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130 g/km di CO2 nel 2015: obiettivo giusto, legge imperfetta

Bern (ots) - Dal 1. luglio prossimo, la vendita di auto nuove verrà scombussolata da grossi cambiamenti. La causa? La nuova legge sul CO2. Se l'obiettivo di ridurre le emissioni a effetto serra è condiviso da tutti, l'applicazione della nuova legge appare problematica: le conseguenze saranno la mancanza di trasparenza per i consumatori, la limitata scelta del canale di vendita e il rincaro delle vetture familiari. Il mercato dell'occasione sarà il principale beneficiario di questo provvedimento, unitamente al fondo infrastrutturale.

Dal 1. luglio 2012, una serie di sorprese attende chi si accinge ad acquistare un veicolo nuovo. Tutte le automobili nuove immatricolate a partire da quella data saranno infatti sottoposte alla nuova ordinanza, secondo la quale le emissioni di CO2 dei veicoli, dalla fine del 2015, dovrà essere ridotta mediamente a 130 grammi per chilometro. È già sin d'ora stato fissato un valore limite per ogni importatore. Quest'ultimo dovrà rispettarlo con la media delle emissioni di tutti i veicoli nuovi da lui immatricolati in Svizzera, se non vorrà pagare una multa. La sanzione scatta per ogni veicolo importato in Svizzera che supera la soglia d'emissioni prevista. Così, per la diffusione nell'ambiente del primo grammo supplementare di CO2 si tratterà di pagare CHF 7.50. Per il secondo grammo in più si sale a CHF 22.50, per il terzo a CHF 37.50 e, a partire dal quarto, per ogni grammo in più CHF 142.50. Gli importatori hanno la possibilità di compensare internamente le maggiori emissioni delle grosse vetture familiari con quelle inferiori delle piccole auto.

Il TCS sostiene la riduzione del CO2

Sin dall'inizio, il TCS ha sostenuto il principio di obbligare i costruttori di automobili a ridurre le emissioni di CO2. Si tratta di un mezzo efficace per lottare contro le emissioni a effetto serra, senza che i consumatori vengano direttamente penalizzati. Di conseguenza, il TCS sosterrà ogni iniziativa della Svizzera volta a un allineamento su un obiettivo più ambizioso dell'Unione europea (per esempio 95 g/km di CO2 nel 2020). In quest'ambito, il TCS avrebbe preferito che il mercato svizzero fosse integrato nel sistema europeo di compensazione del CO2 (sistema 27+1), ciò che avrebbe permesso ai costruttori, nell'ottica di uno sforzo comune di riduzione delle emissioni di CO2, di inglobare il piccolo quantitativo di automobili vendute in Svizzera (ca. 300'000 veicoli/anno) nel volume dell'UE (16 milioni veicoli/anno).

In questo contesto occorre ricordare che la tendenza verso una forte riduzione del CO2 è in corso da anni grazie a varie misure incitative (189 g/km nel 2005, 161 nel 2010, 155 nel 2011). Secondo le previsioni del TCS, alla fine del 2015 sarebbe comunque stata raggiunta una media di 132 e 135 grammi di CO2.

Mancanza di trasparenza per il consumatore

Il sistema d'applicazione della nuova legge varata in Svizzera lascia tuttavia perplessi. Infatti, sono gli importatori, attraverso le tasse, a dover pagare lo scotto quando i grammi di CO2 in eccesso non saranno compensati nell'ambito della loro gamma di veicoli o di un gruppo di marche. Di conseguenza, in Svizzera i consumatori non potranno verificare l'impatto della tassa sul prezzo del veicolo (mancanza di trasparenza), diversamente, per esempio, dalla tassa per il riciclaggio degli elettrodomestici. Inoltre, non beneficeranno di alcun "bonus" per l'acquisto di un veicolo che emette meno di 130 g/km di CO2. In questo modo, il nuovo sistema non favorisce gli acquisti ecologici, bensì svantaggia ingiustamente le grandi vetture familiari, poche delle quali, per il momento, emettono meno di 130 g/km di CO2.

