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Sondaggio di hotelleriesuisse - Le aziende alberghiere svizzere si attendono una difficile stagione estiva e invernale 2015/16

Berna (ots) - In vista della prossima stagione estiva e invernale, nel ramo alberghiero vige un clima di pessimismo. Il settore dovrà fronteggiare non solo una probabile flessione del numero degli arrivi - specie degli ospiti provenienti dall'importante spazio UE e dalla Russia - ma è anche alle prese con la continua pressione sui prezzi. Come prevedibile, l'abrogazione della soglia minima dell'euro interessa maggiormente le tradizionali regioni di vacanze che non l'albergheria nei centri urbani. Questi pronostici risultano da un recente sondaggio qualitativo effettuato da hotelleriesuisse presso alberghi svizzeri.

A seguito del rafforzamento del franco, le aziende alberghiere consultate prevedono degli effetti negativi sia sull'imminente stagione estiva che sulla prossima stagione invernale. In considerazione della sensibilità dei prezzi in Eurolandia, sono da attendersi ripercussioni del franco forte sulle prenotazioni degli ospiti provenienti da questi mercati. Nel complesso, poco meno della metà degli albergatori interpellati ritiene che la stagione estiva del 2015 sarà peggiore di quella precedente. In particolare l'albergheria di villeggiatura si attendono un calo degli arrivi. «In estate le prenotazioni spontanee sono in aumento e buone condizioni meteorologiche saranno dunque fondamentali per arginare la flessione dei pernottamenti», spiega Christoph Juen, CEO hotelleriesuisse. Ciò vale in primo luogo anche per gli ospiti indigeni.

Anche per quanto riguarda la prossima stagione invernale il ramo è assai pessimista. Oltre la metà degli albergatori consultati pronostica sia per l'albergheria di villeggiatura sia per quella nei centri urbani una stagione invernale il cui andamento altalenante sarà paragonabile alla stagione invernale 2014/15. Le aziende rimanenti si aspettano un inverno peggiore sia in termini di volume degli ospiti sia di fatturato; nell'albergheria di villeggiatura questo atteggiamento scettico è ancor più marcato.

Misure per contrastare la forza del franco

Sullo sfondo dell'attuale situazione valutaria e del contesto economico, gli albergatori svizzeri sono costretti a mettere in atto diverse misure. Il sondaggio ha messo in evidenza che, finora, gli investimenti effettuati riguardavano soprattutto ottimizzazioni interne focalizzate su processi, colloqui con fornitori, qualità, innovazione e promozione delle vendite. Soltanto in alcuni casi le aziende interpellate hanno ridotto i prezzi e introdotto misure di risparmio limitando le assunzioni o procedendo a licenziamenti.

Margini maggiormente sotto pressione

Per l'anno in corso poco meno di due terzi delle aziende consultate prevedono un andamento negativo dei prezzi sia nelle città che nelle regioni di vacanze. A motivo degli elevati costi delle prestazioni anticipate, una riduzione dei prezzi esplica un effetto negativo sui margini dell'albergheria svizzera. «La guerra dei prezzi cui le aziende sono soggette in seguito al calo delle prenotazioni potrà peggiorare la redditività e mettere sotto pressione anche numerose aziende alberghiere dalle finanze sane», commenta Juen. Per imporsi con successo in un mercato altamente competitivo, oltre alle necessarie misure politiche per contrastare l'elevata base dei costi nel settore alberghiero svizzero, sarà indispensabile mettere in risalto l'alta qualità dei servizi e delle infrastrutture alberghiere. «Nel contesto delle nostre iniziative di lobbying continueremo ad impegnarci strenuamente per garantire all'albergheria svizzera migliori condizioni quadro», evidenzia Juen.

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