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Conferenza stampa annuale GastroSuisse: La forza del franco e il turismo gastronomico mettono a dura prova l'industria alberghiera e della ristorazione

Berna / Zurigo (ots) - Nel 2014 la popolazione svizzera residente ha speso complessivamente 22.7 miliardi di franchi per consumare cibi e bevande fuori casa. Si tratta dell'1,9 percento in meno rispetto all'anno precedente. Questo è quanto comunicato dall'associazione di categoria GastroSuisse in occasione della sua conferenza stampa annuale a Berna. Il settore risente sensibilmente le conseguenze del turismo gastronomico. Il 36 percento degli svizzeri si recano regolarmente all'estero a mangiare. Ciò corrisponde a una perdita in termini di creazione di valore che si aggira attorno ai quattro miliardi di franchi.

Nel 2014 la popolazione svizzera residente ha speso 22,7 miliardi di franchi per consumazioni fuori casa: il 66,5 percento per alimenti e il 33,5 percento per bevande. Mentre il mercato dei cibi è stagnante, il mercato delle bevande registra una contrazione delle uscite pari a 406 milioni di franchi. Oltre la metà di quanto speso per consumare pasti fuori casa ha riguardato la gastronomia tradizionale. Il ritrovarsi in compagnia e utilizzare il tavolo per i clienti fissi come momento di incontro è apprezzato soprattutto dalla generazione meno giovane, mentre i più giovani consumatori prediligono le consumazioni più veloci e convenienti. La distribuzione delle spese in base alle regioni evidenzia che il consumo fuori casa nei cantoni in cui si trovano grandi centri abitati, come Zurigo, e nei cantoni tradizionalmente turistici, come il Vallese, è particolarmente importante. I vallesani e i zurighesi spendono infatti dal 15 al 19 percento in più rispetto alla media svizzera per le consumazioni fuori casa.

Tuttavia le imprese sono più confrontate con vere e proprie sfide. "Abbiamo iniziato il 2015 con grande slancio", così il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer valuta la situazione. "Poi è arrivato lo choc del franco e il settore ha dovuto incassare un duro colpo." La decisione della Banca nazionale svizzera del 15 gennaio 2015 ha comportato un immediato ulteriore rincaro delle prestazioni del settore e la concorrenza internazionale è peggiorata sensibilmente. "A fronte di questo problema valutario anche le più belle montagne e i paesaggi più suggestivi possono fare ben poco", ha affermato Casimir Platzer.

Considerevole perdita di creazione di valore a causa del turismo gastronomico

Grandi preoccupazioni giungono inoltre dal turismo degli acquisti e soprattutto dal turismo gastronomico. Lo studio commissionato da GastroSuisse all'istituto Link giunge alla conclusione che il turismo gastronomico è una vera tendenza. Il 36 percento degli svizzeri si reca regolarmente e ripetutamente all'estero a mangiare. Il 16 percento dei turisti gastronomici festeggia inoltre sempre di più le ricorrenze e le cerimonie di famiglia all'estero. "È particolarmente problematico", ha spiegato Casimir Platzer, "poiché proprio i più grandi banchetti, gli anniversari o i battesimi assicurano molta clientela alla gastronomia svizzera."

Le conseguenze del turismo gastronomico sono facilmente misurabili. Un turista gastronomico si reca per lo più all'estero in gruppi e spende mediamente 42,30 franchi. Facendo un rapporto con la popolazione svizzera residente, la gastronomia svizzera perde quindi ogni anno circa quattro miliardi di franchi a livello di creazione di valore aggiunto. Questo deflusso di denaro va fermato e per farlo ci vogliono delle riforme. "Combattiamo in primissima linea per avere prezzi concorrenziali e soprattutto per ottenere prezzi di importazione equi", ha spiegato il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer.

