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Consegna delle lettere-petizione contro l'imbroglio Diesel: 7'200 Cittadini chiedono alla Presidente Leuthard di finalmente intervenire

Consegna delle lettere-petizione contro l'imbroglio Diesel: 7'200 Cittadini chiedono alla Presidente Leuthard di finalmente intervenire
Evi Allemann, Presidente ATA, alla consegna delle lettere-petizione contro l'imbroglio Diesel / Testo complementare con ots e su www.presseportal.ch/fr/nr/100059898?langid=4 / L' utilizzo di quest'immagine è gratuito per scopi redazionali. Pubblicazione sotto indicazione di fonte: "obs/VCS Verkehrs-Club der Schweiz/ATA/Julia Heiri"

Berna (ots) - In una lettera-petizione 7'200 Cittadine e Cittadini chiedono alla Presidente della Confederazione Doris Leuthard di finalmente intervenire contro la scandalo Diesel e di introdurre subito test dei gas di scarico più severi per tutte le nuove automobili. L'ATA Associazione traffico e ambiente, la Federazione romanda dei consumatori (FRC) e i Medici per l'ambiente (MpA) hanno oggi inoltrato le lettere alla Cancelleria federale. Chiedono a Doris Leuthard: da subito le autorità devono ammettere alla circolazione solo vetture Diesel che rispettano la più severa norma Euro 6 d Temp per i gas di scarico. Inoltre, le auto Diesel già in circolazione devono essere tecnicamente aggiornate.

La nuova norma Euro 6 d Temp per i gas di scarico controlla il rispetto dei limiti per le emissioni nocive con un test su strada - e non come finora in laboratorio. Finora la nuova norma per i gas di scarico dovrebbe però valere solo per i nuovi modelli, immessi sul mercato dopo il 1° settembre 2017. Tutte le altre nuove vetture Diesel già ottenibili in Svizzera dovrebbero invece rispettare la nuova norma solo dopo un periodo di transizione di due anni. ATA, MpA e FRC chiedono l'abolizione di questo periodo di transizione. La ragione: auto Diesel nuove di fabbrica superano, in media, di cinque volte il limite per gli ossidi d'azoto. Singole vetture Diesel emettono su strada persino 18 volte più ossidi d'azoto rispetto a quanto sarebbe permesso. Se la norma Euro 6 d Temp per i gas di scarico valesse solo fra due anni, sulle strade svizzere verrebbero immesse fino a 250'000 auto Diesel con emissioni di ossidi d'azoto eccessive.

Evi Allemann, Presidente dell'ATA e Consigliera nazionale PS, non può accettarlo: «Il periodo di transizione di due anni fino all'introduzione dei test su strada per tutte le nuove vetture è una farsa. Così solo una parte molto piccola dei nuovi veicoli Diesel dovrebbe passare i nuovi test sui gas di scarico - per tutti gli altri varrebbero i test inefficienti applicati finora. Non può essere». La risposta del Consiglio Federale alla mozione Allemann, che esige dei test anti-inquinamento più severi, è troppo timida e insoddisfacente. Purtroppo, il Consiglio Federale non è pronto ad utilizzare gli strumenti di cui dispone al fine di proteggere l'ambiente e la popolazione contro le resistenze dell'UE.

«Equipaggiare invece di rottamare»

Le nuove vetture e l'indecente periodo di transizione sono un lato del problema. L'altro sono tutte le vetture diesel taroccate già in circolazione: «Noi chiediamo di equipaggiarle a posteriori invece di rottamarle. L'hardware di queste auto deve essere completato tecnicamente dai produttori, in modo che rispettino i valori limite per gli NOx anche nel traffico quotidiano», sottolinea la dottoressa Bettina Wölnerhanssen dei Medici per l'ambiente. «Offerte di riacquisto sono fumo negli occhi. Vogliono solo favorire l'acquisto di nuove vetture ancore più potenti, i cui valori dei gas di scarico sono anch'essi truccati. Questo con l'ecologia non ha nulla a che vedere. È ora che il Consiglio federale dia più importanza alla salute della popolazione che agli interessi delle case automobilistiche.»

Sophie Michaud Gigon, Segretaria generale della Fédération romande des consommateurs FRC, si aspetta che le consumatrici e i consumatori siano meglio protetti: «I clienti sono ingannati dall'industria dell'auto. Il nostro sistema giuridico rende molto arduo alle consumatrici e ai consumatori difendersi da una grande azienda, come per esempio la Volkswagen. Questo non è corretto. Perciò, nell'interesse dei consumatori, la Svizzera deve fare in modo che queste automobili da subito non siano più importate.»

Contatto:

Filippo Rivola, Coordinatore Politica dei trasporti ATA,
Tel. 076 33 99 640, filippo.rivola@ate.ch



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