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Giornata del malato

Allocuzione del Presidente della Confederazione Moritz Leuenberger

    Basilea (ots) - In occasione dell'odierna "giornata del malato", da un lontano passato si riaffaccia alla mia mente il canto "La luna è sorta", con i versi del poeta Matthias Claudius.

    "Der Mond ist aufgegangen" è un canto liturgico molto conosciuto nella Svizzera tedesca. L'ultima strofa si rivolge ai "fratelli":

    So legt Euch denn, ihr Brüder,     in Gottes Namen nieder"- "Coricatevi fratelli..."- - e     termina cos":     Und lass uns ruhig schlafen     und unsern kranken Nachbarn auch"     - "...E fai che riposiamo tranquilli,     noi e i nostri vicini malati."

    Le parole "fratelli" e "vicino malato" sono rimaste impresse nella mia memoria e ancora oggi mi fanno riflettere.

    Oltre quarant'anni fa ho trascorso un lungo periodo di degenza proprio nell'ospedale pediatrico di Basilea. Prima ero sanissimo, mi allenavo molto e sognavo di diventare un grande atleta. Da un giorno all'altro, però, sono stato colpito da un'infezione del midollo osseo. Ho dovuto trascorrere molti mesi in ospedale, mi muovevo a fatica, sentivo dolori e la notte non riuscivo a dormire.

    Questo improvviso passaggio dall'euforia giovanile all'immobilità, dalla speranza alla disperazione, dalla salute alla malattia è tuttora molto vivo nella mia memoria.

    Viviamo in un'epoca caratterizzata dal culto del corpo. La salute, la forza e la bellezza fisica sono i suoi ideali, i centri di fitness e le palestre sono i templi di oggi. Certo, è bello essere sani ed è giusto investire nella salute. Chi ha vissuto la malattia sulla sua pelle, nella propria famiglia o in quella dei vicini sa quanto la salute sia importante. Sa però anche che essa può venire meno in qualsiasi momento, lasciandoci incatenati ad un letto.

    Non dimentichiamo quindi coloro che devono lottare per la propria salute, che hanno paura, che sono afflitti dalla sofferenza fisica e dall'insonnia, che trasforma la notte in una veglia carica di angoscia.

    "La luna è sorta" è un canto liturgico, ma anche un'ode politica. Matthias Claudius la scrisse nell'epoca dell'illuminismo, quando le democrazie cominciavano ad imporsi sui sistemi dispotici, caratterizzati da dominatori e dominati. "I fratelli" simboleggiano la fraternità, che insieme all'uguaglianza e alla solidarietà era una delle parole chiave di quel periodo.

    La democrazia, allora, non era vista solo come una forma di governo, ma come un sistema ideale in cui ciascuno si assume la sua parte di responsabilità verso gli altri; un sistema nel quale i compiti e gli obblighi di uno Stato sono recepiti da tutti e non semplicemente delegati alle autorità.

    Riflettiamo su questo, noi che andiamo fieri della nostra democrazia. Non possiamo lasciare alle autorità, alle assicurazioni, ai medici e al personale sanitario la responsabilità di occuparsi da soli dei malati. La politica sanitaria non deve limitarsi all'offerta di letti d'ospedale o alla discussione sui premi delle casse malati e sui prezzi dei medicinali. Essa è fatta anche di partecipazione, di impegno e di aiuto.

    Ovunque, ogni giorno, vi sono persone che si assumono delle responsabilità nei confronti del prossimo. Vi sono figli che accompagnano i genitori anziani o i nonni a passeggio; vicini di casa che si aiutano a vicenda nel fare la spesa. Vi sono scambi epistolari fra persone sane e malati; a volte basta una telefonata per recare conforto a chi è afflitto dalla solitudine. Non dimentichiamo poi i numerosi volontari che nel loro tempo libero si impegnano per alleviare le sofferenze degli infermi.

    Assumersi delle responsabilità non è un peso. Il fatto di potersi occupare di qualcuno dà alla nostra vita un senso che va ben oltre il piacere di avere un corpo forte e sano.

    Quarant'anni fa, quando ero costretto a letto in ospedale, le visite da parte dei fratelli non erano ancora consentite. Cos", i miei fratelli e mia sorella venivano regolarmente a una panchina che potevo vedere dal mio letto e mi salutavano da lontano. Questo saluto era per me tanto importante quanto le medicine.

    Desidero oggi rassicurare tutti coloro che sono malati - a casa, in ospedale o in un ricovero: tutti noi, in Svizzera, vogliamo pensare a voi, e non solamente oggi.

ots Originaltext: DATEC
Internet: www.newsaktuell.ch



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