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La SRG SSR risparmia altri 40 milioni di franchi

Bern (ots) - Dopo un primo pacchetto di risparmi di 20 milioni di franchi messo in atto nel 2015 a causa della diminuzione delle entrate pubblicitarie, la SSR risparmierà altri 40 milioni. Due i motivi all'origine di questa misura: l'IVA e l'aumento della quota parte dei proventi del canone destinati alle emittenti regionali.

Il Tribunale federale ha deciso nel mese di aprile che chi è assoggettato al canone non deve più versare l'IVA (da qui la diminuzione della tassa annua di ricezione da 462 a 451 franchi). D'ora in poi la SSR dovrà pagare l'IVA con mezzi propri: a questa conclusione la Confederazione è giunta dopo un approfondito esame. Ciò le costa annualmente 35 milioni di franchi.

La nuova Legge federale sulla Radiotelevisione prevede che la quota parte della tassa di ricezione destinata alle emittenti locali e regionali aumenterà dall'attuale 4% al 6%. Quando a metà 2016 la revisione della Legge entrerà in vigore, queste reti radio e canali televisivi privati dovranno ottenere rapidamente maggiori mezzi, come recentemente annunciato dall'UFCOM. Ciò riduce le entrate della SSR.

Di conseguenza il budget della SSR si ridurrà mediamente - nel 2016 e negli anni successivi - di circa 40 milioni di franchi annui. SRF contribuisce al risparmio con 12 milioni, RTS con 8.5 milioni, RSI con 5.5 milioni. RTR partecipa con 600 000 franchi e Swissinfo con 200 000 franchi. La Direzione generale e la Business Unit Sport (BUS) risparmiano insieme 8.5 milioni di franchi. Circa 4.5 milioni devono essere tagliati a livello nazionale e su progetti sovraregionali.

Un gruppo di lavoro diretto dal Direttore delle Finanze Beat Grossenbacher, nel quale sono rappresentate tutte le regioni linguistiche, definirà le singole misure. Sono molto probabili tagli nel programma e ai posti di lavoro. La SSR consulterà il partner sociale SSM per mettere a punto un piano sociale.

«Le misure che si prospettano devono essere applicate in modo trasparente, corretto e coerente», scrive il Direttore generale Roger de Weck in una lettera a tutte le collaboratrici e i collaboratori, aggiungendo che «la SSR ha la responsabilità e il dovere di affrontare con decisione sia le sfide finanziarie sia la rivoluzione digitale in atto nei media».

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