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Iniziativa popolare "Sovranità del popolo senza propaganda di governo": Lancio della campagna referendaria sotto il titolo di "libera opinione"

Zurigo (ots) - Il 1° giugno 2008 l'iniziativa, presentata circa quattro anni or sono, sarà sottoposta a votazione popolare (referendum). Marted" 8 aprile i suoi promotori riunitisi a Berna si sono dichiarati fiduciosi. La problematica della presa d'influenza delle autorità sulla formazione della volontà è riconosciuta nella sua sostanza. Negli ultimi anni il tema è stato ripetutamente affrontato anche dai media. A suscitare l'irritazione dei promotori dell'iniziativa è soprattutto la sempre maggiore frequenza con cui i consiglieri federali intervengono nella campagna referendaria vera e propria. Tutto ciò non ha più nulla a che vedere con il fatto che il popolo deve conoscere la posizione del Consiglio federale in merito a un determinato disegno di legge. Intervenendo nella campagna elettorale, il Consiglio federale si trasforma in avversario di una parte della popolazione, favorendo in ultima analisi anche il processo di polarizzazione osservato negli ultimi anni. L'iniziativa popolare "Sovranità del popolo senza propaganda di governo" esige un'informazione tempestiva, completa ed equa dei cittadini aventi diritto di voto che dovrà tuttavia concludersi al più tardi entro il termine della fase di dibattito parlamentare. Nel corso della successiva campagna referendaria l'iniziativa esige invece maggiore riservatezza da parte del Consiglio federale e dell'Amministrazione nonché il rispetto dei principi dello Stato di diritto. Durante questo lasso di tempo, il Consiglio federale dovrà limitarsi alle informazioni contenute nell'opuscolo informativo e a un breve comunicato alla popolazione, diffuso tramite la radio o la televisione come avviene già oggi. La trasparenza costerebbe meno È difficile fornire dati attendibili relativi alle spese di comunicazione sostenute dalla Confederazione. Sebbene da alcuni anni vengano pubblicate cifre comprese tra 60 e 80 milioni di franchi all'anno, queste non includono tuttavia le attività previste dalla legge, fra cui ad esempio le spiegazioni relative al testo di legge sottoposto a votazione e le traduzioni. Secondo le informazioni fornite dalla Commissione della gestione del Consiglio degli stati il 13 ottobre 2006, altri 140 milioni di franchi dei contribuenti vengono sborsati ogni anno per i circa 2'400 incarichi conferiti ad agenzie esterne per l'attività di lobby e per influenzare i decisori politici - un'informazione trasparente sarebbe senz'altro più economica, poiché diversamente dall'influenza esercitata sui cittadini non causerebbe praticamente alcun costo. I cittadini aventi diritto di voto vanno presi sul serio Il sistema politico svizzero prevede che gli aventi diritto di voto si pronuncino sui progetti di legge come partner paritetici dei parlamenti. Questo diritto sancito dalla costituzione deve essere rispettato anche dalle autorità. Non è accettabile che nel nome dell'informazione la formazione della volontà venga influenzata in misura tale da far s" che le decisioni vengano semplicemente ricalcate. L'intervento delle autorità durante una campagna referendaria è ammissibile soltanto in casi eccezionali, ma non per spingere i votanti ad accettare o respingere un disegno di legge. La prassi di successo adottata per decenni e ripresa dall'iniziativa che prevede la suddivisione in un primo periodo fino alla conclusione dei dibattiti parlamentari e in una seconda fase di campagna referendaria vera e propria contribuirà ad assicurare un'informazione più oggettiva. Il Consiglio federale à dalla parte dei meno abbienti? L'affermazione, fatta principalmente dalle cerchie socialiste, secondo cui i promotori dell'iniziativa lavorerebbero per conto dei più abbienti è ritenuta del tutto assurda dal presidente Markus Erb. "Difficilmente il Consiglio federale si schiera dalla parte delle persone finanziariamente più deboli, visto che nel caso della legge sul mercato dell'energia elettrica, ad esempio, ha dimostrato di andare a braccetto con l'economia". Anche per quanto concerne il sostegno alla propria iniziativa, Erb vede le cose in modo spassionato. Finora nessun partito o organizzazione politica ha deciso di sostenere l'iniziativa. Un'incredibile controproposta Secondo i promotori dell'iniziativa, la controproposta non costituisce un'alternativa. Essa sostiene una corrente politica completamente diversa ed esprime pertanto una visione differente delle cose. Cos", essa esige ad esempio che il Consiglio federale informi costantemente, ossia anche nel corso della campagna referendaria vera e propria. È prevedibile che in una simile eventualità la comunicazione debordante dell'esecutivo diverrebbe onnipresente e che attingendo alle casse dello Stato verrebbero stanziate risorse illimitate per la formazione della volontà dei votanti. L'obbligo della controproposta secondo cui il Consiglio federale non avrebbe il diritto di sostenere una raccomandazione che diverga da quella dell'Assemblea federale, equivarrebbe invece a mettere la museruola al Consiglio federale. A prescindere da tutto ciò verrebbe inoltre violato anche il principio della divisione dei poteri fra esecutivo e legislativo. Tutti i documenti contenuti nel dossier destinato ai media sono disponibili anche in formato elettronico sul sito web www.libera-opinione.ch, "Media" ots Originaltext: Associazione "Cittadini per i cittadini" Internet: www.presseportal.ch Contatto: Dr. Markus Erb, Presidente dell'Associazione "Cittadini per i cittadini" Casella postale 149 6965 Cadro Tel.: +41/44/350'14'71

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