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economiesuisse - Franco forte: le misure convincono solo in parte

Zürich (ots) - economiesuisse è soddisfatta solo in parte con le misure presentate oggi dal Consiglio federale a favore della piazza di produzione svizzera e il settore del turismo. Alcune proposte sono da approfondire in modo critico. Dal momento che la forza del franco sarà un fenomeno duraturo, occorre prevedere misure a lungo termine nel secondo e nel terzo pacchetto, a rafforzamento della competitività delle imprese. L'associazione mantello dell'economia deplora che non sia stato presentato già sin d'ora un piano vincolante per la riforma sulla fiscalità delle imprese III.

L'attuale forza del franco penalizza fortemente l'economia svizzera e pone numerose imprese davanti a sfide non indifferenti. A breve termine solo la Banca nazionale svizzera (BNS) è in grado di alleviare parzialmente la situazione. Da essa si attendono segnali convincenti. Dal momento che si può presupporre che la forza del franco perduri ancora per diverso tempo, sono indicate piuttosto misure che migliorano in modo generale le condizioni quadro per l'economia. Su questo sfondo economiesuisse ha analizzato le misure presentate oggi dal Consiglio federale.

L'associazione mantello saluta la ripartizione in pacchetti delle misure. Con una simile suddivisione si sono già fatte esperienze positive nell'ambito delle misure di stabilizzazione congiunturale. economiesuisse condivide altresì che la maggioranza degli strumenti presentati oggi, così come le misure del secondo e terzo pacchetto, saranno orientate al lungo termine. Le misure nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione, nel settore del turismo e soprattutto delle tecnologie, dell'innovazione e della ricerca manifestano i loro effetti oltre il 2011. È da valutare positivamente in particolare l'aumento delle risorse a favore dei politecnici federali e degli annessi istituti. Risulta in questo senso decisivo che il Consiglio federale intenda rinunciare a sovvenzioni impraticabili e discriminatorie a settori specifici rispettivamente a singole imprese.

I problemi si nascondono nei dettagli Una carrellata dei singoli punti mette in evidenza che i problemi si nascondono nei dettagli. Nel caso in cui si assistesse ad un peggioramento sensibile del mercato del lavoro, lo strumento dell'orario ridotto garantirà un prezioso contributo. Oltre a questo l'aumento delle risorse non deve però condurre a svuotare di significato il principio assicurativo e a stroncare dunque le riforme.

Alla luce dell'importante significato della ricerca e dello sviluppo, economiesuisse saluta da una parte l'aumento del budget per la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). D'altro canto è però problematica la volontà di allentare i criteri per la valutazione dei progetti. Con la partecipazione del 50% da parte delle imprese ai costi dei progetti, la Svizzera ha fatto ottime esperienze negli ultimi decenni. È dunque imperativo che la qualità dei progetti sostenuti venga garantita nonostante la messa a disposizione di ulteriori risorse. La CTI deve inoltre preoccuparsi che il processo decisionale - così come il carico amministrativo delle PMI - venga snellito. Inoltre non convincono le motivazioni riguardanti le misure nell'ambito dei trasporti e del traffico regionale. Al posto di aumentare le risorse alla Società svizzera del credito alberghiero, sarebbe stato più indicato un rapido e mirato sostegno al marketing estero.

L'economia chiede una pianificazione vincolante per la riforma sulla fiscalità delle imprese III economiesuisse ha preso atto con soddisfazione del fatto che il secondo e il terzo pacchetto di misure proporranno in gran parte strumenti orientati al medio e lungo termine. Viene deplorato tuttavia che non siano già state sottoposte sin d'ora proposte concrete per il necessario rafforzamento della competitività. In questo modo mancano ad esempio misure per evitare un forte aumento dei costi dell'energia. Accanto alla promozione di tecnologie, ricerca e formazione professionale sono anche da prevedere sgravi fiscali nell'ambito della riforma sulla fiscalità delle imprese III. Occorre avanzare inoltre anche con il progetto relativo al tasso unico dell'IVA: esso comporterebbe uno sgravio burocratico di oltre 300 milioni di franchi.

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