviluppo sociale, "La mentalita' di un popolo e' il vero DNA di un Paese da cui ne derivano usi e costumi, gli italiani sono sempre stati un esempio ma ad oggi hanno in parte smesso di pensare, creando un fenomeno che si avvita su se stesso, l'italiano e' conosciuto nel mondo per la mentalita' raffinata capace di divulgare il sapere che ci ha sempre contraddistinto, i nostri avi hanno insegnato che migrando e rimanendo uniti si possono attraversare gli oceani, piu' i momenti sono difficili e piu' ci si dovrebbe supportare reciprocamente per uscirne meglio".

"Invece non e' piu' cosi, ad oggi la massa ha mentalmente perso davanti alla crisi economica, la sola reazione che la mentalita' italiana ha prodotto e' l'invidia e la cattivera sociale, oggi in Italia se sei bravo, vieni criticato a priori, se hai successo sei catalogato come un criminale, un evasore o comunque qualcuno poco raccomandabile, difficilmente si riconosce le reali capacita' delle persone, molti avendo una vita infelice e sapendo di non averne la soluzione, provano piacere a provocare guai o vedere terzi soffrire, si e' perso il valore dell'unione e del rispetto, non si crede piu' nella genuinita' dei risultati e delle reali abilita' umane, e' impressionante come possano ancora esistere persone capaci di pensare che dietro ad un risultato positivo possa esistere solo fortuna o cose mal fatte, l'aspetto cusioso e' che spesso costoro sono i primi a non aver mai fatto nulla nella vita".

"Nel mio Paese, per alcuni versi la mentalita' e' a scomparti, talvolta assurda, se ad un certo momento tu hai un incidente, tutto il resto della tua vita sarai ricordato, visto e giudicato come colui che anni prima ha avuto un incidente nonche' capace solo di reiterare il medesimo, e' rara la capacita' d'analisi di capire che uno possa anche non essere quello dell'incidente ma bensi' essere diverso, avere buone abilita' ed aver avuto appunto solo un incidente, in un'attimo viene cancellato il tuo passato, i tuoi sacrifici, i tuoi valori, la tua educazione, le tue esperienze ed il tuo sapere, vieni disarmato della tua identita', di fatto in parte la mentalita' e' ormai cosi corrosa che non e' riconosciuta la definizione del termine identita'".

"E' per me inspiegabile come facciano taluni a trovare le costanza nel voler assolutamente indagare e vivere nella vita altrui, nel dover parlar male senza perdere occasione, senza nemmeno sapere e conoscere, esiste un evidente accanimento gratuito contro tutto e tutti associato ad una tangibile depressione sociale che ha trasformato un Paese sociale in una sorta di arena romana, se le stesse energie impiegate per sparlare, criticare ed insultare, fossero canalizzate per favorire una reciproca collaborazione nell'applicazione delle soluzioni necessarie a risolvere i reali problemi, tutti ne trarrebbero un sano vantaggio".

"Ormai molti vivono di speranza, si ricerca la realizzazione in cose futili, pochi accettano di essere se stessi, la comunita' in parte ha come riferimento i social media responsabili talvolta di una cattiva comunicazione vissuta dagli utenti come simbolo di sfida a chi e' piu' famoso e ricco, chi fa il viaggio piu' bello, si tende ad agire non per se stessi ma per mostrare, provocando la tendenza ad imitare per essere colui che si vorrebbe diventare, la gelosia e' parte del DNA divenuta la sorgente di pura cattiveria, di rado si leggono messaggi di complimenti e di buon auspicio sui profili delle persone che vantano un successo, al contrario si leggono ondate d'insulti, parole forti ed affermazioni spesso non vere ma frutto del sentimento di malessere nato dalla corrosiva invidia verso coloro che invece non seguono tale filone culturale e vanno avanti nella concretizzazione dei personali obiettivi".

"A tratti scarsa e' la lucidita' nel capire che nessuno e' nato con tutti i progetti gia' realizzati e tantomento nessun risultato si concretizza da se, si tralascia la base del ragionamento che comunque sia, dietro una realizzazione anche non condivisa, esiste una storia ed un impegno che deve essere rispettato e riconosciuto, invece purtroppo in Italia chi si guadagna i soldi con il lavoro o semplicemente perche' se li gode come meglio crede, viene a priori criticato e descritto come un immorale ladro evasore criminale, chi ha un carisma che lo porta ad essere un volto noto, si vede insultare e denigrare, ignorare i meriti non aiuta nessuno, una visione produttiva dovrebbe invece avvicinare chi non riesce a chi invece l'ha gia' fatto, solo cosi' ci sarebbe uno scambio del sapere a vanaggio di tutti coloro che non sono ancora arrivati alla meta prefissata, data la situazione bisognerebbe che gli italiani in generale mutassero la mentalita' e la smettessero di vivere guardando la vita degli altri per criticare".

"Solo in Italia si vedono ancora certe cose, la comunicazione non ha piu' limiti ma manca l'analisi, si tende ad ascoltare ma non a ragionare, io ho dovuto andarmene per avere successo, in Italia non sarei mai arrivato ad ottenere nemmeno parte dei miei risultati, la crisi non ha tutte le colpe, parte sono della mentalita' d'invidia ormai radicata nei neuroni della comunita' mascherata da un falso moralismo che non permette l'unione ed il reciproco supporto, per essere uniti serve un sentimento di armonia umana che non esiste piu', l'ignoranza sociale ha preso il controllo, prima di pensare bene, si pensa subito male, in Italia bisogna continuamente giustificarsi di essere semplicemente se stessi, del perche' si fa una scelta quando in realta' non si chiede nulla a nessuno, si deve avere paura d'acquistare l'auto gradita o d'andare nel ristorante preferito".

"All'estero una persona che ha avuto dei risultati od una dissaventura ha piu' valore e considerazione, viene ritenuta piu' esperta e quindi credibile, solo in Italia la mentalita' obbliga a giustificare il proprio successo o status per tutta la vita, ogni nuova sana intraprendenza rischia di essere annullata da un evento di anni addietro, ecco che una mentlita' del genere non puo' favorire nessun miglioramento sociale necessario ad una evoluzione economica che metterebbe fine all'invidia dilagante tra il popolo, ogniuno avrebbe maggiori possibilita' di raggiungere i propri obbiettivi e dunque vivere meglio con se stessi smettendo di guardare gli altri".

"Tale comportamento pregiudica anche un integrazione con popoli esteri che non apprezzano essere circondati da persone caratterizzate dall'attuale mentalita' italiana, ecco perche' prima di consigliare a giovani di andare all'estero si dovrebbe insegnare loro ad abbandonare il sentimento d'invidia e cattiveria che li aggredisce in Italia evitandogli di avere insuccesso all'estero perche' cosi facendo verrebbero rigettati immediatamente dai popoli che invece hanno saputo vestire una mentalita' che li ha portati al successo".

Contatto:

Jason Wilford



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