Inoltre, secondo il TCS l'applicazione del nuovo regime potrebbe provocare oscillazioni di prezzo più ampie, rispetto a quelle attuali. Per raggiungere il valore limite, gli importatori dovranno infatti adattare la loro offerta in funzione dei risultati di emissione intermedi. Durante l'intero anno, sono prevedibili prezzi di vendita differenziati, come pure promozioni commerciali su vasta scala o, addirittura, l'immatricolazione massiccia di auto nuove a fine anno.

Restrizione della libera scelta dei consumatori

Anche se resterà possibile importare direttamente dopo il 1. luglio, il consumatore sarà costretto a rispettare una procedura burocratica particolarmente lunga e fastidiosa. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) fungerà da centrale d'incasso della tassa. Quest'ufficio calcolerà l'importo, invierà la fattura, incasserà i soldi e rilascerà un documento che consentirà l'immatricolazione presso un ufficio cantonale della circolazione. Non va dimenticato che questa procedura (senza il pagamento) è prevista anche per i veicoli che emettono meno di 130 g/km di CO2 e che la stessa si aggiunge alla prassi attualmente in vigore per l'importazione diretta.

Questo percorso a ostacoli scoraggerà più di un consumatore, tanto più che le emissioni eccedentarie non potranno essere compensate con un altro veicolo importato, com'è invece il caso per un importatore ufficiale. È dunque prevedibile un forte calo dell'importazione diretta.

Conseguenze per il mercato del nuovo e dell'usato

Dato che i consumatori e i costruttori hanno anticipato l'introduzione di questa nuova norma, il mercato delle auto nuove continuerà certamente ad aumentare fino al prossimo in giugno, per poi diminuire nella seconda metà dell'anno.

Dal 1. luglio 2012, il mercato delle occasioni registrerà invece un periodo di alta congiuntura. Veicoli con emissioni di CO2 superiori ai 130 g/km conserveranno infatti un valore elevato sul mercato dell'usato, dato che il veicolo nuovo paragonabile, a partire da tale data, sarà colpito da una tassa di svariate migliaia di franchi. Questo fenomeno si protrarrà per alcuni mesi dall'introduzione delle nuove regole.

Consigli per i consumatori

Il TCS s'impegna per informare i suoi soci e i consumatori in generale sulle conseguenze di questa nuova legge. Da subito è disponibile una pagina Internet completa con tutte le informazioni del caso, come pure utili link, all'indirizzo www.tcs.ch/it/co2.php.

La fase transitoria è particolarmente delicata, dato che i veicoli ordinati nel corso del primo semestre 2012 e forniti dopo il 1. Luglio 2012 (per esempio a causa di ritardi nella produzione), saranno inevitabilmente sottoposti alla tassa CO2. Dato che il prezzo di vendita può variare verso l'alto o il basso in funzione del raggiungimento dell'obbiettivo di riduzione del CO2 da parte dell'importatore, i consumatori devono decidere al momento della firma del contratto di acquisto se prendono il rischio di avere un aumento o una diminuzione del prezzo di vendita.

Inoltre, si consiglia di controllare che la tassa CO2 sia correttamente percepita anche per l'acquisto di un'automobile d'occasione, che ha meno di 6 mesi. Infatti, i veicoli d'occasione importati direttamente soggiacciono alla tassa fino a 6 mesi dopo laprima immatricolazione.

Contatto:

Renato Gazzola, portavoce del TCS, 079 686 08 80,
renato.gazzola@tcs.ch

Le foto del TCS sono su Flickr -
www.flickr.com/photos/touring_club/collections.
I video del TCS sono su Youtube - www.youtube.com/tcs.

Per maggiori informazioni (FAQ, calcolatore della sanzione e consigli
d'acquisto) : www.tcs.ch/it/co2.php



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