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economiesuisse - No alla strumentalizzazione dell'immigrazione a favore di una politica di sinistra!

Zürich (ots) - La competitività della Svizzera non dev'essere messa in pericolo da una regolamentazione restrittiva del nostro mercato del lavoro liberale, decisa nell'ambito del dibattito sull'immigrazione. Le associazioni mantello dell'economia svizzera si oppongono fermamente ad una politica di sinistra tendente a strumentalizzare l'immigrazione per i propri fini. In un'intervista sull'immigrazione e la libera circolazione delle persone apparsa sulla «NZZ am Sonntag» lo scorso 9 dicembre, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni utili per risolvere i problemi infrastrutturali, di mobilità e di alloggio legati all'immigrazione. In qualità di associazioni mantello dell'economia, l'Unione svizzera delle arti e mestieri, economiesuisse e l'Unione svizzera degli imprenditori condividono questo parere. Già da tempo l'economia ha sviluppato dei propri concetti su queste tematiche. Le associazioni sono d'accordo con l'idea che i comuni, le città, i cantoni e la Confederazione debbano unire gli sforzi per contribuire a trovare soluzioni. In quest'ottica esse hanno lanciato recentemente, con la consigliera federale Sommaruga, un programma d'azione congiunto a favore dell'integrazione dei lavoratori stranieri nella società svizzera. Nessun lasciapassare alle esigenze della sinistra! Per contro, le associazioni mantello si sono opposte fermamente ad ogni tentativo tendente a mettere in pericolo il nostro mercato del lavoro liberale con nuove regolamentazioni e ad imporre il programma del partito socialista in altri campi politici come nel settore dei trasporti, nel diritto di locazione e nella politica energetica o fiscale. I politici di sinistra e i sindacati devono prendere coscienza del fatto che se la nostra economia ha potuto svilupparsi in modo così positivo, ciò è dovuto a condizioni quadro liberali. E' anche questa la ragione per la quale il nostro paese occupa il 1° rango mondiale in termini di competitività. L'economia svizzera sostiene le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone per impedire i fenomeni di dumping salariale e sociale. Per contro, al di là di questi limiti, essa combatterà con tutti i mezzi di cui dispone una regolamentazione "alla francese" del mercato del lavoro che farebbe perdere alla nostra economia uno dei suoi atout più preziosi. È soltanto grazie a questa competitività che in Svizzera vengono versati i salari reali più elevati d'Europa. Non estendere inutilmente le misure d'accompagnamento Le associazioni economiche sono preoccupate dalla tendenza politica a voler inasprire ulteriormente la regolamentazione del mercato del lavoro in nome dell'"immigrazione controllata". Occorre discernere giudiziosamente i temi che mettono in pericolo l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Salari minimi, riduzioni della durata del tempo di lavoro, una politica energetica da economia pianificata, un finanziamento dei trasporti pubblici eccessivamente sovvenzionato o programmi d'alloggio statali: tutto ciò non fa che alimentare la densità normativa e indebolire la competitività della Svizzera. Simili rivendicazioni non hanno nulla a che fare con le misure d'accompagnamento. Queste ultime saranno rafforzate già a partire dal 2013. Non ha dunque senso pretendere oggi misure più incisive senza nemmeno attendere i risultati delle misure che saranno adottate. Questo vale anche per la decisione di estendere la responsabilità solidale nel settore della costruzione, decisione che il Parlamento è invitato a rifiutare in votazione finale.

Altre informazioni sul tema: www.politica-immigrazione.ch

Contatto:

Unione svizzera degli imprenditori: Thomas Daum, Direttore, tel. 41
79 438 06 61
Unione svizzera delle arti e mestieri: Hans-Ulrich Bigler, Direttore,
tel. 079 285 47 09
economiesuisse: Pascal Gentinetta, Presidente della Direzione
generale, tel. 079 202 48 65

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