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economiesuisse - Non posticipare le riforme a sostegno della crescita

Zürich (ots) - economiesuisse critica le priorità definite dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati

Di questi tempi la politica sembra concedere maggior attenzione all'introduzione di ecotasse rispetto a riforme fiscali per le imprese che contribuirebbero alla crescita economica. Le priorità della politica sono difficili da capire nell'attuale contesto economico.

Come preavvisato dal Consiglio federale, oggi il Consiglio degli Stati ha rifiutato una mozione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. Essa chiedeva tra le altre cose una rapida applicazione della Riforma III dell'imposizione delle imprese. Tra i motivi del rifiuto della Camera alta sono state citate ragioni di politica finanziaria. Nel suo preavviso negativo, il Consiglio federale ha puntato il dito su un "legame indefinito" con altre riforme come "la riforma fiscale ecologica" e la fiscalità delle famiglie.

"La definizione delle priorità da parte della politica sorprende molto" dice Urs Furrer, Membro della Direzione di economiesuisse. Proprio nell'attuale difficile contesto economico le imprese elvetiche dipendono da sgravi e da impulsi per la crescita. Misure fiscali come l'abolizione della dannosa tassa d'emissione sul capitale proprio e altri miglioramenti a favore della piazza economica sono annunciati da anni e vengono posticipati in continuazione. Dal punto di vista dell'economia questo è inaccettabile.

Sorprendono però anche le motivazioni evocate dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati riguardo ad un presunto margine limitato di manovra finanziario. Alla Conferenza stampa sui temi di politica fiscale, il Consiglio federale ha presentato un ampio ventaglio di idee approssimative per una "riforma fiscale ecologica" Inoltre esso ha presentato una riforma fiscale per le famiglie che implica una riduzione del gettito di 900 fino a 1'300 milioni. Proprio per questa seconda esigenza, le riserve di natura politico-finanziaria non sembrano essere d'intralcio. Per una Riforma III dell'imposizione delle imprese il Consiglio federale prevedeva tempo fa una riduzione delle entrate di 500 milioni di franchi. La riforma fiscale delle famiglie (maggiori deduzioni per figlio) entrata in vigore all'inizio dell'anno, riduce gli incassi dell'imposta federale diretta di 522 milioni di franchi. A questo si aggiunge la compensazione annuale della progressione a freddo - di cui approfittano sempre le persone fisiche. L'ultima riforma fiscale delle imprese a sostegno della crescita è costata alla Confederazione meno della metà di questi importi. Sullo sfondo delle sfide che dovrà affrontare la piazza economica svizzera, si tratta ora di definire i giusti indirizzi di politica fiscale.

Contatto:

Angelo Geninazzi
Responsabile economiesuisse per la Svizzera italiana
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E-Mail: angelo.geninazzi@economiesuisse.ch


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