ASTAG Schweiz. Nutzfahrzeugverband

20 anni di articolo sulla protezione delle Alpi: ASTAG rivendica una rinegoziazione dell'accordo sui trasporti terrestri e una nuova politica di trasferimento

Bern (ots) - 20 anni dopo l'approvazione dell'articolo sulla protezione delle Alpi da parte del popolo, ASTAG presenta le sue richieste per riorientare la politica di trasferimento. Dopo il fallimento della strategia con misure coercitive a discapito della strada, l'obiettivo prevede di trasferire coerentemente i trasporti a partire da una distanza di 300 chilometri. ASTAG richiede pertanto che il vigente accordo sui trasporti terrestri stipulato con l'UE sia rinegoziato e adattato. In una prima fase il limite massimo di viaggi in transito va aumentato a livello legislativo a 1 milione di unità all'anno.

ASTAG rivendica un riorientamento totale della politica di trasferimento. 20 anni dopo che l'Articolo sulla protezione delle Alpi è stato inserito e sancito nella Costituzione (art. 84 Cost.), la strategia finora adottata è fallita. L'obiettivo di al massimo 650'000 viaggi all'anno attraverso le Alpi svizzere rimane del tutto illusorio. ASTAG sostiene dunque il Consiglio federale che con il Rapporto sul trasferimento del traffico 2013 ha avviato un dibattito per un riorientamento. Per Waldo Bernasconi, presidente ASTAG Ticino, è chiaro: «In materia di trasferimento ci si è concentrati per troppo tempo sulla protezione della rotaia anziché sulla protezione delle Alpi. Il vero e proprio mandato del popolo viene trascurato!» Alla votazione popolare il popolo aveva infatti detto sì a: «Il trasporto di merci attraverso la Svizzera avviene tramite ferrovia». Negli ultimi 20 anni, questo mandato è sempre più stato distorto e utilizzato dalla politica come "foglia di fico" per ampliare a livello il trasporto su rotaia a tutto il territorio elvetico e per spillare soldi agli utenti della strada.

ASTAG rivendica una rinegoziazione dell'accordo sui trasporti terrestri

Per mettere in atto l'Articolo sulla protezione delle Alpi urgono pertanto nuovi approcci. Serve una strategia per il consolidamento di nuovi tipi di trasporto a favore di una collaborazione ottimale («co-modalità»). Tra le rivendicazioni cardine di ASTAG, che ha presentato le proprie posizioni in occasione di una conferenza stampa, figura la rinegoziazione dell'accordo bilaterale sui trasporti terrestri con l'UE. Qui sussiste una palese contraddizione: secondo l'articolo sulla protezione delle Alpi, da una parte si promette al popolo svizzero il trasferimento del traffico internazionale in transito attraverso la Svizzera. Dall'altra, l'accordo sui trasporti terrestri determina un «via libera» per il traffico di transito, mentre gli ostacoli contro il trasporto su strada si ripercuotono soprattutto sul traffico interno.

Trasferimento: 300 km come nuovo valore di riferimento

ASTAG propone pertanto che il mandato di trasferimento sia integrato con un valore di riferimento concreto nell'accordo sui trasporti terrestri. In analogia al libro bianco dell'UE va definito un valore di riferimento di 300 km. A partire da questa distanza, i trasporti transfrontalieri devono avvenire su rotaia - a prescindere dall'origine, dal luogo di provenienza e dalla nazionalità.

Ciò permetterebbe di sciogliere il cosiddetto «nodo gordiano» tra il diritto svizzero e il principio della libera scelta del mezzo di trasporto in maniera non discriminatoria. «Solo in tal modo si potrebbe apportare un contributo efficace a tutela delle Alpi», sottolinea il vice-presidente di ASTAG Ticino Antonio Nessi. «Non perché è nostra intenzione ostacolare il traffico a Göschenen o ad Airolo e dunque fermarlo su entrambi i versanti della galleria del San Gottardo e tanto meno perché intendiamo passare la patata bollente ai tirolesi, ma perché in tal modo la ferrovia otterrebbe un vero e proprio mandato chiave!»

ASTAG sostiene inoltre l'ampliamento dei corridoi per il traffico merci su rotaia sull'asse nord-sud. A livello pratico, la politica di trasferimento è attuabile soltanto in questo modo. Il traguardo più importante a questo proposito è indubbiamente la richiesta all'indirizzo di Germania e Italia a soddisfare tempestivamente i loro impegni in materia di ampliamento delle tratte d'accesso alla NFTA che vanno ampliate per il traffico merci. Le garanzie contrattuali che ciò avvenga vanno integrate - se necessario - anche nella revisione dell'accordo sui trasporti terrestri. Non è accettabile che la Svizzera debba inviare sempre più denaro all'Italia, senza una prestazione in contraccambio.

1 milione di viaggi come nuovo obiettivo di trasferimento

Nel frattempo va infine rivisto l'attuale obiettivo di trasferimento del tutto illusorio a un limite realistico di 1 milione di viaggi all'anno fino al 2030. «Tutto il resto non sono altro che illusioni dell'economica pianificata», sostiene Waldo Bernasconi.

Altre dichiarazioni:

«L'esperienza pratica dimostra che le imprese di trasporto si orientano al mercato come è solito fare nel settore. E nel mercato decide in primo luogo la qualità della prestazione, non la politica. A maggior ragione diventa fondamentale sfruttare in maniera ottimale i potenziali specifici dei diversi mezzi di trasporto nella maniera più efficiente ed efficace possibile. A vantaggio dei clienti. A vantaggio delle imprese. E anche a favore dell'ambiente. L'obiettivo è un'interazione ottimale tra rotaia e strada.» Josef Jäger, imprenditore di trasporti (Camion Transport Wil) e vicepresidente ASTAG Svizzera

«La domanda, ovvero le esigenze dell'economia e del consumatore, è di fondamentale importanza. Il cliente è sovrano, anche nell'ambito dei trasporti e della logistica. L'influsso della politica è pertanto molto limitato. Il trasferimento non può essere forzato. Tanto meno è accettabile che il più forte sia ostacolato a favore del più debole. Né tramite l'imposizione di tasse supplementari, né attraverso obblighi e nemmeno con restrizioni a discapito delle imprese di autotrasporto. Perché il trasporto su strada è e rimane indispensabile. Sempre di più! Motivo per cui anche una borsa dei transiti alpini non è una strada percorribile». Jean-Jean-Daniel Faucherre, imprenditore di trasporti e vicepresidente ASTAG Svizzera

Contatto:

ASTAG Associazione svizzera dei trasportatori stradali
Michael Gehrken
079 613 75 64


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