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comparis.ch si appella alla legge sulla trasparenza per avere chiarimenti - comparis.ch vuole delucidazioni dettagliate

Zürich (ots) - Il servizio di confronto internet comparis.ch accoglie con favore l'intenzione del Consigliere federale Alain Berset di intentare una causa nel quadro delle accuse in sospeso relative a un attacco hacker. L'azione offre la possibilità di smentire completamente le imputazioni avanzate nei confronti dell'impresa. Al fine di fare ulteriormente luce sull'accaduto, comparis.ch si appella alla legge sulla trasparenza e chiede di consultare tutti i documenti delle autorità federali in cui vengono menzionate le accuse.

Il Consigliere federale Alain Berset ha reso noto tramite i media che sta considerando una denuncia nei confronti del servizio di confronto internet comparis.ch. «Accogliamo con favore un'azione del genere. Offre infatti la possibilità di chiarire tutto e di smentire in maniera definitiva le accuse mosse all'impresa» afferma Felix Schneuwly, portavoce di comparis.ch. Come spiegato in precedenza, in data 28 settembre 2011 un singolo dipendente di comparis.ch ha voluto testare la sicurezza del nuovo sito web dell'Ufficio federale della sanità pubblica per pura curiosità, senza alcuna intenzione di sferrare un attacco di pirateria informatica (1). Anche in senso giuridico, secondo comparis.ch, non sussiste né un attacco hacker né un reato o tentativo di reato. Le accuse mosse a comparis.ch a tale proposito sono false. A ciò si aggiunge il fatto che la ricerca del dipendente, avvenuta una sola volta, non è stata effettuata su incarico della ditta. Si tratta del comportamento scorretto perpetrato privatamente da un dipendente e in nessun modo di un errore dell'impresa. La ricerca non era inoltre affatto collegata all'estrazione dei premi delle casse malati, effettuata tramite il software crawler legale. Tali dati sono pubblici e pubblicamente accessibili. Non vi è quindi alcun motivo di procurarseli illegalmente.

È sconcertante che comparis.ch sia venuta a conoscenza delle accuse concrete quasi con un anno di ritardo e tramite la stampa. Negli scorsi undici mesi né l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione, che aveva rilevato la ricerca SQL, né l'Ufficio federale della sanità pubblica o il Dipartimento federale dell'interno avevano sottoposto comparis.ch al confronto con delle prove. «Il fatto che i documenti vengano fuori nei media solamente adesso, poco prima della pubblicazione dei premi delle casse malati, fa sorgere il dubbio di un'azione mirata e screditante contro comparis.ch» afferma Felix Schneuwly.

Per questo motivo comparis.ch depone un'istanza ai sensi della Legge federale sul principio della trasparenza (LTras). L'impresa richiede, tra l'altro, la consultazione di tutti i documenti in cui vengono menzionate le accuse. Si tratta soprattutto della corrispondenza tra le autorità coinvolte. In tal modo deve essere chiarito, tra le altre cose, da quanto tempo le accuse sono note all'Ufficio federale della sanità pubblica e al Dipartimento federale dell'interno e quale posizione avevano preso le autorità all'epoca. comparis.ch desidera inoltre sapere chi ha passato i documenti ai media e per quale motivo.

(1)Cfr. articolo e intervista pubblicati nel «SonntagsZeitung» in data 2 settembre 2012, a pagina 3 (in tedesco).

Contatto:

Felix Schneuwly
Portavoce
Cellulare: 079 600 19 12
Telefono: 044 360 34 00
E-mail: media@comparis.ch
www.comparis.ch



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