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L'ambasciatore svizzero in Lussemburgo indagato anche per sospetta falsità in documenti

Berna (ots)

Le indagini condotte dal Ministero pubblico della
Confederazione (MPC), in stretta collaborazione con la Polizia
giudiziaria federale (PGF), nei confronti dell'ambasciatore svizzero
in Lussemburgo non hanno sinora permesso di confutare i sospetti di
riciclaggio di denaro nell'ambito di transazioni finanziarie private.
L'imputato, tuttora in carcere preventivo, è nel frattempo indagato
anche per sospetta falsità in documenti.
L' 8 luglio 2002 l'ambasciatore svizzero in Lussemburgo era stato
interrogato a Berna e posto in carcerazione preventiva in quanto
sospettato di riciclaggio di denaro. Le indagini aperte dal MPC per
sospetto riciclaggio (art. 305bis CP) ipotizzano ora anche per
sospetta di falsità in documenti (art. 251 CP). L'imputato contesta
l'accusa di riciclaggio, ma ha ammesso di aver presentato a una banca
del Granducato, in relazione con transazioni private concernenti
denaro di origine incerta e in occasione di più versamenti di importi
considerevoli, falsi giustificativi della provenienza dei fondi. Egli
si trova tuttora in carcere preventivo.
Stando alle informazioni sinora raccolte dagli inquirenti, nel
secondo semestre del 2001 l'ambasciatore ha operato, presso una banca
del Lussemburgo, vari versamenti di denaro in valute diverse per un
ammontare complessivo di circa 750'000 USD. Secondo quanto dichiarato
dall'imputato, il denaro gli era stato precedentemente consegnato da
un conoscente. Quando la banca, in adempimento del suo obbligo di
diligenza, gli chiese informazioni circa la provenienza del denaro,
egli esibì falsi giustificativi che simulavano la vendita privata di
merci a conoscenti, falsificando inoltre la firma di un ipotetico
acquirente. Pur avendo riconosciuto tali fatti dinanzi agli
inquirenti, l'imputato contesta le accuse di riciclaggio di denaro
mosse a suo carico. Ciononostante, permangono tuttora gli indizi di
colpevolezza all'origine del procedimento. Le autorità inquirenti
continuano ad adoperarsi al fine di determinare la provenienza dei
fondi in questione.
Le indagini di polizia giudiziaria condotte dal MPC in stretta
collaborazione con la PGF vedono tuttora l'ambasciatore quale unico
imputato. Per il momento non vi sono indizi che facciano presumere
che i reati ipotizzati siano stati commessi al di fuori della sfera
d'azione privata dell'ambasciatore. Secondo le prime valutazioni
degli inquirenti, la carica di ambasciatore non ha svolto alcun ruolo
nella commissione di tali reati. Nel corso delle indagini sono poi
state sentite altre persone in qualità di persone informate sui
fatti. Su istruzione del MPC, alla fine della settimana scorsa la PGF
ha operato perquisizioni presso il domicilio svizzero
dell'ambasciatore e altri locali diplomatici della Confederazione in
Lussemburgo, procedendo al sequestro di numerosi documenti. Sono
stati inoltre bloccati svariati conti.
Essendo il procedimento tuttora in corso, non si possono ancora
fornire informazioni in merito ai singoli atti d'inchiesta. Il MPC si
esime dal commentare le speculazioni circa le dimensioni del caso.
Permane infine valido il principio che l'imputato è innocente fino a
quando la sua colpevolezza non sia dimostrata.

Contatto:

Hansjürg Mark Wiedmer
capo dell'informazione MPC
Tel. +41/31/324'324'0

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