Bundesamt für Polizei

«Rapporto sulla sicurezza interna della Svizzera» Descrizione differenziata della situazione in materia di sicu-rezza interna nel 2004

Berna (ots) - Berna, 26.05.05. «Il terrorismo islamico raggiunge l’Europa». È questo il tenore delle notizie dello scorso anno in seguito agli attentati dell’11 marzo a Madrid. L’Ufficio federale di polizia (fedpol) presenta ora la quarta edizione del «Rapporto sulla sicurezza interna della Svizzera» (BISS), che offre una panoramica delle minacce che hanno caratterizzato il 2004, indicando quali elementi potrebbero mettere seriamente a repentaglio la sicurezza interna della Svizzera. Il rapporto, pubblicato giovedì, si riferisce al 2004 e spiega come non sia stato possibile porre un freno alle tendenze negative in atto nell’ambito del terrorismo e dell’estremismo nonché della criminalità generale, organizzata ed economica. Esso delinea i possibili sviluppi delle diverse minacce e spiega quali sforzi vengono intrapresi per dotare le autorità di polizia e di perseguimento penale di migliori strumenti preventivi e repressivi nella lotta quotidiana contro le minacce alla sicurezza interna. Nessun indizio concreto di futuri attentati Come si evince dal rapporto, lo scorso anno cittadini svizzeri sono rimasti vittime solo raramente e casualmente di attentati all’estero. I cittadini svizzeri che si trovano all’estero continueranno a essere esposti a dei rischi. Non vi sono invece indizi concreti che la Svizzera sia tra gli obiettivi principali del terrorismo riferibile ad Al Qaïda. Le relazioni della Svizzera su scala internazionale (Comitato internazionale della Croce Rossa, sede dell’ONU a Ginevra, rappresentanze straniere in Svizzera ecc.) la rendono tuttavia vulnerabile agli attentati terroristici. Anche in futuro sarà pertanto necessario adottare misure di protezione specifiche per determinati edifici situati nel nostro Paese. Secondo il rapporto la Svizzera è interessata da presunti reati nel settore del supporto logistico e del finanziamento del terrorismo di matrice islamica, senza tuttavia svolgere un ruolo importante in quest ambito. Sono costantemente in corso accertamenti in merito ai rapporti intrattenuti da persone domiciliate in Svizzera con gruppi terroristici. Benché tali rapporti siano dimostrati, si può tuttavia affermare con certezza che la stragrande maggioranza dei musulmani residenti in Svizzera non condivide gli obiettivi degli integralisti e disapprova l’uso della violenza da parte degli estremisti e dei terroristi. Lo scorso anno la situazione per quanto riguarda l’estremismo di matrice straniera in Svizzera si è mantenuta generalmente calma, malgrado i disordini in Kosovo, l'acuirsi delle tensioni nello Sri Lanka, la revoca del cessate il fuoco unilaterale del PKK in Turchia e le lotte fra fazioni in seno a diversi gruppi estremisti violenti. Elevato potenziale di violenza negli scontri fra estremismo di destra e di sinistra L’estremismo di destra continua a offrire un quadro contrastante. Da un lato gli esponenti di estrema destra persistono nel tentativo di entrare a far parte delle istituzioni politiche, rinunciando pertanto all’uso della violenza. Questo obiettivo è stato raggiunto per la prima volta nel 2004 grazie alla conquista di un seggio nel municipio di Langenthal. D’altro canto si sono verificati degli incidenti durante i quali gli autori hanno agito in gruppi più numerosi e in alcuni casi in modo più violento rispetto agli anni passati. L’uso della violenza si riscontra anche fra gli estremisti di sinistra, le cui cerchie si stanno decentrando e sono ora presenti anche nelle città di medie e piccole dimensioni. Gli attacchi sono rivolti spesso contro la presunta crescente repressione da parte dello Stato e delle autorità giudiziarie. Il problema principale è costituito dal potenziale di violenza che trova sfogo in occasione di scontri fra estremisti di destra e di sinistra. Sempre d’attualità la tifoseria violenta Sono sempre più numerosi i disordini violenti a margine delle partite di calcio e di hockey su ghiaccio. Si sta delineando una nuova dimensione della tifoseria violenta, poiché essa non è più circoscritta soltanto alle leghe superiori. Sempre più spesso, inoltre, hooligan stranieri assistono alle partite in Svizzera. D’altro canto nel corso dei primi mesi di quest’anno tifosi violenti svizzeri si sono resi protagonisti di incidenti all’estero. Proseguono le attività di organizzazioni criminali La criminalità violenta e, più in particolare, la criminalità giovanile continuano a rappresentare un problema, anche se nel 2004 tali fenomeni non hanno catalizzato l'interesse dell’opinione pubblica come nell’anno precedente. Continuano in parte a destare preoccupazioni le attività di gruppi criminali di diversa provenienza, quali ad esempio l’organizzazione mafiosa della ‘Ndrangheta, i gruppi di etnia albanese (traffico di eroina e prostituzione), le organizzazioni criminali dell’Africa occidentale (traffico di cocaina e truffa) o i gruppi provenienti dalla Repubblica dominicana (traffico di cocaina). La tratta di esseri umani e il traffico di migranti si svolgono in modo sempre più professionale e i dispositivi per fronteggiarli vengono costantemente potenziati a livello cantonale, nazionale e internazionale. L’anno scorso sono state condotte con successo quattro grosse operazioni contro la pornografia infantile su Internet. Misure in ambito legislativo L’attuale revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI II) mira a rafforzare il dispositivo di polizia preventiva, in particolare per combattere il terrorismo. Un avamprogetto sarà posto in consultazione entro la fine di quest’anno. È già in corso una consultazione in merito ad un pacchetto di misure contro la propaganda violenta e la violenza in occasione di manifestazioni sportive (LMSI I). S’intende combattere la tifoseria violenta mediante strumenti quali la creazione di aree interdette e in casi estremi il fermo preventivo di polizia. UFFICIO FEDERALE DI POLIZIA Ufficio stampa Per ulteriori informazioni: Jürg Bühler, Servizio di analisi e prevenzione, tel. 031 322 36 07 Il «Rapporto sulla sicurezza interna in Svizzera 2004» è consultabile sul sito Inter-net www.fedpol.ch, nella rubrica «Attualità» – «Rapporti».

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