Alpen-Initiative

10 anni di articolo di protezione delle Alpi: Una politica di opposizione e di sabotaggio

      Altdorf (ots) - A 10 anni dall'inserimento nella Costituzione
federale dell'articolo di protezione delle Alpi il bilancio
dell'Iniziativa delle Alpi è quanto mai deludente: iI numero di
automezzi pesanti attraverso le Alpi è aumentato, anziché diminuire.
L'Iniziativa delle Alpi non lesina pertanto le critiche a Consiglio
federale e Parlamento, rivendicando sulla scia del chiaro NO al
controprogetto Avanti provvedimenti finalmente più incisivi per il
trasferimento del traffico pesante su ferrovia.

    Da 10 anni, la Costituzione federale prevede l'obbligo di proteggere le nostre Alpi e l'obbligo di trasferire il traffico pesante su ferrovia. Il presidente dell'Iniziativa delle Alpi Fabio Pedrina, nel corso dell'annuale conferenza stampa dell'associazione, ha però aspramente criticato il mancato adempimento di questi obblighi: "Parlamento e Consiglio federale non hanno certo brillato per lo zelo con il quale hanno affrontato il problema del trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia. Il loro atteggiamento appare piuttosto di resistenza nei confronti della volontà popolare, se pensiamo che a 10 anni dalla votazione il numero degli automezzi pesanti che attraversano le Alpi è aumentato anziché diminuire". Pedrina ha chiesto di conseguenza misure di sicurezza più incisive, controlli più severi e l'organizzazione di una borsa dei transiti alpini.

    Pedrina ha definito l'introduzione della tassa sul traffico pesante, le decisioni sulle NTFA, la legge sul trasferimento del traffico nonchè la definizione di un quadro finanziario a sostegno del traffico ferroviario merci passi nella buona direzione . Questi provvedimenti sono però stati neutralizzati dall'innalzamento del limite di carico degli automezzi pesanti. Secondo Pedrina, il lieve calo del numero degli automezzi negli ultimi tre anni è da ascrivere, oltre che al dramma del Gottardo dell'ottobre 2001, più alla congiuntura e all'innalzamento del limite di carico che agli effetti della politica di trasferimento. Ha quindi richiesto provvedimenti efficaci per raggiungere la riduzione auspicata con al massimo cinque anni di ritardo sulla scadenza prevista dalla Costituzione. Oltre alla borsa sui transiti alpini, egli ha fatto riferimento al progetto di Ordinanza federale sul trasferimento, che è stato presentato dal direttore dell'Iniziativa delle Alpi Alf Arnold. L'Iniziativa delle Alpi ha elaborato questo progetto dettagliato per rimediare alle lacune dimostrate dal Consiglio federale, nonostante l'incarico e le competenze affidatigli dal popolo 10 anni fa.

    Anche Christa Mutter, membro del comitato dell'Iniziativa delle Alpi, ha definito la politica di questi 10 anni, costellata da una serie di tentativi di stralciare l'articolo di protezione delle Alpi dalla Costituzione, quale sabotaggio della volontà popolare. "Abbiamo però potuto respingerli tutti, compreso l'ultimo rappresentato dal controprogetto all'iniziativa Avanti del TCS. È pertanto giunta l'ora che la Svizzera sottoscriva il Protocollo dei trasporti della Convenzione delle Alpi, che permetterebbe di consolidare la politica dei trasporti elvetica a livello internazionale". L'Iniziativa delle Alpi, dopo l'iniziale stupore, è poi stata accolta come un segnale di speranza anche dagli stati vicini. "Le continue decisioni popolari, da ferrovia 2000 al FINTP, che hanno confermato la priorità al trasporto pubblico, hanno conferito alla Svizzera, agli occhi di tutti gli specialisti e delle cerchie ambientaliste, il ruolo di nazione faro della politica dei trasporti" ha spiegato il vice presidente dell'associazione Andreas Weissen. "Questa politica ha poi ricevuto un riconoscimento ufficiale, sia pur parziale, con l'accordo sui trasporti terrestri. L'emozione suscitata dai gravissimi incidenti avvenuti sotto le gallerie del Monte Bianco, dei monti Tauri e del San Gottardo, ha portato ad una svolta, convincendo tutti della necessità di un dosaggio del traffico pesante per garantire la sicurezza. Adesso si tratterà di far capire all'UE che, oltre alla TTPCP, al divieto di circolazione notturna, all'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria e ai controlli dei mezzi pesanti, occorrono ulteriori provvedimenti per riuscire a concretizzare la volontà popolare. La Svizzera non può fare concessioni in questo ambito, pena il tradimento della volontà popolare" ha concluso Weissen.

Initiativa delle alpi Per domande: Alf Arnold, Direttore, Tel. +41/79 711 57 13 Fabio Pedrina, Presidente, Tel. +41/79 249 29 42 Documentazione della conferenza stampa: http://www.alpeninitiative.ch/i/PDFs/040219-pressemappe_i.pdf



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