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USI/economiesuisse - Politica europea: l'iniziativa dell'UDC conduce in un vicolo cieco

Zürich (ots) - L'Unione svizzera degli imprenditori ed economiesuisse si rallegrano della decisione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) di raccomandare il rifiuto, senza controprogetto, dell'iniziativa dell'UDC «contro l'immigrazione di massa». Quest'ultima propone una politica migratoria arcaica, non fornisce soluzioni e comporterebbe la disdetta di importanti accordi bilaterali conclusi con l'UE.

Negli scorsi anni, l'economia svizzera ha tratto grandi vantaggi dall'immigrazione di manodopera altamente qualificata proveniente dall'UE. La possibilità di reclutare i migliori talenti in tutta l'Europa ha contribuito alla crescita delle imprese svizzere in un contesto difficile, ciò che ha permesso la creazione di numerosi impieghi per i cittadini svizzeri. Questo spiega in parte perché la Svizzera presenta un tasso di disoccupazione tra i più bassi a livello europeo.

L'iniziativa dell'UDC «contro l'immigrazione di massa» chiede di rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE, mettendo così in pericolo un'evoluzione positiva. La Svizzera non deve sperare di ottenere condizioni più vantaggiose rinegoziando l'accordo con i 28 Stati membri dell'UE. In mancanza di un rapido consenso, l'iniziativa comporterebbe l'annullamento dell'accordo e dunque automaticamente quello degli altri Accordi bilaterali I.

Nessun controprogetto

Come il Consiglio federale, anche la CIP-N rinuncia ad elaborare un controprogetto. In realtà non è possibile riprendere le esigenze dell'UDC - ossia rinegoziare la libera circolazione delle persone - senza mettere in pericolo gli accordi bilaterali esistenti.

Le organizzazioni economiche svizzere riconoscono che l'immigrazione e la relativa crescita demografica mettono sotto pressione il mercato immobiliare e la situazione della mobilità negli agglomerati. La criminalità degli stranieri e gli abusi degli aiuti sociali costituiscono altre due problematiche. Tutti questi quesiti vanno affrontati in modo mirato con misure specifiche e appropriate. L'iniziativa dell'UDC non risolve questi problemi. Al contrario, essa mischia la politica migratoria con la politica d'asilo in maniera inaccettabile e chiede la reintroduzione di un sistema di contingentamento, che non ha avuto successo in passato.

Contatto:

Unione svizzera degli imprenditori: Thomas Daum, direttore,
tel. 079 438 06 61
economiesuisse: Jan Atteslander, membro della direzione,
tel. 044 421 35 30



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