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economiesuisse - Stop agli ostacoli che pesano sui prezzi!

Zürich (ots) - Stop agli ostacoli che pesano sui prezzi! L' «Alleanza contro gli ostacoli al commercio» intende abolire inutili ostacoli alle frontiere

Si è svolta oggi a Berna una manifestazione della nuova «Alleanza contro gli ostacoli al commercio». Questa alleanza, coordinata da economiesuisse, è formata dall'associazione di categoria del commercio al dettaglio (Swiss Retail Federation SRF), dall'organizzazione mantello del commercio svizzero (VSIG Commercio Svizzera), dall'Unione svizzera degli articoli di marca (Promarca) e dall'associazione tedesca di protezione dei consumatori (Konsumentenforum, kf). Queste organizzazioni si sono fissate quale obiettivo comune di abolire le regolamentazioni assurde che ostacolano gli scambi transfrontalieri, favoriscono la chiusura del mercato svizzero e contribuiscono ad aumentare i prezzi. E' precisamente su questo asse che deve concentrarsi la lotta contro il rincaro dei prezzi. La soppressione degli ostacoli al commercio è una misura che svolge i suoi effetti in maniera più rapida ed efficace rispetto agli interventi nel diritto dei cartelli, che sarebbero di difficile applicazione.

Il livello elevato dei prezzi in Svizzera è dovuto a diverse cause: al di là dei prezzi dei terreni, degli affitti, dei salari e delle tasse statali più elevate che altrove, come pure della piccola dimensione del mercato, sono soprattutto taluni ostacoli alle frontiere a far aumentare i prezzi. La soppressione di questi ultimi dinamizzerebbe la concorrenza e intensificherebbe la pressione sui prezzi. I commercianti e i produttori sarebbero sgravati da oneri inutili e costosi, mentre i consumatori approfitterebbero di prezzi bassi e di un ventaglio più ampio di prodotti. Il livello elevato della protezione dei consumatori sarebbe garantito.

L'Alleanza contro gli ostacoli al commercio ritiene che sia possibile adottare misure che abbiano rapidamente effetto in quattro comparti:

 In primo luogo, la Svizzera esige numerose indicazioni in relazione ai prodotti; indicazioni che sono diverse da quelle richieste dai paesi vicini (lingue, paese d'origine e di produzione, provenienza delle materie prime nel caso delle derrate alimentari). Produrre piccole serie specialmente per il mercato svizzero rincara un prodotto e complica le importazioni parallele. E' possibile risolvere questo problema autorizzando la messa a disposizione di informazioni specifiche oltre che sull'imballaggio (ad esempio mediante un'applicazione su uno smartphone).

Secondo, le esigenze maggiori per le formalità doganali o l'autorizzazione di un prodotto (la fornitura di certificati d'origine o di conformità, ad esempio) generano ulteriori costi. L'alleanza propone, quale eventuale soluzione, di fare in modo che la fattura allestita in un paese vicino sia sufficiente per importare dei prodotti in Svizzera.

Terzo, un commerciante desideroso di importare un prodotto in Svizzera deve sovente fornire dei documenti specifici, o sottoporre il prodotto a controlli supplementari, ciò che genera oneri amministrativi. Sarebbe opportuno decidere che quei prodotti disponibili legalmente nei paesi vicini debbano poter essere venduti sotto la stessa forma in Svizzera, senza ulteriori controlli.

Quarto, l'alleanza suggerisce varie semplificazioni dal lato delle formalità doganali. Occorre ad esempio esaminare se un rimborso senza formalità sia possibile in caso di rinvio delle merci o se la Svizzera non abbia interesse ad adottare la tassazione delle merci basata sul valore, praticata dalla maggior parte dei paesi, piuttosto che sul peso.

L'articolo 7a della legge sui cartelli (LCart), adottato recentemente dal Consiglio degli Stati, non avrebbe in questo caso nessun effetto, poiché i fattori che fanno aumentare i prezzi sono endogeni; in altre parole, essi trovano la loro origine nelle leggi svizzere. Inoltre, l'obbligo di fornitura proposto dovrebbe essere convalidato sul piano giuridico mediante procedure che possono richiedere anni e dunque dall'esito molto incerto.

Contatto:

Thomas Pletscher, economiesuisse, 044 420 35 35,
thomas.pletscher@economiesuisse.ch
Dagmar Jenni, Swiss Retail Federation, 031 312 40 40,
dagmar.jenni@swiss-retail.ch
Andreas Steffes, Commercio Svizzera, 061 228 90 30,
asteffes@handel-schweiz.com
Anastasia Li, Promarca, 031 310 54 54, a.li@promarca.ch
Michel Rudin, Konsumentenforum, 078 804 30 30/ 031 380 50 33,
m.rudin@konsum.ch



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