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economiesuisse - L'economia si oppone all'iniziativa dell'UDC

Zürich (ots) - L'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa" depositata oggi non risolverebbe nessun problema, ma metterebbe a rischio gli accordi bilaterali conclusi con l'UE. Nel corso di questi ultimi anni la Svizzera ha tratto grandi benefici dall'immigrazione. Per questo l'economia si oppone all'iniziativa che minaccia la piazza economia svizzera e mette in pericolo il benessere e gli impieghi. Le associazioni economiche riconoscono tuttavia che l'immigrazione è anche all'origine di conseguenze negative. Queste non devono essere risolte con un'azione di forza, bensì attraverso una politica costruttiva nel campo delle infrastrutture, della pianificazione del territorio e dell'integrazione.

Per un piccolo paese come la Svizzera, l'immigrazione di manodopera - se si vuole restare competitivi - è una necessità assoluta. Senza la disponibilità di lavoratori stranieri, molte industrie non avrebbero registrato negli scorsi anni una crescita così forte, anche alla luce della mancanza di personale qualificato. L'immigrazione è un fattore decisivo per l'attrattività della piazza economica svizzera. Con la sua iniziativa, l'UDC chiede una limitazione radicale dell'immigrazione mediante contingenti. In caso di accettazione, la Svizzera dovrebbe rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, già confermato dal popolo per ben tre volte. Di conseguenza, tutti gli altri accordi Bilaterali I sarebbero rimessi in discussione; un autogol, se si pensa che la Svizzera guadagna un franco su tre nel commercio con l'UE. Secondo il parere dell'Unione svizzera degli imprenditori, di economiesuisse e dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, questa via non solo è estremamente pericolosa, bensì suscita false aspettative e non risolverebbe i problemi.

Combattere le conseguenze negative Le associazioni mantello dell'economia prendono sul serio le evoluzioni negative indotte o rafforzate dai flussi migratori e dalla crescita demografica. Esse sono pronte a collaborare in maniera pragmatica e costruttiva all'elaborazione di soluzioni. Occorre sviluppare le infrastrutture di trasporto già sovraccariche, in funzione delle necessità e su basi finanziarie sostenibili. Inoltre, bisogna reagire al rapido sviluppo delle costruzioni e all'impennata dei prezzi degli alloggi nei grandi agglomerati con una pianificazione del territorio realizzabile e leggi più flessibili in materia di costruzioni. Per quanto concerne la politica d'integrazione, sono necessarie proposte innovative per integrare meglio i nuovi cittadini.

Applicazione rigorosa delle misure d'accompagnamento Per quanto concerne il mercato del lavoro, il Consiglio federale si è già dedicato, negli scorsi anni, a problemi come il dumping salariale e i falsi indipendenti. L'economia sostiene gli sforzi profusi allo scopo di mettere in atto rigorosamente le misure d'accompagnamento della libera circolazione delle persone. L'Unione svizzera degli imprenditori, economiesuisse e l'Unione svizzera delle arti e mestieri combatteranno l'iniziativa dell'UDC con tutte le loro forze.

Contatto:

Unione svizzera degli imprenditori: Valentin Vogt, Presidente, Tel. 
079 634 12 10
economiesuisse: Jan Atteslander, Membro della Direzione, Tel. 044 421
35 35
Unione svizzera delle arti e mestieri: Hans-Ulrich Bigler, Direttore,
Tel. 079 285 47 09


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