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economiesuisse - 77 temi di votazione in più dal 2003

Zürich (ots) - Due studi evidenziano le conseguenze negative dell'iniziativa dell'ASNI

L'iniziativa dell'ASNI «Accordi internazionali: decida il popolo!» non è formulata in modo chiaro sul piano giuridico. E' quanto affermano due studi scientifici commissionati da economiesuisse. Questi studi mostrano inoltre che, in caso d'accettazione dell'iniziativa, occorrerà attendersi un aumento massiccio delle votazioni. Se l'iniziativa fosse già stata in vigore, i votanti avrebbero dovuto, dal 2003, pronunciarsi su nove oggetti supplementari all'anno. La moltiplicazione dei temi in votazione avrebbe un'influenza negativa sul grado d'informazione dei votanti.

L'iniziativa «Accordi internazionali: decida il popolo!» vuole estendere il referendum obbligatorio a tutti gli accordi internazionali che concernono settori importanti. economiesuisse ha chiesto a Bernhard Ehrenzeller, Professore all'Università di San Gallo e a Daniel Kübler, Professore al Zentrum für Direkte Demokratie Aarau (Università Zurigo) di esaminare le conseguenze dell'iniziativa sul piano del diritto pubblico.

L'iniziativa non è chiara sul piano giuridico Secondo lo studio di Bernhard Ehrenzeller, il termine «settori importanti», che deve servire da criterio per il referendum obbligatorio, non è chiaro in questo contesto e rispetto al diritto costituzionale. Non esiste nessun criterio comunemente accettato per determinare l'importanza di un accordo internazionale. I criteri previsti dall'iniziativa dell'ASNI sono considerati come una scelta poco felice. Spetterebbe al Parlamento decidere se un accordo internazionale sia importante o meno, una decisione fondata su una valutazione politica. Inoltre, Bernhard Ehrenzeller giunge alla conclusione che - se l'iniziativa fosse stata in vigore durante il periodo esaminato - dal 1o agosto 2003 al 31 dicembre 2011, si sarebbe dovuto votare su almeno 77 accordi internazionali supplementari. Questo corrisponde in media a nove accordi supplementari all'anno e implicherebbe un raddoppio del numero delle votazioni annuali.

Il numero di oggetti posti in votazione ha un effetto negativo sul grado d'informazione dei votanti La perizia di Daniel Kübler mostra che maggiore è il numero di temi posti in votazione, meno i votanti sono informati. In caso d'accettazione dell'iniziativa dell'ASNI, sarebbe obbligatoria una votazione su una moltitudine di accordi incontestati che trattano per la maggior parte temi molto tecnici. Il decreto federale concernente l'approvazione del Protocollo del 2005 relativo alla repressione di atti illeciti contro la sicurezza delle piattaforme fisse situate sulla piattaforma continentale ne è un esempio. Secondo Daniel Kübler, doversi pronunciare su temi di questa natura, oltretutto incontestati, richiederebbe un lavoro d'informazione molto importante da parte dei votanti e nuocerebbe ad un sistema che si è rivelato finora efficace. La regolamentazione attuale con il referendum facoltativo permette al popolo di esprimersi su un accordo se 50'000 cittadini lo desiderano.

Contatto:

Angelo Geninazzi, Responsabile economiesuisse per la Svizzera
italiana (tel. 079 383 79 13), angelo.geninazzi@economiesuisse.ch

Bernhard Ehrenzeller, Institut für Rechtswissenschaft und
Rechtspraxis (IRP-HSG), Lehrstuhl für Öffentliches Recht, Università
San Gallo (tel. 071 224 24 40/46)

Daniel Kübler, Zentrum für Demokratie Aarau (Università Zurigo) (tel.
062 836 94 20)

Per maggiori informazioni sugli studi scientifici:
www.economiesuisse.ch e
www.dirittipopolari.ch



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