Bundesamt f. Umwelt, Wald und Landschaft

Biosicurezza: il Consiglio federale adotta lÂ’ordinanza di Cartagena

      Berna (ots) - Il Consiglio federale ha adottato lÂ’ordinanza di
Cartagena, che disciplina essenzialmente lÂ’esportazione di organismi
geneticamente modificati (OGM). DÂ’ora in poi, le aziende potranno
esportare questi organismi soltanto con il consenso del Paese
destinatario. Inoltre, saranno tenute a fornire informazioni
dettagliate sui prodotti in questione. AndrĂ  anche sviluppato un
sistema dÂ’allarme per individuare e gestire i movimenti
transfrontalieri non intenzionali di OGM. La nuova ordinanza entrerĂ 
in vigore il 1Âş gennaio 2005.

    La nuova ordinanza (OCart) completa le disposizioni necessarie per lÂ’attuazione del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, ratificato dalla Svizzera nel 2002 ed entrato in vigore nel 2003. LÂ’OCart si concentra essenzialmente sullÂ’esportazione di OGM, in quanto lÂ’importazione è giĂ  disciplinata dallÂ’ordinanza sullÂ’emissione deliberata nellÂ’ambiente (OEDA).

    Eccone, in breve, le principali disposizioni:

• gli esportatori di OGM devono d’ora in poi assicurarsi che il Paese destinatario disponga di tutte le informazioni necessarie ed abbia acconsentito all’importazione. Diventa pertanto obbligatoria la procedura di accordo preliminare dato in cognizione di causa (Advance Informed Agreement, AIA), finora applicata su base volontaria;

• la spedizione di OGM deve essere accompagnata da documenti che indichino chiaramente la presenza di tali organismi. I prodotti devono inoltre essere identificati secondo il codice   internazionale adottato dallÂ’Unione europea;

• occorre sviluppare un sistema d’allarme comune con i Paesi limitrofi per individuare e gestire la disseminazione accidentale transfrontaliera di OGM. Non è invece considerata disseminazione accidentale la contaminazione transfrontaliera mediante trasporto di polline. La Svizzera ha sollevato detta problematica lo scorso settembre, in occasione dell’incontro dei ministri dell’ambiente di lingua tedesca a Potsdam. In collaborazione con i servizi specializzati dei Paesi vicini saranno prossimamente avviati i lavori per individuare eventuali lacune e sviluppare gli strumenti necessari;

    Â• gli Uffici federali sono tenuti a partecipare al Centro di scambio dÂ’informazioni previsto dal Protocollo (Biosafety Clearing House), creato in Svizzera dallÂ’Ufficio federale dellÂ’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP).

    Le nuove norme riguardano soprattutto la ricerca ed i prodotti agricoli. LÂ’entrata in vigore dellÂ’OCart non implica tuttavia maggiori oneri per tali settori. Essi applicano infatti giĂ  dal 1995 le direttive della Commissione svizzera per la sicurezza biologica, che prevedono la procedura di accordo preliminare dato in cognizione di causa in caso di esportazione di OGM.

    Garantire la "tracciabilitĂ " degli OGM NellÂ’ambito della consultazione, il progetto di ordinanza ha incontrato il favore di gran parte dei Cantoni e degli ambienti interessati. In particolare, è stata riconosciuta lÂ’utilitĂ  del sistema unico dÂ’identificazione e della documentazione dÂ’accompagnamento per garantire la "tracciabilitĂ " degli OGM.

Berna, 3 novembre 2004

DATEC  Dipartimento federale dellÂ’ambiente, dei trasporti, dellÂ’energia e delle comunicazioni Servizio stampa


Informazioni:
François Pythoud, UFAFP, sezione Biotecnologia e flussi di
sostanze, divisione Sostanze, suolo, biotecnologia, tel. tel. 079
592 35 93
Georg Karlaganis, UFAFP, capo della divisione Sostanze, suolo,
biotecnologia,                                            tel. 079 415 99 62

Allegati: Ordinanza sui movimenti transfrontalieri di organismi geneticamente modificati (ordinanza di Cartagena, OCart) Rapporto sulla procedura di consultazione

    Internet: Ulteriori informazioni sul Biosafety Clearing House in Svizzera sono disponibili al sito: http://www.ch-bch.ch.



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