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Gli Svizzeri poco propensi nel prodigare i primi soccorsi

Bern (ots) - Un sondaggio condotto dal TCS ed i Samaritani comprova che tendenzialmente gli svizzeri sopravvalutano le loro conoscenze sui primi soccorsi. Solo il 7% degli interpellati sono, per esempio, in grado d'enunciare le quattro azioni base da applicare nel caso d'incidente. Il potenziale di miglioramento è ancora molto ampio.

Gli svizzeri, sono dei buoni samaritani? Alla lettura dei risultati del sondaggio condotto dal TCS ed i Samaritani su un campione rappresentativo di 567 persone fra i 18 e i 70 anni, mirante a valutare il grado di conoscenze sui primi soccorsi, la risposta è piuttosto contrastante. La maggioranza degli intervistati (65%) ritiene di essere capace di fornire le prime cure, ma di fronte alla realtà di un incidente e quando le domande diventano più concrete, essi tendono a sovrastimare le loro concrete capacità.

Gesti e principi velocemente dimenticati

Solo il 7% degli interpellati sanno enunciare spontaneamente le diverse azioni da svolgere in caso d'incidente e solo un terzo riesce a citarne tre su quattro (garantire la propria sicurezza, mettere in sicurezza il luogo dell'incidente, chiamare i soccorsi e prodigare i primi soccorsi). Solo il 32% degli intervistati sanno elencare le tre azioni da fare per verificare lo stato di salute di una persona ferita (se è cosciente, se respira, se sta sanguinando copiosamente o se soffre di lesioni gravi). Se si deve intervenire su una persona incosciente che non respira più, oltre due terzi sanno che si deve praticare un massaggio cardiaco; ma la metà degli intervistati non si sente all'altezza di farlo e solo il 19% riesce a descrivere con precisione i gesti da compiere. Più preoccupante è il fatto, che solo l'1% è in grado di agire correttamente di fronte a una persona ferita che sanguina molto.

Aggiornare le proprie conoscenze per aumentare le possibilità di salvare vite umane

Tra sentirsi pronto ed essere veramente capace di agire, c'è un divario dovuto ai molti anni trascorsi fra la frequentazione del corso "Primi soccorsi" ed il sondaggio. Infatti, la maggioranza degli intervistati ha seguito il corso all'ottenimento della patente di guida e, in seguito, non ha più seguito un aggiornamento. Un fatto che preoccupa, perché il numero dei morti sulle strade potrebbe venir ridotto significativamente se il corso fosse impartito in modo appropriato sul luogo dell'incidente, prima dell'arrivo dei servizi di soccorso professionali. Attualmente si può solo incoraggiare di seguire un corso di aggiornamento sul tema. Fortunatamente, il 72% degli intervistati conosce i numeri d'emergenza in caso d'incidente stradale con feriti (144 o 112), mentre il numero europeo (112) è pressoché sconosciuto, in quanto citato solo dal 10% degli intervistati.

Contatto:

Renato Gazzola, portavoce del TCS, 079 686 08 80,
renato.gazzola@tcs.ch

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