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economiesuisse - Le tasse sull'elettricità minacciano la competitività economica

Zürich (ots) - Secondo uno studio dell'Institut für Wirtschaftsstudien Basel (IWSB) nuove e elevate imposte minacciano la concorrenzialità della Svizzera senza permettere benefici sul piano ecologico.

Il prezzo dell'elettricità si compone da un prezzo per l'energia, per il collegamento e per l'utilizzo alla rete così come da un aggravio fiscale. Già prima di Fukushima i clienti sono stati tassati, allo scopo di promuovere le energie rinnovabili che altrimenti non sarebbero in grado di reggere il mercato. Questa "fiscalizzazione" dell'elettricità è incrementata negli ultimi anni e ha raggiunto nel frattempo il 28% del costo dell'elettricità.

Quale importante fonte di finanziamento per lo sviluppo di energie rinnovabili, il Consiglio federale prevede un aumento di questi incrementi. Gli autori, in questo rapporto, si basano sull'esempio negativo della Germania dove il continuo sostegno incontrollato ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dell'energia elettrica e ha portato diverse aziende ad una situazione di insolvenza. Piuttosto che intervenire con un'ampia politica di sovvenzioni, gli autori consigliano di incentivare il mercato delle energie rinnovabili con unaricerca più intensa. Inoltre, le imprese che consumano molta energia devono essere liberate dalle tasse al pari delle loro concorrenti a livello internazionale.

Anche nel caso di "forzature del risparmio" tramite prescrizioni sull'efficienza energeticasi preventivano numerosi effetti collaterali indesiderati. Per i possessori di edifici, apparecchi o automobili sarebbe un danno se venissero costretti a diminuire i loro consumi tramite ordini e divieti. Se l'ente pubblico si prendesse carico di questo danno con misure di sostegno, il danno non sarebbe eliminato ma semplicemente diviso sull'intera collettività sotto forma di imposte o tasse. Altrettanto problematica sarebbe l'imposizione di divieti delle aziende elettriche nei confronti dei loro clienti, in particolare se questi mirassero esclusivamente al risparmio di energia. Anche in questo caso, una riduzione non redditizia dei consumi e altre prescrizioni minacciano di creare dei doppioni amministrativi.

Risultato dello studio: nuove e più elevate tasse sull'elettricità porterebbero certamente più soldi nelle casse dello Stato ma gli incentivi a cui si ambisce sono sbagliati.L'impegno della sola piccola Svizzera non porta a niente nemmeno da un punto di vista ambientale. È più promettente un rafforzamento della cooperazione internazionale quale stimolo per un utilizzo più efficiente dell'energia, senza nuocere alla competitività elvetica. Gli autori vedono una possibile soluzione nell'identificazione e nell'internalizzazione dei costi esterni.

Contatto:

Angelo Geninazzi, Responsabile economiesuisse per la Svizzera 
italiana, 079 383 79 13


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