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proTELL: "Assemblea generale carica di combattività in una sala gremita"

    Berna (ots) - In occasione dell'Assemblea generale del 12.04.2008 proTELL ricorda l'anno appena trascorso come un anno turbolente in relazione al diritto sulle armi e si prepara a tempi futuri ancora più turbolenti. Sono 5 i punti principali che hanno contrassegnato il 2007: La prima Legge sulle armi svizzera del 1.1.1999 dovette essere rivista già nel 2005 secondo il proverbio: "Capo, il lavoro è finito, devo già ripararlo". Le richieste di inasprimento da parte dell'alleanza contro le armi vennero respinte tutte. proTELL ha contribuito in modo sostanziale presentando delle proposte motivate. Infine il risultato furono degli adattamenti di tipo meramente amministrativo.

    Rinunciare alla possibilità di tenere al proprio domicilio la munizione da tasca sarebbe una decisione di politica statale sbagliata. Il Consiglio federale e le Camere non possono dire in continuazione che la possibilità di tenere al proprio domicilio l'arma personale sia una prova di fiducia nei confronti dei cittadini e d'altra parte revocare questa fiducia levandogli la munizione da tasca. La possibilità di tenere al proprio domicilio l'arma personale e la munizione da tasca è indispensabile per il nostro sistema di milizia e per la credibilità del nostro pronto intervento in caso di necessità.

    Gli oppositori alla detenzione privata di armi non vogliono accettare in modo democratico la revisione della Legge sulle armi. Il PS Svizzero e altre 70 organizzazioni lanciarono l'iniziativa popolare il 25.03.2007 quando la revisione era ancora in atto. Dichiararono: "Il Parlamento ha ceduto alla pressione della lobby sulle armi e respinto tutte le richieste di inasprimento. Quale ultimo mezzo non ci rimane che l'iniziativa popolare". Le motivazioni, il contenuto e la tempistica sono la dimostrazione della miserabile compresione del concetto di democrazia. Immaginiamoci se altri avessero avuto il medesimo comportamento in un tema caro agli "iniziativisti". Gli iniziativisti comunicano con scritti e immagini in modo spietato e senza scrupoli. Predicano che un' assenza di armi da fuoco porterebbe ad una situazione di non violenza, come se questo "slogan" fosse la loro "pozione magica" e non si preoccupano minimamente delle cause reali che portano ad una aumento degli atti di violenza. In ambito di politica statale disprezzano in modo riprovevole il fatto che un popolo senza armi è un popolo indifeso, di consguenza che può facilmente essere sottomeso. Esempi di quanto detto se ne trovano sparsi su tutto il globo. Le dichiarazioni degli iniziativisti mostrano chiaramente l'obiettivo finale: monopolio statale sulle armi, cos" come l'indebolimento e rispettivamente l' abolizione del'esercito di milizia. L'iniziativa è accompagnata da "fuoco tambureggiante" di varie iniziative alle Camere. Si vogliono imporre in anticipo singoli provvedimenti per creare all'iniziativa una situazione di partenza favorevole. Ulteriori punti chiave sono stati l'adeguamento e la revisione delle norme sulla Legge sulle armi UE cos" come il Convegno sul diritto sulle armi tenutosi a Olten, teatro di un grandissimo successo. Il Signor Ferdinand Hediger della Staufen AG che per molti anni è stato membro di comitato è stato nominato membro onorario. Fatture e budget sono stati approvati all'unanimità.

    Nella conclusiva relazione tenuta dal Divisionario A. Blattmann, sostituto Capo dell'esercito, lo stesso dichiarò che la possibilità di tenere al proprio domicilio l'arma personale è un presupposto essenziale per il nostro esercito funzionante e ben istruito.

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