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Società svizzera degli impresari costruttori: I controlli paritetici sono le migliori misure d'accompagnamento

Zurigo (ots) - La Società svizzera degli impresari costruttori tira un sospiro di sollievo di fronte all'ultimo rapporto FlaM della SECO. Il rapporto mostra come nel 2012 i controlli delle condizioni salariali e lavorative abbiano funzionato bene malgrado l'assenza di un CNM di obbligatorietà generale. Non è certo un fatto scontato, se si pensa che nel settore dell'edilizia principale si registrano - con 71'000 franchi l'anno per i muratori e 57'000 franchi per gli operai non qualificati - i salari minimi più alti fra gli artigiani che lavorano in Svizzera.

Il rapporto pubblicato questo venerdì dalla SECO, la Segreteria di Stato dell'economia, concernente l'attuazione delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone (rapporto FlaM) evidenzia chiaramente che il dumping salariale esercitato nei confronti della manodopera straniera distaccata in Svizzera è fortemente sopravvalutato nel dibattito politico. Di fatto si tratta di un fenomeno che interessa una parte molto esigua del mercato del lavoro svizzero. «A livello nazionale stiamo facendo una discussione su un ipotetico devastante ago nel pagliaio», ha osservato Jean-Pierre Grossmann, membro della Commissione paritetica svizzera d'applicazione e del Comitato del fondo paritetico d'applicazione per l'edilizia principale, in occasione della conferenza stampa indetta dalla SECO a Berna.

L'adempimento del contratto collettivo di lavoro nell'edilizia principale, il cosiddetto CNM edilizia, viene monitorato da 26 commissioni paritetiche. Questi organi si compongono in misura paritetica da rappresentanti dell'imprenditoria e del mondo sindacale. Poiché di regola il CNM ha obbligatorietà generale per l'intero settore, le commissioni paritetiche sono pure legittimate a controllare tutte le aziende operative nell'edilizia principale - anche le aziende non affiliate alle associazioni CCL. Tuttavia, data l'assenza per l'intero 2012 di un CCL di obbligatorietà generale, le commissioni paritetiche hanno potuto controllare unicamente le aziende affiliate.

Di conseguenza, nel 2012 il numero dei controlli effettuati si è nettamente assottigliato rispetto al 2011. Comunque anche nel 2012 l'edilizia principale è stato uno dei settori meglio sorvegliati. Circa un quinto delle aziende e delle persone controllate in termini di manodopera distaccata riguardava l'edilizia principale. Calcolato che buona parte dei controlli avviene solo se si sospetta una violazione, la quota delle presunte irregolarità può dirsi moderata. Vi si aggiunge il fatto che le statistiche della SECO non fanno distinzioni in funzione della gravità delle presunte violazioni e della qualità dei singoli contratti collettivi di lavoro.

Pertanto nell'edilizia principale alcune piccole disattenzioni, che nella maggior parte degli altri settori sono ben lungi dall'essere ritenute inammissibili, vengono classificate come violazioni. Di fatto il CNM edilizia, con salari minimi CCL di 71'000 franchi per muratori e di 57'000 franchi per operai non qualificati, si posiziona in parte notevolmente al di sopra dei valori di confronto degli altri CCL in campo artigianale. Inoltre la statistica indica chiaramente che la maggior parte delle infrazioni, ritenute tali in una prima fase, nel corso della procedura si rivelano inesistenti; in base a questi dati solo un terzo delle presunte violazioni si traducono effettivamente in multe convenzionali.

Il 2012 è stato comunque un anno difficile per l'edilizia principale. Malgrado ripetute proposte della Società degli impresari costruttori i sindacati si sono rifiutati di prorogare il CNM oltre il 2011. Anche una petizione che ha raccolto l'adesione di 24'000 lavoratori edili e che sosteneva l'offerta della Società impresari costruttori è rimasta priva d'effetto. Nel corso del 2012 si è quindi verificata, per ben tre mesi, una situazione priva di basi contrattuali. In seguito, quando il CNM è tornato in vigore a partire dal 1° aprile, alla SECO non è bastato per dichiarare la generale obbligatorietà del contratto ancora nel 2012.

La Società svizzera degli impresari costruttori lancia con urgenza un appello ai sindacati, affinché in futuro prendano sul serio i segnali delle maestranze volti a impedire uno stato di assenza contrattuale. La SSIC invita la SECO ad accelerare la procedura di conferimento del carattere di obbligatorietà generale. Questo perché solo sulla base dell'obbligatorietà generale il sistema, ben funzionante, dei controlli paritetici può continuare a esprimere la propria totale efficacia nel settore dell'edilizia principale.

Contatto:

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E-Mail: werner.messmer@messmer.ch

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Martin A. Senn, vicedirettore SSIC
Responsabile Politica + comunicazione
Tel: +41/44/258'82'60
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