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economiesuisse - Netto rifiuto dell'iniziativa sui salari minimi

Zürich (ots) - L'economia accoglie favorevolmente il chiaro voto del Consiglio nazionale

Dopo il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha respinto con 128 voti contro 59 l'iniziativa dei sindacati sui salari minimi. Quest'ultima intende introdurre in Svizzera un salario minimo di 4000 franchi al mese, che equivarrebbe al salario minimo più elevato al mondo. Questa misura è dannosa sotto molti aspetti: la politica salariale non concerne lo Stato, bensì i partner sociali; inoltre l'iniziativa minaccia proprio i posti di lavoro poco retribuiti.

Una forza riconosciuta del mercato svizzero del lavoro è il dialogo tra le imprese, i loro dipendenti e i partner sociali. L'iniziativa sui salari minimi rimette totalmente in discussione questo dialogo. In effetti, essa prevede che lo Stato prescriva alle imprese la loro politica salariale. Introdurre un salario minimo di 22 franchi all'ora in tutta la Svizzera non terrebbe conto delle differenze in termini di salari e di prezzi da una regione all'altra, né delle specificità dei vari settori. Se un salario minimo identico fosse imposto a tutti, si correrebbe il rischio che importanti datori di lavoro lascino le regioni strutturalmente deboli o au-tomatizzino dei processi lavorativi che richiedono molta manodopera. La disoccupazione aumenterebbe soprattutto tra le fasce di lavoratori poco qualificati.

Salari bassi sfavoriti

Gli autori dell'iniziativa si prefiggono di aiutare le persone che percepiscono dei salari bassi. Tuttavia sarebbero proprio i lavoratori poco qualificati a fare le spese se la misura degli iniziativisti venisse adottata. I datori di lavoro li sostituirebbero con altri collaboratori maggiormente qualificati e più produttivi. Le persone che entrano nel mondo del lavoro sarebbero particolarmente colpite, poiché l'iniziativa non prevede nessuna eccezione per loro. Al termine della loro formazione, esse dovrebbero confrontarsi con candidati che hanno una maggiore esperienza e dunque avrebbero meno possibilità di accedere al mercato del lavoro.

Un salario minimo promuove il lavoro nero e fa aumentare i prezzi L'introduzione del salario minimo più elevato al mondo inciterebbe inoltre un numero maggiore di persone a lavorare in nero. La conseguente diminuzione di contributi sociali non sarebbe nell'interesse né dei lavoratori, né delle assicurazioni sociali. Il salario minimo penalizzerebbe anche i consumatori. In effetti, dei salari superiori farebbero immancabilmente aumentare i prezzi. I perdenti sarebbero ancora una volta i bassi redditi che, nonostante dei salari superiori, non avrebbero un potere d'acquisto superiore. Tra i perdenti figurerebbero anche i pensionati e i beneficiari di aiuti sociali, poiché le rendite e gli aiuti non aumenterebbero.

Contatto:

Roland Müller, Direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori, 079
220 52 29
Hans-Ulrich Bigler, Direttore dell'Unione svizzera delle arti e
mestieri, 079 285 47 09
Rudolf Minsch, Direttore a.i. di economiesuisse, 076 576 11 22


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