Touring Club Schweiz/Suisse/Svizzero - TCS

Il 30% dei passaggi pedonali concretamente più sicuri

Carta della Svizzera

Bern (ots) - Nel test TCS 2014 sui passaggi pedonali, sono stati ricontrollati quei passaggi risultati pericolosi nell'indagine del 2010, 2011 e 2012 in 21 città svizzere. Il bilancio è positivo: oltre la metà degli attraversamenti è stata modificata e per un terzo la sicurezza è nettamente migliorata. Il TCS rileva, però, che 57 dei 96 passaggi a suo tempo esaminati sono tuttora "insufficienti" e pericolosi.

Grazie ai test annuali che il TCS svolge dal 2010, sono stati esaminati in totale 215 passaggi pedonali in 21 città svizzere: Basilea, Bellinzona, Bienne, Coira, Davos, Delémont, Frauenfeld, Friburgo, Ginevra, Losanna, Locarno, Lucerna, Lugano, Neuchâtel, Olten, Sion, Soletta, San Gallo, Thun, Winterthur e Zurigo. Quest'anno, dei 215 attraversamenti, il TCS ne ha riesaminato 96, che nel primo test erano stati ritenuti pericolosi, per verificarne lo stato attuale.

Oltre la metà è stata corretta

Dei 96 passaggi, ben 54 sono stati corretti. In 33 casi le modifiche hanno prodotto un netto miglioramento, mentre in 9 casi non si è registrato nessun progresso rilevante in termini di sicurezza. Per i restanti 12 passaggi, alcuni sono stati eliminati e altri sono in cantiere, quindi non è stato possibile valutarli. Questi miglioramenti incoraggianti indicano che molte città hanno a cuore la sicurezza dei pedoni, in particole sui passaggi pedonali ritenuti pericolosi. I test del TCS hanno evidenziato l'esistenza di un reale problema d'infrastruttura stradale in Svizzera.

I primi della classe

Neuchâtel risulta la prima della classe con quattro passaggi pedonali resi più sicuri su sei in precedenza insufficienti; seguono Delémont con tre passaggi su quattro, Frauenfeld con due su tre, Friburgo e Olten con tre passaggi pedonali valutati buoni in termini di sicurezza.

Ci si può impegnare di più

Se molti passaggi pedonali sono stati resi più sicuri, troppi ancora sono quelli pericolosi: 57 sui 96 controllati sono insufficienti. Rispetto all'ultimo test del TCS, 42 non hanno subito alcun miglioramento e 9 sono stati modificati in modo insufficiente.

A Coira e Lucerna la situazione è la stessa: su quattro passaggi, due sono stati resi più sicuri e due continuano a essere pericolosi; a Sion, la sicurezza è stata migliorata solo in due casi su cinque; a Bienne, un solo passaggio è stato adeguato su tre; a Lugano uno su quattro, con due tuttora pericolosi; a Locarno uno su cinque e tre sempre insufficienti; a Losanna uno su sei con quattro passaggi insufficienti e a Ginevra solo uno su otto con cinque passaggi pericolosi. A San Gallo due passaggi sono ancora pericolosi e uno si trova in una zona con lavori in corso.

Gli ultimi della classe

Diverse città che non hanno reagito nonostante la presenza sulle loro strade di passaggi pedonali pericolosi. Il risultato di Basilea resta invariato: sei passaggi pedonali pericolosi sui sei testati. Seguono Thun, dove nessuno dei cinque passaggi ritenuti insufficienti è stato migliorato, Bellinzona, Davos, Winterthur e Zurigo, dove i tre passaggi testati nel 2010, 2011 e 2012 continuano a essere pericolosi, mentre a Soletta, tre passaggi pedonali sono insufficienti e il quarto è stato eliminato.

Eliminare i passaggi pedonali non equivale a eliminare il pericolo! Il test del TCS ha costatato che sono stati eliminati dei passaggi pedonali non solo a Soletta, ma anche a Bienne, Friburgo, Ginevra, Lugano e Sion. Inoltre, a Friburgo, Ginevra, Losanna, Locarno, Sion e San Gallo non è stato possibile controllare un passaggio pedonale a causa dei lavori in corso.

Contatto:

Renato Gazzola, portavoce del TCS, 079 686 08 80,
renato.gazzola@tcs.ch

Tutte le foto dei passaggi pedonali testati, durante il primo test
così come nel secondo test di quest'anno, sono disponibili su
richiesta.

Le foto del TCS sono su Flickr -
www.flickr.com/photos/touring_club/collections.

I video del TCS sono su Youtube - www.youtube.com/tcs.

I risultati complessivi dell'analisi possono essere scaricati
all'indirizzo www.pressetcs.ch.



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