Necessarie migliori condizioni quadro

Un importante blocco di spesa nella struttura dei costi del settore ricettivo è costituito dai costi del personale, che in Svizzera sono sensibilmente maggiori rispetto ai paesi limitrofi. "Vogliamo essere buoni datori di lavoro, tuttavia l'attuale situazione economica fa riflettere", ha spiegato il nuovo direttore di GastroSuisse Remo Fehlmann. "All'interno della nostra associazione le voci che chiedono condizioni migliori e più flessibili si fanno sentire sempre di più", ha spiegato Remo Fehlmann. "Dai sindacati ci aspettiamo una maggiore comprensione per la difficile situazione delle aziende."

Collaborazioni sovraziendali per una maggiore concorrenzialità

Tuttavia non solo la politica e le parti sociali sono chiamate a reagire, bensì anche le stesse aziende. "Concetti sovraziendali possono contribuire ad aumentare la concorrenzialità", ha spiegato il direttore di GastroSuisse Remo Fehlmann. Fondamentale è trovare lo stimolo non nella difficoltà, quanto piuttosto nella volontà di utilizzare la forza innovativa comune. Anche nel settore del finanziamento delle aziende alberghiere e della ristorazione, GastroSuisse è intenzionata a supportare il settore. L'associazione sta verificando in collaborazione con la Società svizzera di credito alberghiero delle misure adatte ad alleggerire alle aziende l'accesso al finanziamento.

L'importanza dei collaboratori stranieri

Affinché l'industria alberghiera e della ristorazione possa erogare i suoi servizi anche in futuro, è importante poter contare sui collaboratori stranieri. Circa il 50 percento dei collaboratori proviene tradizionalmente dall'estero. L'iniziativa contro l'immigrazione di massa ha pertanto una grande influenza sul settore. Come ha spiegato il direttore supplente di GastroSuisse Hannes Jaisli, GastroSuisse sostiene nell'ambito della consultazione chiaramente il parere secondo cui un soggiorno per motivi lavorativi inferiore ai dodici mesi non rappresenti immigrazione e pertanto non debba sottostare ai contingenti e ai massimali. GastroSuisse ritiene che anche le persone in possesso di un permesso di soggiorno o di un permesso di soggiorno breve ossia di persone accolte temporaneamente possano essere considerati lavoratori. "Per integrare i profughi e per supportare l'inserimento dei connazionali, il settore offre un programma di formazione chiaro strutturato su sei livelli", così il vicedirettore di GastroSuisse Daniel C. Jung ha spiegato le possibilità flessibili nella formazione e nell'aggiornamento professionale nel settore. GastroSuisse si impegna molto e invita il Consiglio federale a concedere anche alle più importanti associazioni di categoria di partecipare ai tavoli della commissione sull'immigrazione.

L'industria alberghiera e della ristorazione elvetica fa molto per il nostro paese. Crea posti di lavoro e di formazione. Nel 2014 209'920 persone hanno trovato lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione. Di questi 136'901 a tempo pieno e 73'019 a tempo parziale. Il settore forma circa 9000 apprendisti. Circa 29'000 aziende del settore alberghiero e della ristorazione costituiscono un importante settore economico e contribuiscono in larga misura all'attrattiva della Svizzera come paese turistico.

GastroSuisse è la Federazione dell'Albergheria e della Ristorazione svizzera. Circa 20'000 soci, di cui 3000 strutture ricettive, organizzati in 26 sezioni cantonali e quattro gruppi di lavoro, fanno parte della più grande federazione padronale del settore ricettivo.

Foto della conferenza stampa annuale

Le foto della conferenza stampa annuale 2015 di GastroSuisse sono disponibili da oggi alle ore 15: http://www.presseportal.ch (termine di ricerca GastroSuisse)

I rapporti e ulteriori documenti si trovano sotto: www.gastrosuisse.ch.

Contatto:

GastroSuisse, Brigitte Meier-Schmid, responsabile Marketing e
Comunicazione, Telefono 044 377 53 53, communication@gastrosuisse.ch



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