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Sport e una bella sudata per scacciare l'influenza primaverile possono avere ripercussioni sul cuore
Consigli della Fondazione Svizzera di Cardiologia

Berna (ots) - È possibile che una «bella sudata» dovuta a un duro allenamento fisico si porti via i germi della malattia? Per quanto consigliato, rimane comunque pericoloso. Chi lo fa rischia in casi estremi un'infiammazione del muscolo cardiaco. Per il bene del cuore la Fondazione Svizzera di Cardiologia consiglia pertanto: durante e dopo un raffreddore con febbre o un'influenza primaverile evitare l'allenamento.

L'imminente primavera risveglia il desiderio di riprendere con maggiore intensità l'allenamento fisico dopo il lungo inverno. Improvvisamente però il naso comincia a colare, gli arti diventano doloranti, si sente un prurito alla gola e il corpo si indebolisce. Dimostrarsi forti in questo momento e voler rimettersi in salute con lo sforzo fisico e una «bella sudata» sarebbe rischioso. Lo sport è infatti salutare e rinforza il cuore, tuttavia solo se il corpo è in forma. Nel caso estremo, a causa del sovraccarico fisico i virus possono colpire il muscolo cardiaco e provocare un'infiammazione, ovvero una miocardite. È difficile valutare quanto spesso ciò avvenga, poiché i segnali sono difficilmente riconoscibili. «Le persone colpite si sentono spossate, lamentano talvolta sintomi come tachicardia, aritmia o persino vertigini. Tuttavia alla fin fine tutti questi disturbi sono generici», così il Dott. Christian Marc Schmied, responsabile dell'ambulatorio cardiologico e del reparto di cardiologia sportiva dell'Ospedale Universitario di Zurigo, descrive la malattia. In ogni caso non la si deve mai sottovalutare: nella forma più violenta può essere letale in pochi giorni. Nel 2-5 percento di sportivi - soprattutto giovani - vittime di morte per arresto cardiaco è individuabile come causa una miocardite. Con il suo decorso insidioso, questa patologia può indebolire definitivamente il cuore. Chi pratica sport con una miocardite si espone inoltre al rischio acuto di sviluppare disturbi del ritmo cardiaco molto pericolosi. Qualora sia diagnosticata una miocardite, in base alle direttive mediche va prescritta un'interruzione delle attività sportive per sei mesi.

Curare il raffreddore e l'influenza

Sebbene l'«allenamento nonostante la malattia» non esiga necessariamente un prezzo così elevato, lo specialista in cardiologia sportiva sconsiglia vivamente di correre il rischio. Il consiglio è:

   - In caso di infezione virale delle vie respiratorie o del tratto 
     gastro-intestinale è necessario  aver riguardo del corpo. Ciò a 
     maggior ragione qualora si aggiungano febbre e dolori agli arti 
     e il polso risulti accelerato, oppure quando scoppia una vera e 
     propria influenza. Ogni sforzo - anche con l'home trainer o 
     sulle macchine per l'allenamento muscolare - sarebbe deleterio.
   - Dopo un'infezione con febbre ci si dovrebbe concedere una pausa 
     di riposo dagli allenamenti di almeno 48-72 ore, di una 
     settimana dopo un'influenza.
   - Chi si sente di nuovo bene, non avverte più dolori agli arti e 
     riesce a svolgere normalmente attività quotidiane come salire a 
     piedi un piano di scale senza rimanere senza fiato può 
     ricominciare lentamente con un leggero allenamento di 
     potenziamento. 

Il premio per un comportamento ragionevole: non si rischia di imbattersi subito nella successiva infezione o persino in una pericolosa malattia cardiaca.

«Open window» per virus & Co.

Buon senso e riposo assicurano anche alle persone sane i migliori effetti sul cuore e il rafforzamento delle difese immunitarie. Poiché il cuore e il sistema immunitario prediligono l'attività sportiva nella giusta misura. Chi mette sotto sforzo il proprio corpo troppo a lungo o troppo intensamente si espone ancora di più alle infiammazioni e alle infezioni rispetto ai pantofolai. In effetti, già durante l'attività di preparazione alle gare, i maratoneti si ammalano di infezioni alle vie respiratorie superiori più spesso rispetto alle persone meno attive e dopo una gara impegnativa il rischio di ammalarsi può crescere in misura esponenziale: determinate cellule e anticorpi presenti nel sangue reagiscono infatti in modo sensibile allo stress elevato. Ciò lo si osserva già nei brevi lassi di tempo: è stato provato che durante un duro allenamento, e anche per qualche ora dopo, il sistema immunitario è indebolito e quindi i virus & Co. trovano una finestra aperta per penetrare nell'organismo - la medicina ha coniato appositamente il termine «open window».

«Pertanto chi, dopo un impegnativo allenamento di corsa sale subito in un autobus o su un tram molto affollato, si espone a un elevato rischio di contagio. Dopo l'allenamento è pertanto consigliabile evitare gli assembramenti di persone e attenersi scrupolosamente alle consuete regole di igiene, lavandosi le mani ancora più accuratamente rispetto al solito», spiega il Dott. Christian Marc Schmied. Il suo consiglio personale per il cuore? «Nel corso dell'anno integrare le attività fisiche quotidiane a un regolare allenamento di resistenza. Le persone che già praticano sport possono fare ulteriori attività di potenziamento muscolare, di coordinamento o di movimento e migliorare moderatamente la resistenza. Inoltre, sufficiente sonno e cibi sani con molta frutta e verdura contribuiscono a un comportamento sportivamente sano.»

Il comunicato stampa si può richiamare su www.swissheart.ch/media

Contatto:

Peter Ferloni
Responsabile comunicazione
Fondazione Svizzera di Cardiologia, Berna
Telefono 031 388 80 85
ferloni@swissheart.ch


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