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proTELL - Società per un diritto liberale sulle armi: numerosa partecipazione all'assemblea generale ad Olten

No all'iniziativa per il disarmo e alla concretizzazione della discussione legata alle armi

    Dornach (ots) - La Consigliera di Stato Esther Gassler, direttrice del dipartimento militare e del dipartimento dell'economia pubblica del Canton Soletta, ha chiesto al popolo svizzero di riflettere bene sul ruolo dell'esercito di milizia. I militi, dice la Consigliera, in caso di necessità sarebbero pronti a sacrificare la loro vita per il Paese e si meritano dunque la nostra piena fiducia. A suo avviso la discussione in merito al diritto sulle armi dovrebbe essere concretizzata: i problemi legati alle armi sono correlati ai detentori di armi esattamente come le autovetture ai pirati delle strade.

    Il Consigliere nazionale Jakob Büchler, PPD/SG ha fatto riferimento alle decisioni prese dal Consiglio nazionale in occasione della sessione primaverile, chiedendo la modifica della decisione, a suo avviso insensata, a seguito della quale si dovrebbe creare un inutile e costoso registro centrale delle armi.

    Willy Pfund, Presidente di  proTELL ha constatato che un popolo disarmato è un popolo indifeso e ha inoltre criticato aspramente il modo in cui il GsoA (Gruppo per una Svizzera senza esercito) predica continuamente a favore di uno stato di non violenza senza però occuparsi minimamente delle vere cause del continuo aumento della violenza nella nostra società. Il vero scopo degli oppositori al diritto liberale sulle armi è quello di disarmare totalmente la popolazione. In realtà poi, si vuole arrivare ad una definitiva abolizione dell'esercito di milizia svizzero cos" come della tradizione svizzera di tiro.

    Invece dei divieti a livello nazionale proTELL richiede senza alcuna restrizione quanto segue:

    1. Mantenimento della custodia dell'arma personale al domicilio in segno di fiducia reciproca tra Governo e popolazione.

    2. Rinuncia ad ulteriori inasprimenti della Legge sulle armi sia a livello nazionale che a livello di direttive UE.

    3. Applicazione coerente della Legge sulle armi vigente da parte delle autorità amministrative e giudiziarie invece della ricerca di cause della fallibilità di un colpevole nel "fallimento" della società e della politica.

    4. Nessun iniziativa personale! Legge sulle armi e Ordinanza sulle armi sono uguali per tutti, anche per i funzionari cantonali competenti.

    5. Responsabilità personale attendibile da parte di tutti i detentori di armi.

    6. Educazione dei bambini, dei giovani e della società all'utilizzo responsabile delle armi e degli oggetti pericolosi.

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